CINGHIALI, POSSIBILE
ABBATTERLI IN CITTÀ PER VENDERE E MANGIARE LA CARNE
MA SOTTO IL CONTROLLO
DELLA FORESTALE
Passa (con bagarre finale in
commissione) la norma voluta da Fratelli d'Italia

Non è una novità assoluta: dell'emendamento, a prima firma
del capogruppo di Fratelli d'Italia Tommaso Foti, si era già discusso nei
giorni scorsi, salvo poi accantonarlo. Ieri mattina, invece (con quello che le
opposizioni hanno bollato come un «blitz» della maggioranza) la modifica è
andata in porto. E ha sollevato un'ondata di indignazione, dalle associazioni
animaliste al leader dei Verdi Angelo Bonelli, che ha tuonato contro il governo
colpevole di voler «fare un favore alla lobby venatoria e delle armi». Ma cosa
prevede il provvedimento incriminato? In realtà si tratta di una riforma che
segue le orme di un testo approvato nella scorsa legislatura dalla commissione
Agricoltura della Camera, all'epoca guidata dal pentastellato Filippo
Gallinella. L'emendamento, in pratica, apre alla possibilità di catturare o
abbattere gli animali selvatici (come ad esempio i cinghiali) non soltanto
durante il periodo della caccia, ma in qualunque momento, e anche nelle are
attualmente interdette all'attività venatoria. Zone come, appunto, le aree
verdi protette e quelle urbane, preda sempre più di frequente delle scorrerie
degli ungulati. Non solo: i cinghiali cacciati in città, specifica
l'emendamento, potranno essere venduti e consumati, e dunque finire in tavola,
a patto che la carne risulti sicura dalle obbligatorie analisi
igienico-sanitarie.
Tanto è bastato per far partire il grido d'allarme: «La
norma consentirà l'abbattimento di specie protette dall'Ue, come lupi, orsi,
volpi e altro in totale violazione della direttiva Habitat e dell'articolo 9
della costituzione», denuncia Bonelli. «Oggi rincara la dose il Wwf si sta per
scrivere una pagina nera per la biodiversità e per la sicurezza dei cittadini:
città e aree protette non devono diventare riserve di caccia». Anche in
commissione Bilancio, ieri mattina, si è sfiorato il caos, con deputati che si
sono urlati contro e la seduta che alla fine è stata sospesa.
CONTENIMENTO
Una polemica che il capogruppo di FdI Foti liquida con un
pirandelliano «molto rumore per nulla». Perché, sottolinea Foti al Messaggero,
l'approvazione dell' emendamento non significa che da domani vedremo squadre di
cacciatori in giro per i centri delle nostre città. «Basterebbe leggerlo per
capire quello che dice sbotta Foti Parliamo di una norma che dà alle Regioni la
possibilità, e sottolineo la possibilità, di attuare piani di contenimento
della fauna selvatica, attraverso l'abbattimento degli animali o la loro
cattura», spiega. Piani che, in ogni caso, saranno attuati sotto il
coordinamento delle unità di controllo forestale e agroalimenatre dei
carabinieri. E che potranno avvalersi di agenti della polizia locale e solo se
necessario di guardie venatorie e cacciatori riconosciuti, muniti di apposito
tesserino. Nessun far west, insomma, alla vista di un ungulato sotto casa.
Ungulati che, ricorda Coldiretti, «nelle città e nelle campagne italiane sono
2,3 milioni», e spesso si spingono a ridosso delle abitazioni e «causando
incidenti stradali con morti e feriti». Motivo per cui mette a verbale
l'associazione dei coltivatori «è necessario intervenire».
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