PELÈ È MORTO
IL RE, O REY
LA LEGGENDA DEL CALCIO BRASILIANO E MONDIALE

Pelé, pseudonimo di Edson Arantes do Nascimento (Três
Corações, 23 ottobre 1940 – San Paolo, 29 dicembre 2022), è stato un calciatore
e dirigente sportivo brasiliano, di ruolo centrocampista o attaccante.
Definito O Rei (in italiano Il Re), O Rei do Futebol (Il Re
del Calcio) e Perla Nera (in portoghese Pérola Negra), è il Calciatore del
Secolo per la FIFA, per il Comitato Olimpico Internazionale e per
l'International Federation of Football History & Statistics (IFFHS), nonché
Pallone d'oro FIFA del secolo, votato dai precedenti vincitori del Pallone
d'oro. Successivamente ha ricevuto, unico calciatore al mondo, il Pallone d'oro
FIFA onorario.
Da calciatore ha legato la sua carriera principalmente al
Santos, con cui ha vinto, tra il resto, dieci volte il campionato Paulista,
quattro il Torneo Rio-San Paolo, sei il Campeonato Brasileiro Série A e cinque
(peraltro consecutive) la Taça Brasil, oltre a due edizioni della Copa
Libertadores, altrettante della Coppa Intercontinentale e la prima edizione (su
due disputate) della Supercoppa dei Campioni Intercontinentali. Trasferitosi
negli Stati Uniti d'America nella parte finale di carriera, ha conquistato un
Campionato NASL con i New York Cosmos.
È l'unico calciatore al mondo ad aver vinto tre edizioni del
campionato mondiale di calcio, evento avvenuto con la nazionale brasiliana nel
1958, 1962 e 1970. Il suo gol realizzato alla Svezia nella finale del 1958 è
considerato il terzo più grande gol nella storia della Coppa del Mondo FIFA e
primo tra quelli realizzati in una finale di un campionato del mondo. La FIFA
gli riconosce il record di reti realizzate in carriera, 1281 in 1363 partite,
mentre in gare ufficiali ha messo a segno 757 reti in 816 incontri con una
media realizzativa pari a 0,93 gol a partita.
Fa parte della National Soccer Hall of Fame ed è stato
inserito dal settimanale statunitense Time nel "TIME 100 Heroes &
Icons" del XX secolo. È stato dichiarato "Tesoro nazionale" dal
presidente del Brasile Jânio Quadros e, nel luglio 2011, "Patrimonio
storico-sportivo dell'umanità".
Pelé nel corso della sua carriera si è dimostrato un
calciatore completo, capace di coniugare tecnica e abilità atletiche,
intelligenza e velocità, precisione nei passaggi e senso del gol. A tal
proposito, si ricorda che segnò cinque reti in un solo incontro in almeno sei
occasioni, realizzò quattro gol in una singola partita trenta volte ed aggiunse
a ciò novantadue triplette. Il giornalista sportivo Gianni Brera disse che
«Pelé vede il gioco suo e dei compagni: lascia duettare in affondo chi assume
l'iniziativa dell'attacco e, scattando a fior d'erba, arriva a concludere.
Mettete tutti gli assi che volete in negativo, poneteli uno sull'altro: esce
una faccia nera, un par di cosce ipertrofiche e un tronco nel quale stanno due
polmoni e un cuore perfetti».
Il repertorio di dribbling di Pelé includeva una particolare
giocata che in Brasile viene chiamata drible da vaca; un esempio di questa si
ebbe nella partita contro l'Uruguay del Mondiale del 1970, quando l'attaccante
lasciò passare il pallone – senza toccarlo – verso un lato del portiere
Ladislao Mazurkiewicz e si lanciò su quello opposto, disorientando
l'avversario. Abile con entrambi i piedi, Pelé fu anche un eccelso colpitore di
testa, nonostante la statura relativamente ridotta; nella finale della citata
edizione dei Mondiali di calcio marcò un gol effettuando un balzo da atleta.
