Fine della legislatura. Il presidente della Repubblica,
Sergio Mattarella, ha sciolto le Camere. Una decisione "inevitabile",
visto che "la discussione, il voto e le sue modalità hanno reso evidente
il venire meno del sostegno e l'assenza di prospettive per dar vita a nuova
maggioranza", fa sapere il Quirinale. L'annuncio arriva in seguito alle
dimissioni del premier Mario Draghi, attese dopo lo strappo di Lega, Forza Italia
e M5s in Senato, dovuto anche al mancato accoglimento dei punti a favore del
Popolo presentato da Conte. Il governo resterà in carica solo per gli affari
correnti. Si apre dunque l'iter che porterà alle elezioni anticipate, che si
svolgeranno il 25 settembre. Intanto i ministri Mariastella Gelmini e Renato
Brunetta hanno deciso di lasciare Forza Italia.
Il governo cade ma i
parlamentari salvano il vitalizio
Il 24 settembre è la data di salvataggio del diritto alla
pensione da parlamentari per 427 deputati e 234 senatori, crisi di governo per
tutti ma senza dramma per i parlamentari al primo mandato che ormai - per i
tempi delle prossime elezioni - hanno salvo il vitalizio. Un diritto che - con
il voto fissato al 25 settembre - vedranno maturare con un margine di qualche
giorno. Si tratta del raggiungimento dei fatidici 4 anni, 6 mesi e 1 giorno di
permanenza in Parlamento, il periodo entro cui deputati e senatori eletti per
la prima volta arrivano alla soglia per andare in pensione al compimento dei 65
anni con i contributi versati come parlamentari. E per questa legislatura la
data di salvataggio è fissata il prossimo 24 settembre, un traguardo che
riguarda 427 deputati e 234 senatori al primo mandato. In pratica oltre due
terzi dell'attuale Parlamento: il 68% dei deputati e il 73% dei senatori in
carica.
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