NICOLA GRATTERI A FERRANDINA
INCONTRO CON GLI STUDENTI
Autori di opere
importanti come La Mafia fa schifo, Lettere da un paese che non si rassegna
(2011), Acqua Santissima (2013), Ossigeno illegale (2020), Complici e colpevoli
(2021), saranno introdotti dal professor Donato Santeramo, direttore artistico
del Matera Film Festival. Interverranno, inoltre, il sindaco di Ferrandina
Carmine Lisanti, l’assessora all’Istruzione e Ambiente Maria Murante e il
presidente della Provincia di Matera Piero Marrese.
“Mafia e territorio” il tema dell’incontro. Il 23 maggio del
1992 Giovanni Falcone, la scorta e sua moglie vengono uccisi nella Strage di
Capaci. Pochi mesi dopo Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta perdono
la vita nella strage di Via D’Amelio. A 30 anni dalla loro morte, nel recente
libro Non chiamateli eroi, Gratteri e Nicaso focalizzano storie e personaggi
per raccontare ai ragazzi di Ferrandina il loro coraggio e per continuare a
lottare contro le mafie nel loro nome. Gli autori ricordano le vite di chi,
guardando la mafia negli occhi, ha deciso di difendere le proprie idee, la
propria dignità.
Biografia
Nicola Gratteri nasce il 22 luglio 1958 a Gerace (Reggio
Calabria), nella Locride, terzo di cinque figli. Dopo aver conseguito la
maturità scientifica si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza all'Università
di Catania. Si laurea in quattro anni e due anni dopo entra in magistratura.
Impegnato in prima linea contro la 'ndrangheta, vive sotto
scorta dall'aprile del 1989, dopo che la sua prima indagine aveva provocato le
dimissioni dell’assessore alla Forestazione e fatto cadere la Giunta regionale
calabrese. Mentre prestava servizio come sostituto procuratore a Locri nei
primi anni '90, si è inoltre occupato di scottanti inchieste sui legami tra
'ndrangheta, politica, massoneria e sul traffico di droga e armi. Nel 1993, è
sfuggito a ben tre attentati organizzati nel giro di tre settimane. Il 21
giugno 2005, il ROS dei Carabinieri ha scoperto nella piana di Gioia Tauro un
arsenale di armi (un chilo di plastico con detonatore, lanciarazzi, kalašnikov,
bombe a mano) che sarebbe potuto servire per un attentato ai danni di Gratteri.
Nel 2009 è nominato procuratore aggiunto della Repubblica
presso il tribunale di Reggio Calabria. Il 18 giugno 2013 il Presidente del
Consiglio dei ministri Enrico Letta nomina Gratteri componente del corpo di
esperti per l'elaborazione di proposte in tema di lotta alla criminalità
organizzata. Nel febbraio 2014 per il nuovo Governo Renzi viene proposto il suo
nome per il ruolo di Ministro della giustizia, ma alla fine prevale Andrea
Orlando, già Ministro dell'ambiente del Governo Letta, pare a seguito
dell'opposizione del Presidente Napolitano.
Il 27 febbraio 2014 Rosy Bindi, in qualità di presidente
della Commissione parlamentare antimafia, annuncia la nomina di Gratteri a
consigliere della commissione. Gratteri ha accettato l'incarico compatibilmente
col suo ruolo in procura.
Il 1º agosto 2014 il Presidente del Consiglio Matteo Renzi
nomina Gratteri Presidente della commissione per l'elaborazione di proposte
normative in tema di lotta alle mafie.
Il 21 aprile 2016 il plenum del CSM, a larga maggioranza, lo
ha nominato con pratica d’urgenza Procuratore di Catanzaro, al posto di Antonio
Lombardo, andato in pensione.
Gratteri da sempre è molto sensibile all'importanza
dell'educazione dei giovani come strumento di prevenzione nella lotta alla
mafia e a tal fine tiene conferenze nelle scuole e nelle università, in Italia
e all'estero, per incontrare i giovani e spiegar loro il perché non
"conviene" essere ndranghetisti. Nel novembre 2011 ha pubblicato un
libro, assieme al giornalista Nicaso, La mafia fa schifo, dove sono raccolti
pensieri e lettere di ragazzi sul tema mafia.
Il 4 maggio 2022 nella votazione del CSM per l'elezione del
nuovo Procuratore Nazionale Antimafia viene battuto da Giovanni Melillo per 13
voti a 7.
Attività come
Procuratore della Repubblica
Operazione del 2003
contro i clan di Platì
In qualità di Sostituto Procuratore, coordina il 14 novembre
2003 l'esecuzione di un'imponente operazione contro i clan Barbaro “Castani” e
i Trimboli-Perre di Platì denominata "Marine", durante la quale circa
mille carabinieri hanno arrestato nella notte oltre cento persone. Il processo
si conclude con 8 condanne con rito abbreviato, su 44 imputati, mentre per
altre 19 persone rinviate a giudizio, sui restanti 78 imputati giudicati con il
rito ordinario, arriva la prescrizione.