Figlio dell'ex calciatore Dondinho (all'anagrafe João Ramos
do Nascimento) che terminò la propria carriera a causa di un infortunio al
ginocchio, e di Maria Celeste Arantes, Pelé fu inizialmente soprannominato Dico
dai suoi parenti. A 5 anni, nel 1945, si trasferì con la famiglia a Bauru. Da
bambino si guadagnò compensi extra pulendo scarpe e quando il padre gli disse
di giocare a calcio inizialmente, vista la povertà della famiglia, non poté
comprare un pallone, ma giocò solitamente con un calzino o degli stracci
riempiti con carta e legati con un laccio, oppure con un frutto di mango.
Fu in quel periodo che un suo compagno di scuola gli diede
il soprannome Pelé (secondo uno dei film autobiografici su Pelé, tra questi
ragazzi c'era anche José Altafini; tuttavia lo stesso giocatore smentì
quest'ipotesi). Il nomignolo gli fu dato per farlo arrabbiare, poiché Pelé
pronunciava Pilé il nome del portiere Bilé. Sebbene egli non abbia mai nascosto
di non gradirlo, esso rimane l'appellativo con cui è stato consegnato alla
storia del calcio. In realtà, Pelé ha sempre ricordato con orgoglio come il suo
vero nome, cioè Edison o Edson, con il quale vorrebbe essere chiamato, gli sia
stato imposto in onore di Thomas Alva Edison. La prima squadra in cui giocò
Pelé fu il Bauru, squadra dilettantistica locale, ma a breve fu notato da
Waldemar de Brito, ex nazionale brasiliano degli anni trenta e quaranta, che
all'età di 15 anni lo convinse a fare un provino per il Santos.
Santos
Nel 1956 Waldemar de Brito disse alla dirigenza del Santos
che quel ragazzino di 15 anni sarebbe diventato il miglior calciatore del
mondo. Pelé raggiunse così le giovanili del Santos e vi giocò per una stagione
prima di approdare in prima squadra. Pelé debuttò con la maglia del Santos il 7
settembre 1956 in amichevole contro il Corinthians de Santo André, subentrando
a Del Vecchio e segnando al 36º minuto un gol nel 7-1 finale per la squadra di
Santos.
Nel 1957, all'inizio della stagione, Pelé, che fu
soprannominato Gasolina in onore di un cantante brasiliano, fu inserito
stabilmente come titolare della prima squadra e, all'età di soli 16 anni,
divenne il capocannoniere del Campionato Paulista. Dieci mesi dopo aver firmato
il suo primo contratto professionistico il ragazzo fu anche convocato in
Nazionale.
Sia dopo il Mondiale 1958 che quello del 1962, diverse
squadre europee offrirono cifre importanti per acquistare il giovane giocatore,
fra cui il Real Madrid, la Juventus e il Manchester United; nel 1958 l'Inter
riuscì persino a fargli stipulare un regolare contratto, ma Angelo Moratti si
vide costretto a stracciarlo in seguito a un'aggressione subita dal presidente
del Santos a opera di un tifoso. Nel 1961, comunque, il governo del Brasile
dichiarò Pelé "Tesoro nazionale" per evitare qualsiasi possibile
trasferimento.
Il 22 novembre 1964, nella gara Santos-Botafogo (11-0),
batté otto volte il portiere Machado, stabilendo il nuovo record di marcature
in una sola partita del Campionato Paulista, che in precedenza apparteneva ad
Arthur Friedenreich con i sette gol realizzati nel 1929. Il 19 novembre 1969
Pelé segnò il 1.000º gol in carriera. La rete, chiamata familiarmente O
Milésimo (Il Millesimo), è stata realizzata contro Edgardo Andrada del Vasco da
Gama su calcio di rigore allo Stadio Maracanã.
Secondo Pelé il suo più bel gol fu quello segnato allo
Stadio Rua Javari il 2 agosto 1959 in una partita del Campionato Paulista
contro il Clube Atlético Juventus. Siccome non esiste una registrazione visiva
di quella partita la rete è stata ricostruita con un'animazione a computer su
richiesta dello stesso Pelé. A ricordo di quel gol nell'agosto 2006 sono stati
realizzati un busto e una targa all'esterno del Rua Javari. Nel marzo 1961,
Pelé invece ha realizzato il cosiddetto gol de placa (gol da targa): una rete
contro il Fluminense, ritenuta così spettacolare che fu realizzata una targa
con una dedica al più bel gol mai segnato al Maracanã.
