A PIERLUIGI…

Combattere contro il più scaltro dei mali ti può rendere,
agli occhi degli altri, un guerriero, ma nella maggior parte dei casi non è
così, nel profondo del tuo animo sai di essere pur sempre troppo fragile,
troppo indifeso, inerme e soggiogato dai suoi voleri, che non sempre si
dimostrano a tuo favore, non sei sufficientemente rispettato, ne tanto meno
compreso e tutelato, alcuni addirittura dimostrano “invidia” non del tuo male,
ma della tua condizione di diversità, poi magari ti piangeranno anche, ma solo
per l’apparenza, o per unirsi al comune senso del falso buonismo.
Non mi stancherò mai di dire che il rispetto va dimostrato
in vita, oltre non ha senso, un malato di cancro andrebbe compreso nella sua irascibilità,
nel suo stato di impotenza, di inspiegabile nervosismo, di agitazione e
scontrosità, del suo profondo incubo, che non gli dà pace né di giorno né di
notte, una tortura che nessuno comprende, o meglio, che si arriva a capire solo
quando ormai è troppo tardi.
Non serve compatire, ma serve immedesimarsi, l’empatia aiuta
molto, la vicinanza, la comprensione e la fede le giuste soluzioni che danno il
giusto sollievo e la serenità per affrontare il “maligno”.
Si dovrebbe dimostrare buon senso nei confronti di questi
soggetti, più rispetto per chi soffre in silenzio, per chi vorrebbe
incoraggiare i più intimi, amici o vicini di casa, e non alimentare dispiaceri
prematuri, ignorando sensi di inferiorità o di sottomissione, tutti sentimenti che
solo chi ha la sfortuna di attraversare questo male può comprendere.
Non aspettate l’irreparabile, e se potete, date il vostro
concreto contributo subito, non aspettate che vi capiti un caso in famiglia,
fatelo a prescindere, tutti siamo esposti, e tutti potremmo averne bisogno
prima o poi, a Pierluigi, per esempio, avrebbe fatto tanto piacere…
Enzo Scasciamacchia
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