Operazione del 2008 e
2011 contro i legami con i cartelli della droga messicani e colombiani
Con le inchieste "Solare" del 2008 e "Crimine
3" del 2011, la Procura di Reggio Calabria, coordinata dal procuratore
capo Giuseppe Pignatone e dagli aggiunti Nicola Gratteri e Michele Prestipino,
riesce a colpire i rapporti tra 'ndrangheta, mafia siciliana, i cartelli della
droga messicani e colombiani.
Riguardo a queste operazioni Gratteri dichiarò: “Questa è
una delle poche indagini da manuale che può essere utilizzata nelle scuole di
polizia per dire come si fanno le indagini di droga e come ci si rapporta con
le forze di polizia di altri Stati che hanno mentalità e codici diversi”.
Operazione del 2010
contro le ramificazioni in Lombardia
Nel 2010 le inchieste della Direzione distrettuale
anti-mafia (Dda) di Milano "Infinito" e della Dda di Reggio Calabria
"Crimine", condotte in parallelo, portano all'arresto di 304 persone
tra Calabria e Lombardia, con un'operazione che si è svolta il giorno 13 luglio
2010 ed ha impegnato 3.000 uomini delle forze dell'ordine.
Queste due inchieste parallele sfociano in due processi
paralleli, uno tenuto a Reggio Calabria e l'altro a Milano. Il processo
"Infinito" di Milano si conclude in Cassazione il 6 giugno 2014,
mentre il processo
"Crimine" di Reggio Calabria si conclude il 17
giugno 2016. Le sentenze definitive confermano sostanzialmente l'impianto
accusatorio delle Procura di Reggio Calabria e di Milano.
Il processo "Crimine-Infinito" ebbe grande
importanza non solo per i risultati ottenuti nella lotta al crimine, ma anche
perché mostrò il radicamento della 'ndrangheta nell'Italia del Nord, e per la
prima volta dimostrò l'esistenza di un'organizzazione e di livelli gerarchici
anche all'interno della 'ndrangheta, che ne fanno un'organizzazione criminale
"unitaria". Questo pone la 'ndrangheta, dal punto di vista
organizzativo, a metà strada tra l'organizzazione fortemente gerarchica e
verticale della mafia siciliana, e invece il carattere orizzontale e
frammentato della camorra napoletana. I legami infatti tra la
"madrepatria", la Calabria, e i "locali", in Lombardia, e i
rapporti tra le cosche calabresi coinvolte, erano gestiti tramite
un'organizzazione in commissioni e sotto-commissioni.
Il vertice della
'ndrangheta viene chiamato dagli affiliati "Provincia" o
"Crimine".
Inoltre nelle indagini le forze dell'ordine riuscirono a
filmare per la prima volta un vertice di 'ndranghetisti nel 2009 in località
Polsi, nel Comune di San Luca, in occasione della festa della Madonna.
Il processo "Infinito", svoltosi a Milano, si concluse
in Cassazione il 6 giugno 2014 per il rito abbreviato con 92 condanne. Quello
con rito ordinario si concluse il 30 aprile 2015 in Cassazione con 41 condanne.
Il processo "Crimine", svoltosi a Reggio Calabria,
si concluse in Cassazione il 17 giugno 2016 con una novantina di condanne. Il
processo riguardò i capi delle 'ndrine di Rosarno e Gioia Tauro, di Palmi, di
Locri, di Platì, di Africo.
In un'intervista, Gratteri raccontò che in fase di indagini
furono decisive tre microspie piazzate a casa del boss di San Luca Giuseppe
Pelle, nella lavanderia Ape Green del boss Giuseppe Commisso e nel giardino del
padrino don Mico Oppedisano, grazie alle quali è stato possibile ricostruire
dettagliatamente la nuova struttura della 'ndrangheta.
Operazione del 2014
contro il traffico di droga tra Calabria e New York
Nel 2014, da Procuratore Aggiunto della Direzione
distrettuale antimafia (Dda) di Reggio Calabria, con l'operazione "New
bridge" sgomina una delle direttrici del traffico di stupefacenti tra
Calabria e New York, che faceva capo alle famiglie degli Ursino di Gioiosa
Ionica e a quella dei Gambino a New York. I trasporti di cocaina avvenivano
nell'ordine di carichi di 500 chili per volta. A questo proposito Gratteri
afferma che la 'ndrangheta è presente dagli anni 70 negli Stati Uniti, e che si
sta espandendo.[36][37][38][39] Nel 2019 la Corte d'Appello di Reggio Calabria
conferma le 9 condanne, con la condanna più alta a 20 anni e 6 mesi, e le 4
assoluzioni stabilite dalla sentenza di primo grado emessa nel 2016 dal
Tribunale di Locri.
Operazioni del 2015
contro il traffico di droga tra Calabria e Americhe
Nel 2015 conduce come Procuratore aggiunto della Direzione
distrettuale antimafia (Dda) di Reggio Calabria, insieme al Sostituto
procuratore Paolo Sirleo, le operazioni "Columbus" e "Columbus
2" contro il traffico di stupefacenti tra Calabria, Sud America e USA, che
riguardava Colombia, Costa Rica, Bolivia, Perù, e i grandi porti di Brasile e
Argentina, da cui partivano i carichi di droga verso l'Europa e gli USA.