Negli anni sessanta e settanta il Santos era considerata tra
le squadre migliori del mondo, tanto che girava i continenti disputando
amichevoli con innumerevoli squadre, una sorta di Harlem Globetrotters del
calcio. Singolare è l'episodio avvenuto in Colombia in cui un arbitro espulse O
Rei: il pubblico si imbestialì a tal punto che Pelé rientrò in campo e fu il
direttore di gara stesso a dover abbandonare il rettangolo verde. Per non
parlare del fatto che nel 1967 le due fazioni che stavano combattendo la guerra
civile in Nigeria siglarono una tregua di 48 ore per poter vedere giocare Pelé
in amichevole a Lagos. Questo episodio fu
la testimonianza che la figura di Pelé trascese i confini
sportivi più di qualunque altro atleta al mondo, entrando nella storia come una
delle maggiori icone contemporanee.
Il 27 maggio 1971, allo stadio Lužniki di Mosca, partecipò
alla partita d'addio di Lev Jašin, da lui considerato "un grande portiere
ed un uomo dalla grandissima generosità".
Nel 1974 dopo 19 stagioni con la maglia del Santos, Pelé
decise di ritirarsi dal calcio dopo aver giocato insieme a grandissimi
calciatori come Zito, Pepe e Coutinho, vincendo 10 titoli paulisti, 5 Taça
Brasil consecutive dal 1961 al 1965, record del calcio brasiliano (allora il
campionato brasiliano ancora non esisteva e la coppa nazionale di fatto
eleggeva la squadra migliore del Paese), 3 Tornei Rio-San Paolo, una Taça de
Prata, 2 Coppe Libertadores, 2 Coppe Intercontinentali e una Supercoppa dei
Campioni Intercontinentali.
New York Cosmos
Nel 1975 dopo un anno lontano dai campi di gioco, Pelé fu
ingaggiato dai New York Cosmos, squadra della North American Soccer League
(NASL), che gli offrì, con il beneplacito del governo brasiliano, un contratto
di circa 4,5 milioni di dollari per tre anni. La Warner Communications,
proprietaria del club, volle Pelé, oltre che per le sue doti tecniche, anche
per promuovere il calcio nell'America del Nord e mise insieme una parata di
giocatori d'eccezione quali, oltre a Pelé, Carlos Alberto, Beckenbauer e
Chinaglia.
Pelé esordì con i Cosmos il 15 giugno 1975 in amichevole
contro i Dallas Tornado (2-2), partita nella quale realizzò un gol e fu autore
di un assist. Con la squadra di New York riuscì a vincere l'edizione del 1977
del giovane campionato nordamericano di calcio. In tutte e tre le stagioni di
militanza fu inserito nell'All-Star Team della NASL, di cui fu nominato MVP nel
1976.
Il ritiro
Il 1º ottobre 1977 Pelé concluse la sua carriera disputando
un'amichevole tra Cosmos e Santos, le sue due squadre. La partita fu disputata
in un Giants Stadium tutto esaurito e fu trasmessa dalle televisioni di 38
Paesi di tutto il mondo. Il brasiliano giocò il primo tempo con i Cosmos e il
secondo con il Santos. Il match fu vinto dalla squadra statunitense: a segnare
furono Reynaldo per l'1-0 del Santos e Pelé su punizione nella prima metà della
gara e Mifflin, che all'intervallo aveva preso il posto dello stesso Pelé nelle
file dei Cosmos, per il 2-1 finale. Durante l'intervallo i Cosmos ritirarono la
maglia numero 10 di Pelé e alla fine della partita O Rei, impugnando una
bandiera del Brasile nella mano destra e una degli Stati Uniti in quella
sinistra, fu caricato sulle spalle dai compagni di squadra e portato in trionfo
fuori dal campo. Dopo il suo ritiro J.B. Pinheiro, ambasciatore brasiliano
presso l'ONU, dichiarò:
«Pelé ha giocato a calcio per ventidue anni e durante quel
periodo ha promosso l'amicizia e la fraternità mondiali più di qualunque
ambasciatore»
Pelé si ritirò dal mondo del calcio dopo aver realizzato
1.281 gol, che gli valsero il titolo di più grande goleador della storia del
calcio. Arthur Friedenreich, secondo alcune fonti, forse anche per un errore di
trascrizione, avrebbe segnato ancora di più: ben 1.329 reti dal 1909 al 1935,
ma a differenza di O Rei non esistono statistiche ufficiali per confermarlo e
quindi per la FIFA il primato spetta a Pelé.
