Il 4
novembre l'Italia ricorda l'Armistizio di Villa Giusti - entrato in vigore il 4
novembre 1918 - che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento
e Trieste, e portare a compimento il processo di unificazione nazionale
iniziato in epoca risorgimentale.
Il 4
novembre terminava la Prima Guerra Mondiale. Per onorare i sacrifici dei
soldati caduti a difesa della Patria il 4 novembre 1921 ebbe luogo la
tumulazione del "Milite Ignoto", nel Sacello dell'Altare della Patria
a Roma. Con il Regio decreto n.1354 del 23 ottobre 1922, il 4 Novembre fu
dichiarato Festa nazionale.
In questa
giornata si intende ricordare, in special modo, tutti coloro che, anche
giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di
Patria e di attaccamento al dovere: valori immutati nel tempo, per i militari
di allora e quelli di oggi.
“La
grandezza non ha un tempo e non ha un nome” è lo slogan della Giornata
dell’Unità nazionale e la Festa delle Forze armate 2021, che rimanda al Milite
Ignoto, quel soldato senza nome divenuto poi figlio e fratello di tutti noi,
che rappresenta uno dei simboli più importanti su cui poggia il concetto di
identità nazionale. Il 29 ottobre è partito il “Treno della Memoria”,
riedizione del convoglio speciale che nel 1921 trasportò la salma del soldato
da Aquileia a Roma.
Nel 1922,
poco dopo la marcia su Roma, la festa cambiò nome in Anniversario della
Vittoria, assumendo quindi una denominazione caratterizzata da un forte
richiamo alla potenza militare dell'Italia, mentre dopo la fine della seconda
guerra mondiale, nel 1949, il significato della festa è tornato quello
originale, ridiventando la celebrazione delle forze armate italiane e del
completamento dell'Unità d'Italia.
Infatti, con
la vittoria nella prima guerra mondiale, l'Italia completò l'unità nazionale,
iniziata con il Risorgimento, con l'annessione di Trento e Trieste, tant'è che
questo conflitto è considerato la quarta guerra d'indipendenza italiana,
sebbene oggi tale termine abbia perso di rilevanza, senza però scomparire.
Fino al
1976, il 4 novembre è stato un giorno festivo. Dal 1977, in pieno clima di
austerity, a causa della riforma del calendario delle festività nazionali
introdotta con la legge n° 54 del 5 marzo 1977, la ricorrenza è stata resa
"festa mobile", con le celebrazioni che hanno luogo, ancora oggi,
alla prima domenica di novembre.
Nel corso
degli anni ottanta e novanta la sua importanza nel novero delle festività
nazionali è andata declinando ma negli anni duemila, grazie all'impulso dato
dall'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che fu protagonista,
all'inizio del XXI secolo, di una più generale azione di valorizzazione dei
simboli patri italiani, la festa è tornata a celebrazioni più ampie e diffuse.
100º
anniversario
Le
celebrazioni del centenario della vittoria del Regno d'Italia nella Grande
Guerra, portate a festività nazionale il mese prima, sono iniziate già la
serata del 3 novembre 2018 con la consegna delle insegne dell'Ordine Militare
d'Italia da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di cui è
istituzionalmente Gran Maestro, al Quirinale.
Il 4
novembre 2018 sono continuate nella deposizione di una corona d'alloro al
Milite Ignoto dell'Altare della Patria a Roma da parte del Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella e delle altre massime cariche dello stato, seguita
dalla visita ufficiale al Sacrario di Redipuglia per poi spostarsi, a
conclusione, in Piazza Unità d'Italia a Trieste.
Nella città
storica, insieme a Trento, dell'irredentismo italiano, dopo i discorsi delle
varie autorità presenti, si è svolta la presentazione delle bandiere di guerra
ed una rievocazione in divise storiche dello sbarco dei bersaglieri nel porto
della città, evocato tramite il mezzo da sbarco "San Marco" della
Marina Militare (che presenziava anche con la fregata Luigi Rizzo), seguito a
conclusione da dei colpi d'artiglieria a salve verso il mare e dal passaggio
delle Frecce Tricolori.
Durante la
stagione dei movimenti giovanili del Sessantotto, la festa delle forze armate è
andata incontro a contestazioni di varia matrice politica.
Specialmente
nella seconda metà degli anni sessanta e nella prima metà degli anni settanta,
in occasione del 4 novembre, il movimento radicale, gruppi dell'estrema
sinistra e gruppi appartenenti al "cattolicesimo dissidente" hanno
dato vita a contestazioni per chiedere il riconoscimento del diritto
all'obiezione di coscienza o per attaccare in generale l'istituzione militare.
Spesso la
contestazione veniva portata avanti attraverso la distribuzione di volantini o
l'affissione di manifesti polemici nei confronti delle forze armate. Non di
rado i contestatori venivano perseguiti per l'offesa all'onore e al prestigio
delle forze armate, e per istigazione dei militari alla disobbedienza.
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