OGGI, 27 GENNAIO, GIORNATA INTERNAZIONALE
IN MEMORIA DELLE VITTIME DELL’OLOCAUSTO

La Memoria è patrimonio dell’umanità e rappresenta il
tributo inestinguibile alle vittime dell’Olocausto, il genocidio nei confronti
degli ebrei d’Europa e lo sterminio di tutte le categorie di persone ritenute
“inferiori, per motivi politici o razziali” di cui si resero responsabili il
governo nazista e i loro alleati nel corso del secondo conflitto mondiale.
Tra le azioni condivise a livello globale che hanno
contribuito a fissare il ricordo di ciò che avvenne in quegli anni, dobbiamo
annoverare la Risoluzione A/Res/60/7 del 1° novembre 2005 con cui l’Assemblea
Generale delle Nazioni Unite ha designato il 27 gennaio “Giornata
internazionale in memoria delle vittime dell’Olocausto“. Nella Risoluzione si
invitano gli Stati membri a promuovere programmi educativi che tramandino la
memoria dell’Olocausto alle nuove generazioni al fine di prevenire in futuro
atti di genocidio.
Il 27 gennaio fu scelto come data simbolica per ricordare
l’arrivo, nelle prime ore dell’alba, dell’Armata Rossa nel campo di Monowitz,
sede di un immenso complesso chimico e nel pomeriggio in quelli di Birkenau e
di Auschwitz. Nei combattimenti per la conquista dei tre campi principali
morirono 231 soldati russi. In tutto il complesso rimanevano solo 7.000
detenuti in condizioni drammatiche, tra di essi Primo Levi che racconterà nel
libro-testimonianza intitolato “La tregua” l’esperienza della fine della
prigionia nel lager e il difficile ritorno a casa.
Testimoniare con le immagini cosa era accaduto nei campi di
concentramento fu ritenuto, fin da subito, dagli eserciti di liberazione
necessario affinché rimanesse traccia indelebile degli atti criminali e
disumani compiuti al loro interno. Le stesse SS avevano girato negli anni
precedenti, per scopi pubblicitari diametralmente opposti un filmato nel campo
di transito olandese di Westerbork.
Così mentre i soldati dell’esercito russo giravano un lungo
filmato ad Auschwitz che testimoniava la spaventosa condizione di vita che
trovarono nei campi ad Ovest, soprattutto a Bergen-Belsen, gli anglo-americani
riprendevano molte sequenze che furono poi montate dal regista Alfred
Hitchcock.
Di grande valore umano e storico sono, inoltre, i
documentari basati sulle interviste ai sopravvissuti. Tra di essi ricordiamo
Schindler, girato nel 1983 con immagini d’epoca, intervallate da importanti
interviste ai sopravvissuti della famosa “lista” e Ritorno ad Auschwitz,
dedicato al viaggio che Primo Levi fece ad Auschwitz.
Anche il cinema ha dato un grande contributo nel mantenere
viva la memoria delle vittime della Shoah con film realizzati in tutto il
mondo, dal famosissimo “Schindler list”, al “Diario di Anna Frank”, “Shoah”, “Kapò”,
“Il Pianista”, “La vita è bella” e molti altri.
Possiamo, quindi, dire che se le intenzioni dei carnefici
nazisti era quello di cancellare ogni traccia dell’esistenza del popolo
ebraico, senza lasciare alcuna prova del crimine, il progetto è fallito perché
la Memoria collettiva ha mantenuto vivo il ricordo di milioni di vittime della
Shoah.
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