Nazionale
Pelé debuttò nella Nazionale brasiliana il 7 luglio 1957,
tre mesi prima del suo 17º compleanno, contro gli storici rivali dell'Argentina
che in quell'occasione sconfissero il Brasile per 2-1. L'unica rete dei
verdeoro fu messa a segno proprio da Pelé.
Mondiale 1958
Pelé (a destra) e il portiere della Svezia, Kalle Svensson,
durante la finale del Mondiale 1958
Pelé fu convocato dal CT verdeoro Feola per i Mondiali 1958
svoltisi in Svezia. Pelé disputò la prima partita ai Mondiali contro l'Unione
Sovietica nella fase a gironi. Era il più giovane del torneo e il più giovane
ad avere mai giocato una partita della fase finale della Coppa del Mondo.
Realizzò il primo gol ai Mondiali contro il Galles il 19 giugno 1958, rete che
determinò l'1-0 finale consentendo al Brasile di qualificarsi alle semifinali.
In semifinale contro la Francia il 24 giugno Pelé segnò una tripletta che
determinò il 5-2 finale. Grazie a queste reti diventò il più giovane marcatore
nella storia della Coppa del Mondo (17 anni e 239 giorni) e anche il più
giovane a realizzare tre gol (17 anni e 244 giorni).
Il 29 giugno 1958 Pelé scese in campo allo stadio Råsunda
nella finale contro i padroni di casa della Svezia e a 17 anni e 249 giorni fu
il più giovane calciatore a giocare una finale di Coppa del Mondo. La Seleção
sconfisse la Svezia per 5-2 aggiudicandosi il suo primo titolo mondiale, anche
grazie a due reti di O Rei. Il primo gol di Pelé, un pallonetto a superare il
difensore che lo marcava, seguito da un preciso tiro al volo, in seguito è
stato scelto come uno dei più grandi gol nella storia della Coppa del Mondo. A
fine torneo Pelé poteva vantare sei gol realizzati in quattro partite giocate,
secondo miglior marcatore a pari merito con il tedesco Helmut Rahn (che però
giocò sei partite) e alle spalle del francese Just Fontaine, che in
quell'edizione realizzò ben tredici reti, segnando almeno un gol in tutte e sei
le gare disputate dalla sua Nazionale.
Campeonato Sudamericano
de Football 1959
Nel 1959 Pelé disputò il Campeonato Sudamericano de Football
in Argentina. Il Brasile arrivò secondo nel torneo alle spalle dell'Argentina
(10 punti contro gli 11 dell'Albiceleste) e Pelé si laureò capocannoniere con 8
gol in 6 partite.
Mondiale 1962
Il 30 maggio 1962 contro il Messico, prima partita dei
Mondiali di Cile '62 ai quali il Brasile, guidato da Moreira, era qualificato
di diritto in qualità di detentore del titolo, Pelé fu autore dell'assist per
il primo gol di Zagallo e segnò il secondo che decretò il 2-0 finale dopo avere
superato quattro difensori. Il 2 giugno, però, nella seconda gara contro la
Cecoslovacchia, O Rei si infortunò mentre stava tentando un tiro da lontano e
fu sostituito da Amarildo. Pelé a causa di quell'infortunio dovette saltare
tutte le altre gare della competizione, ma a guidare il Brasile verso il suo
secondo titolo mondiale fu Garrincha.
Inizialmente Pelé non fu premiato con alcuna medaglia, non
avendo disputato la finale, ma nel novembre del 2007 la FIFA annunciò che avrebbe
consegnato una medaglia d'oro anche ai 122 componenti delle rose campioni del
mondo prima del 1978 che non l'avevano ricevuta, quindi anche a O Rei per i
Mondiali 1962.
