UNA STORIA TRISTE, UNA STORIA DA RICORDARE

Non doveva andare così, questa la triste storia di una
guerriera impegnata da anni in un conflitto personale contro l’ormai noto
nemico invisibile, una guerra che ti logora, ti consuma giorno per giorno, ed
in alcuni casi ti distrugge.
È il caso di Michela, parrucchiera 51 enne piena di vita,
apparentemente indistruttibile, che d’improvviso si ritrova guerriera, suo
malgrado, inconsapevole, ma abbastanza coraggiosa e temeraria, da affrontare il
male oscuro della malattia.
Questo il problema del secolo, non solo conflitti bellici,
ma personali, dove purtroppo, in molti casi, ti ritrovi a combattere da solo, contro
un nemico troppo forte, che ti consuma dentro, che ti porti dietro
costantemente, che diventa parte di te, nonostante ti danneggi corpo ed anima
giorno per giorno.
In molti casi, oggi giorno, la guerra la si vince, ma in molti
altri, troppi, si capitola.
Oggi Michela non ce l’ha fatta, e ci ritroviamo tutti a
ricordarla, augurandogli una vita migliore oltre la vita terrena, ma non basta,
Lei andava aiutata prima, sostenuta nella sua battaglia, confortata e
spalleggiata nel suo “calvario”, nessuno considera lo stato d’animo che si
prova in quei momenti, tutti compatiscono, ma in effetti, nessuno fa niente nel
momento in cui c’è bisogno.
Oggi invece tutti bravi a ricordare, tutti buoni a
recriminare, potere del falso buonismo? Oppure un modo per lavarsi la coscienza
da mancanze riscontrate? Tutti grandi amici, tutti affranti e addolorati, ma
quanti hanno offerto a Lei l’aiuto necessario per affrontare tutto questo?
Chiedo scusa per il mio sfogo, ma la situazione mi riguarda
da vicino, so’ cosa ha potuto passare Michela, ci sono passato anch’io, e posso
tranquillamente affermare che… certe situazioni se non le vivi personalmente…
non le potrai mai capire.
Fate buon uso di queste esperienze, perché tutti sono
esposti e tutti potrebbero viverle suo malgrado…
Enzo Scasciamacchia
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