Governo Draghi, I
berlusconiani si prendono Editoria e Giustizia
I berlusconiani
piazzano uno dei loro all'Editoria e Sisto alla Giustizia (ma anche Mulè alla
Difesa)
Fa rumore lo
scippo dei berlusconiani che riescono a mettere le mani sulla delega
all’Editoria, fondamentale per i destini dell’impero di Arcore. Forza Italia
avrebbe voluto piazzare lì addirittura Giorgio Mulè, berlusconianissimo ex
direttore di Panorama: i 5 stelle e il Pd hanno fatto muro, provocando a un
certo punto la sospensione del Consiglio dei ministri. Alla fine la quadra è
stata trovata spostando Mulè alla Difesa, ma mantenendo la preziosissima delega
a giornali e informazione: finisce a Giuseppe Moles, non un pretoriano ma
comunque berlusconiano della prima ora. Ex assistente di Antonio Martino
all’università e poi nel primo governo Berlusconi, è alla seconda legislatura
in Parlamento. È al quinto giro, invece Francesco Paolo Sisto, una sorta uomo-immagine
della giustizia made in Arcore: l’avvocato pugliese fu uno degli scudi umani
del capo durante la legislatura delle leggi ad personam e delle nipoti di
Mubarak. Negli ultimi tempi non è cambiato. Quando per esempio il leghista
Armando Siri dovette dimettersi perché era indagato per corruzione, Sisto tuonò
in Parlamento: “Il Paese è nelle mani della magistratura. Le Procure decidono le
composizioni del governo, questo è un attacco alle istituzioni. Ce ne rendiamo
conto? Sveglia, sveglia”. Dove poteva finire oggi? Ovviamente alla giustizia.
Tenterà, con ogni probabilità, di bombardare in ogni modo le riforme
anticorruzione e sulla prescrizione del Movimento 5 stelle.
Il Fatto Quotidiano di Marco
Travaglio

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