Mondiale 1966
Anche per i Mondiali del 1966 in Inghilterra il Brasile,
alla cui guida era tornato Feola, era qualificato di diritto avendo vinto
l'edizione precedente della Coppa del Mondo. Il torneo del 1966 fu
contraddistinto da un gioco molto duro e Pelé fu uno dei giocatori che ne
fecero le spese. Con la rete realizzata su punizione il 12 luglio contro la
Bulgaria, prima gara dei verdeoro, O Rei divenne il primo giocatore a segnare
in tre diverse edizioni dei Mondiali. Dopo quella partita Pelé dovette fermarsi
per recuperare da un infortunio al ginocchio subito per un rude intervento del
difensore bulgaro Žekov e fu costretto a saltare il secondo match contro
l'Ungheria, perso dalla Seleção per 3-1. Fu nuovamente disponibile per la terza
gara del girone eliminatorio contro il Portogallo di Eusébio, ma diversi
contrasti violenti dei difensori portoghesi (in particolare uno di João
Morais), tollerati dall'arbitro inglese McCabe, non essendo permesse
sostituzioni lo costrinsero a giocare buona parte dell'incontro zoppicando. Il
Brasile fu nuovamente sconfitto per 3-1 e venne così eliminato al primo turno
dei Mondiali per la prima volta dal 1934. Dopo la fine della manifestazione
Pelé dichiarò che non avrebbe più giocato nella Coppa del Mondo.
Mondiale 1970
Quando fu chiamato dal CT nel 1969, Pelé rispose alla
convocazione e disputò sei partite di qualificazione ai Mondiali del 1970
segnando altrettanti gol.
La squadra brasiliana che partecipò alla fase finale dei
Mondiali settanta in Messico, che sarebbero stati gli ultimi per Pelé, fu
guidata da Zagallo e fu radicalmente diversa da quella dei Mondiali 1966 anche
per il ritiro di diversi giocatori quali Garrincha, Nílton Santos, Djalma
Santos e Gilmar. Il 3 giugno 1970, nella prima partita contro la
Cecoslovacchia, Pelé segnò la seconda rete verdeoro del 4-1 finale su assist di
Gérson, diventando, il secondo giocatore della storia a segnare in quattro
diverse edizioni della coppa del mondo (il tedesco Uwe Seeler lo precedette di
soli 3 minuti nella partita Germania Ovest - Marocco, iniziata in
contemporanea. Seller segno al 56', Pelè al 59'). Il 10 giugno, nell'ultima
partita della fase a gironi, O Rei realizzò una doppietta contro la Romania
che, insieme al gol di Jairzinho, consentì ai verdeoro, comunque già
qualificati, di vincere 3-2. Nei quarti contro il Perù, Pelé non andò a segno
ma fornì l'assist a Tostão per la terza rete della Seleção (4-2 il risultato
finale). Anche in semifinale contro l'Uruguay O Rei non figurò tra i marcatori,
ma fornì a Rivelino l'assist per il 3–1 finale. Il 21 giugno il Brasile affrontò
in finale l'Italia, reduce dal successo per 4-3 dopo i supplementari contro la
Germania Ovest. Fu proprio Pelé ad aprire le marcature al 18º minuto di gioco,
segnando di testa su cross di Rivelino, realizzando poi anche gli assist per le
reti di Jairzinho e Carlos Alberto. Con quel gol O Rei divenne il secondo
calciatore a segnare in due diverse finali dei Mondiali dopo Vavá. Il Brasile
vinse per 4-1 (segnarono anche Gérson per i verdeoro e Boninsegna per gli
azzurri), conquistando, come Pelé, il terzo titolo mondiale della sua storia e
potendo così tenere definitivamente la Coppa Jules Rimet. Burgnich, difensore
italiano che ebbe il compito di marcare O Rei in finale, dopo la partita
dichiarò:
«Prima della partita mi ripetevo che era di carne ed ossa
come chiunque, ma sbagliavo»
Ritiro dalla
Nazionale
Pelé dopo la vittoria del Mondiale 1970 giocò altre quattro
partite amichevoli con la Seleção, l'ultima delle quali il 18 luglio 1971 a Rio
de Janeiro contro la Jugoslavia.
Nel 1976 Pelé fu convocato nella Selezione degli Stati Uniti
per una gara contro l'Italia (persa per 0-4). La gara era inserita nel
programma del Torneo del Bicentenario dell'Indipendenza degli Stati Uniti.
