LETTERA A BABBO NATALE
LA SUA STORIA LE SUE
ORIGINI

Caro Babbo Natale,
così inizia la letterina a Santa Claus da parte dei bambini del nostro mondo occidentale ma anche di alcune zone dell’Asia e del Giappone, Santa Claus è la versione nordica di San Nikolaus che poi è san Nicola di Bari le cui reliquie furono trafugate dalla Turchia e portate in Italia. Alla fine l’essere a cui ci si rivolge, perché Babbo Natale lo invochiamo anche noi adulti, è un santo che secondo i racconti è considerato un essere amico dei bambini per averne riportati in vita tre. Ancora una volta siamo a cospetto del divino, fedeli quindi alle nostre tradizioni e poco importa se quel uomo paffuto e dispensatore di gioia sia vestito di rosso staccandosi dall’immagine del santo martire, è sempre una personificazione dell’alterità metafisica a cui si invoca il miracolo, in questo caso il miracolo del Natale che è rinascita: il Bambino divino ogni anno infatti rinnova la sua promessa di redenzione, di vicinanza al genere umano così smarrito, così sempre più preda della violenza e alla morte interiore. Babbo Natale con la sua surdeterminazione simbolica, nel suo rappresentare le speranze infantili e il lato umano che ha sempre bisogno di una mano forte a cui aggrapparsi, Egli, il Babbo vestito di rosso, ritorna ogni anno e ci porta i doni desiderati fin dall’infanzia. Il dono, qualcosa di gratuito e senza un secondo fine, è la speranza, l’ottimistica attesa che qualcosa di buono ci possa arrivare non perché ci siamo comportati bene ma solo per magia, la magia di un amore incondizionato che solo un essere buono può assicurarci: l’amore non si compra è gratis, ancor più quello di un genitore. Babbo Natale è un essere dotato di poteri soprannaturali in grado di accontentare i bambini che lo attendono in una notte unica dove il mondo appare migliore. Ma poi c’è il risveglio di noi adulti consapevoli che era solo un sogno, un bel sogno. Cosa chiedere nelle nostre letterine adulte? Prima di tutto di realizzare i nostri desideri più profondi rappresentati dai doni in sé e non dal materiale più o meno prezioso con cui sono realizzati: un anello è simbolo di fedeltà anche se non è un solitario, un paio di guanti sono simbolo di amicizia anche se solo realizzati con la lana, un paio di scarpe da tennis anche se non di una marca costosa sono simbolo del cammino che attende, un libro anche in versione economica è simbolo del nutrimento della mente. Con la richiesta di un dono veicoliamo sempre un messaggio spesso inconsapevolmente ed è interessante decodificarlo, per noi, per conoscerci meglio. Se volessimo chiedere grandi doni, quelli capaci di migliorare la vita dell’intero popolo del mondo, possiamo chiedere la pace nel mondo, non sarebbe male, un sogno irrealizzabile? Forse, ma proviamoci tanto sognare non costa nulla e chissà che, vedendoci molto determinati, Babbo Natale non ci esaudisca.
Da parte mia: un Buon Natale
a tutti voi!
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