Nell'operazione "Columbus" le indagini
dimostrarono come il ruolo di intermediario nel traffico di stupefacenti fosse
svolto dal ristoratore di origini calabresi e da tempo stabilitosi a New York
Gregorio Gigliotti: il suo ristorante "Cucino a modo mio", nel
Queens, era il centro di questa rete di trafficanti, all'interno del quale
passavano partite di droga e ingenti somme di denaro. I carichi di droga
viaggiavano all'interno di navi cariche di frutta tropicale.
Il principale imputato dell'inchiesta "Columbus",
Gregorio Gigliotti, è stato condannato negli USA, insieme a moglie e figlio.
Per quanto riguarda gli imputati giudicati in Italia, la sentenza di primo
grado del Tribunale di Palmi ha stabilito 5 condanne e 2 assoluzioni, con una
condanna di 17 anni e 10 mesi a Franco Fazio, considerato l'uomo di fiducia di
Gregorio Gigliotti. In appello, nel 2019, la sentenza è stata annullata e gli
imputati liberati dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria, in quanto il
Tribunale di Palmi è stato ritenuto dai giudici incompetente, e gli atti
trasmessi alla Procura di Catanzaro. Anche la sentenza, con il rito abbreviato,
che condannava tre imputati a pene molto pesanti è stata annullata nel 2018 e
disposta la loro scarcerazione.
Operazione del 2018
contro i clan di Cirò Marina
Il 9 gennaio 2018 un'operazione coordinata dal Procuratore
della Repubblica Gratteri, denominata "operazione Stige", porta
all'arresto di 169 persone, di cui 131 vengono portate in carcere e per i
restanti 38 vengono disposti gli arresti domiciliari, per vari reati legati
all'attività mafiosa. Gli arresti vengono effettuati in Calabria, Lombardia,
Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Toscana, Campania e Germania, a
dimostrazione della ramificazione e dell'estensione raggiunta dalla
'ndrangheta. L'operazione va a colpire la cosca Farao-Marincola di Cirò Marina.
Nel processo che ne segue, il 25 settembre si conclude il procedimento contro
104 imputati che avevano scelto il rito abbreviato, con 66 condanne e 38
assoluzioni, con le quali il GUP del Tribunale di Catanzaro conferma l'impianto
accusatorio sostenuto dal Procuratore Gratteri.
Nel processo
d'appello vengono stabilite 58 condanne e 20 assoluzioni.
Operazione del 2019
contro i clan della provincia di Vibo Valentia
Nella notte tra mercoledì 18 dicembre 2019 e giovedì 19
dicembre 2019 guida una mega-operazione, denominata "Rinascita Scott",
che smantella le cosche di 'Ndrangheta del Vibonese ricostruendo legami e
affari tra imprenditoria, politica e massoneria deviata, che permette l'arresto
di 334 persone e 416 indagati. In seguito il Tribunale del Riesame scarcera 69
persone perché non sussistono più le esigenze di custodia cautelare, pur
restando indagate.
Il rito abbreviato si
conclude con 70 condanne e 20 assoluzioni.
Dichiarazioni di
Gratteri sul suo lavoro di magistrato
L'11 giugno 2020, durante un'audizione alla Commissione
parlamentare antimafia, Gratteri dichiara riguardo al suo lavoro di magistrato:
«Io sono innamorato di questo lavoro, sono un tossicodipendente da questo
lavoro. Ma se non pensassi che possiamo cambiare, farei un altro lavoro. Sono
un agricoltore infiltrato in magistratura, potrei fare quello. O
l’intrattenitore». «Credo che la Calabria, anche insieme a voi, la cambieremo,
nel giro di un paio d’anni la cambieremo. Facendo le cose per come si devono fare,
nel giro di un paio di anni racconteremo una Calabria diversa».
Dichiarazioni di
Gratteri durante la celebrazione dei 30 anni della DIA
Il 31 gennaio 2021, in occasione della celebrazione dei 30
anni della Direzione Investigativa Antimafia, Nicola Gratteri dice: "E'
importante guardare queste immagini per conoscere la storia recente di questo
Paese, per non dimenticare e perché questo serva a far riflettere i ragazzi, e
soprattutto guardando queste immagini vorrei che il percorso mentale di questi
ragazzi fosse quello di non farsi prendere in giro dagli adulti, adulti che non
parlano più di contrasto alle mafie, non parlano più di modifiche normative che
servono sul piano sostanziale a combattere le mafie che continuamente si
trasformano, mutano con il mutare sociale. Perché se noi aspettiamo ancora che
le mafie ne uccidano uno a sera per pensare che quello è il problema e quindi
se non c’è un morto a sera il problema non esiste e quindi la mafia non esiste
e non c’è motivo d’investire su uomini e mezzi ma soprattutto sul piano
normativo, allora siamo a posto, siamo tutti tranquilli perché non c’è
problema“.

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