Con la maglia del Brasile Pelé ha disputato in totale 92
partite (67 vittorie, 14 pareggi e 11 sconfitte) realizzando 77 reti (miglior
cannoniere della Nazionale brasiliana di sempre con una media 0,837 gol a
partita) e vincendo tre Mondiali. Con in campo sia Garrincha che Pelé la
Nazionale brasiliana non ha mai perso una partita.
Dopo il ritiro
Terminata la carriera agonistica, Pelé, a differenza di
molti suoi colleghi, preferì non fare l'allenatore di calcio.
Inizialmente Pelé pubblicò alcune autobiografie e comparve
in diversi documentari, oltre a comporre alcuni brani musicali, tra cui
l'intera colonna sonora del film Pelé del 1977. Nel 1981 insieme ad altri
celebri calciatori degli anni sessanta e settanta e a Michael Caine e Sylvester
Stallone, recitò in Fuga per la vittoria, film sul tentativo di fuga di alcuni
detenuti in un campo di concentramento nazista durante la seconda guerra
mondiale.
È stato il primo personaggio sportivo intorno a cui è stato
realizzato un videogioco, Pelé's Championship Soccer per Atari 2600 nel 1980 e
dall'anno successivo con il nome Pelé's Soccer; gli è stato anche intitolato lo
stadio di Maceió, l'Estádio Rei Pelé (in italiano Stadio Re Pelé), conosciuto
anche come Trapichão e costruito nel 1970.
Nel 1992 fu nominato ambasciatore delle Nazioni Unite per
l'ecologia e l'ambiente e nel giugno 1994 Goodwill Ambassador dall'UNESCO. Nel
1995 il presidente brasiliano Cardoso lo nominò ministro straordinario per lo
sport.[87] In questo periodo Pelé propose una legge per ridurre la corruzione
nel calcio brasiliano, che divenne nota con il nome di "Legge Pelé".
O Rei ricoprì tale carica fino all'aprile del 1998, quando si dimise.
Pelé è ritornato a ricoprire un ruolo nelle squadre di
calcio nel 2002, quando fu talent scout per gli inglesi del Fulham, squadra di
Premier League.
Ambasciatore per il calcio della FIFA e membro del Football
Committee, è stato scelto per effettuare i sorteggi delle qualificazioni ai
Mondiali 2002 in Giappone e Corea del Sud e come ospite all'inaugurazione dei
Mondiali 2006 in Germania insieme alla top model Claudia Schiffer. Ha inoltre
supervisionato per la FIFA la stesura del FIFA 100, lista dei 125 calciatori
viventi (123 uomini e 2 donne) considerati i migliori al mondo.
Nel novembre 2007 è stato ospite d'onore ai festeggiamenti
per il 150º anniversario dello Sheffield Utd, la più antica squadra di calcio
ancora in attività, che ha disputato un'amichevole con l'Inter (5-2 per i
nerazzurri). Pelé ha inaugurato una mostra nella quale veniva esposta al
pubblico per la prima volta in 40 anni la copia originale scritta a mano delle
regole del calcio.
Da anni lotta per l'educazione dei giovani contro l'uso di
sostanze stupefacenti, causa dell'arresto del figlio Edinho, ex portiere, nel
2005. Importante anche il suo impegno contro le discriminazioni razziali e
sessuali fuori e dentro il mondo sportivo.
Nonostante il suo vasto patrimonio, derivante in gran parte
da attività extracalcistiche, dal 2008 è stato registrato presso la previdenza
brasiliana come ex atleta professionista e da ottobre ha ricevuto una pensione
mensile di quasi 3.000 real.
Nell'agosto del 2010 è stato nominato presidente onorario
dei New York Cosmos per riuscire a rilanciare la società newyorkese, coadiuvato
anche da Éric Cantona, Giorgio Chinaglia, Carlos Alberto e dall'attore Robert
De Niro, in vista di un futuro approdo nella Major League Soccer.
Il 27 luglio 2011 è stato nominato, insieme all'argentino
Lionel Messi e al messicano Hugo Sánchez, "Patrimonio storico-sportivo
dell'umanità" dall'Ufficio internazionale del capitale culturale a seguito
di un sondaggio popolare cui hanno partecipato 327.496 persone provenienti da
72 paesi diversi.
