LE CONFIDENZE DI UNA LUCANA TRA LE STELLE

"Io credo nel mio punto di vista, ha già 40 anni ed è
figlio delle persone che amo di più al mondo, del cielo della Basilicata, della
terra incastrata sotto le unghie, di tante offese mai rese e di troppi no…ma
anche di premi inaspettati, di sorrisi non dovuti, dell’amore semplice, quello
più puro.
Fin da bambina sono stata attratta da chi cerca di fare star
bene gli altri. Sognavo di essere luminosa come Papa Giovanni Paolo II e di
cantare canzoni come 'Heal the world' di Michael Jackson, che incita ognuno di
noi a rendere il mondo un posto migliore per tutta la razza umana. Quando mi
dicevano che non ce l’avrei fatta io non rispondevo nulla, mi chiudevo in
camera a pensare più forte, ad architettare la mia luce, e alla fine sono
riuscita a brillare per davvero. E quando canto è sempre per la pace e per
diffondere amore: mi piace che le persone si sentano accettate con la mia
musica.
Essere buoni non è un precetto religioso o una roba da
sfigati, ma una scelta consapevole. E la consapevolezza è la cosa più sexy che
ci sia. Quando qualcuno mi fa del male, anche se una lacrima mi resta dentro,
mi rifiuto di credere che sia fatto apposta, per vocazione. Per questo
allontano, ma non odio mai, mi chiedo sempre il perché prendendomi anche metà
della colpa. Tutti noi, nel bene e nel male, siamo la conseguenza di qualcosa o
di qualcuno, è la comprensione che fa la differenza. Io no, non sono certo una
santa, ma conosco la sostanza del mio cuore, e sono certa di essere riuscita a
diventare quello che volevo essere da bambina: una persona buona. Cercare
sempre di agire per il bene, essendo orgogliosi di sé stessi, potrebbe essere
la chiave per la felicità. Non c’è un gene che ammala di depressione se non la
coscienza di non fare tutto quello che è in nostro potere per vivere la vita
migliore a cui possiamo aspirare. È un lavoro lungo, ma si fa. Se ci sono
riuscita io puoi farlo anche tu. Siate buoni e felici".
- Arisa -
Commenti
Posta un commento