I nipoti di Pelé, Octavio Felinto Neto e Gabriel Arantes do
Nascimiento di 12 e 10 anni e figli di Sandra Regina Arantes do Nascimiento,
riconosciuta da O Rei nel 1996, a partire da luglio 2011 sono entrati a far
parte delle giovanili del San Paolo dopo essersi messi in mostra con il Paraná.
Anche l'altro suo figlio Joshua, avuto a 56 anni, è un calciatore.
Il 12 agosto 2012 partecipa alla Cerimonia di chiusura dei
Giochi Olimpici di Londra nel segmento di presentazione dei Giochi Olimpici che
si sono tenuti a Rio de Janeiro nel 2016.
Il 15 giugno 2015 Pelè partecipa alla conferenza di
Electronic Arts all'Electronic Entertainment Expo 2015, salendo fisicamente sul
palco con lo stupore di tutti i presenti, dove racconta la sua storia che lo ha
portato ai 1000 gol in carriera, presentando il videogioco a tema calcistico
FIFA 16. Lo stesso Pelè sarà poi protagonista del primo trailer del videogioco.
Nel maggio 2016 è in Italia per la promozione del suo film
Pelé: il 25 maggio è sul palco della Bocelli & Zanetti Night insieme a
Roberto Carlos e Leonardo. Il 5 giugno è ospite alla partita benefica Soccer
Aid a Manchester insieme a José Mourinho e altri. Quattro giorni dopo a Parigi,
prima dell'inizio dell'Europeo, ha modo di riappacificarsi con Diego Armando
Maradona mettendo da parte i vecchi dissidi.
Nel 2019 il gruppo musicale Thegiornalisti gli dedica una
canzone dal titolo Maradona y Pelé.
Problemi di salute
Il 12 novembre 2014 viene ricoverato in ospedale a causa di
calcoli renali localizzati a livello dell'uretra e della vescica e per
un'infezione urinaria, venendo curato in emodialisi; viene dimesso il 9
dicembre. Nel maggio seguente viene operato alla prostata all'ospedale Albert
Einstein di San Paolo. Il 4 settembre 2021 viene operato per un tumore al
colon.
È morto il 29 dicembre 2022, in seguito a circa un mese di
ricovero al medesimo ospedale a causa di disfunzioni renali e cardiache e per
l'aggravarsi del suo tumore al colon.
Statistiche
Tra squadre di club e nazionale maggiore, Pelé ha giocato
globalmente 816 incontri ufficiali segnando 757 reti, alla media di 0,93 gol a
partita.
Record
Calciatore ad aver segnato più reti (654) in competizioni
nazionali e statali di massima divisione (605 nei campionati, dei quali 6 in
playoff e spareggi e 49 nel Torneo Rio-San Paolo) ed in assoluto con squadre
militanti nei tornei di massima divisione (680).
Calciatore ad aver segnato più gol in campionato (o massima
competizione nazionale) con la stessa maglia (568 gol nel Santos).
Calciatore ad aver segnato più gol con la stessa maglia in
un club sudamericano (643 nel Santos). Il primato è stato assoluto fino al
dicembre 2020, quando è stato battuto da Messi con il Barcellona.
Maggior cannoniere della storia della Selecão e miglior
media gol a partita in nazionale verde-oro (77 reti in 92 presenze, pari a 0,84
gol/partita) tra coloro che hanno messo a segno almeno 30 reti.
La FIFA gli riconosce il maggior numero di reti realizzate
in assoluto in carriera nonostante le sue marcature totali siano oggetto di
dibattito e, stando ai dati ufficiali, non sia il più prolifico bomber della
storia del calcio (1281 gol comprensivi di amichevoli, incontri non ufficiali e
nelle giovanili, che si riducono a 757 accreditati).
Ha segnato almeno 50 reti per 4 stagioni durante l'arco
della sua carriera (al pari di Bican e Peyroteo). Hanno fatto meglio di lui
solo Cristiano Ronaldo e Lionel Messi con 6. Unico nella storia ad aver segnato
più di 70 gol tra club e nazionale in due annate (1958 e 1965).
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