TUTTI GRIDANO AL COMPLOTO STATO MAFIA
NESSUNO CREDE NELLA CATTURA…

Nella lunga intervista, Meloni tocca diversi punti. Difende
le intercettazioni. Esclude modifiche al regime del 41bis. Dà il merito agli
investigatori. E poi analizza quella sorta di complottismo che in queste ore si
sta già facendo strada. Matteo Messina Denaro si è fatto catturare
volontariamente? C’è stata una “trattativa” con lo Stato? È vecchio e malato?
“Ho sentito tutte queste teorie e non riesco a capire”, sospira Meloni
nell'escludere ogni trattativa, anche quella ipotizzata da Salvatore Baiardo in
un'intervista a Non è l’Arena: “Quando si parlava di questa trattativa - spiega
il premier - si faceva riferimento al fatto che il governo stesse pensando di
smantellare l’ergastolo ostativo. Sì, è un pericolo che abbiamo corso. Ma la
prima decisione di questo governo è stata proprio quella di confermarlo.
Messina Denaro andrà al carcere duro perché esiste ancora grazie a questo
governo”. Il premier è convinto che “non serve mettersi d’accordo con la mafia
per batterla”. Si può fare.
Meloni sembra averne anche per Roberto Saviano, pur senza
nominarlo. Lo scrittore oggi, infatti, poco dopo la cattura del boss, ha
scritto su Twitter che Messina Denaro “come tutti i capi era esattamente nel
luogo dove tutti sapevano fosse”. “Tutti i grandi mafiosi vengono trovati
vicino a casa - ribatte il premier - perché c’è maggior conoscenza del
territorio e maggior possibilità di trovare qualcuno disponibile ad aiutarti”.
Sarebbe arrivato il momento, è il ragionamento del leader di Fdi, di smetterla
con il solito vizio tutto italiano di “auto-flagellarsi”. E anche di buttarla
in politica, quando forse bisognerebbe solo gioire. “Quando lo stato italiano
finalmente può cantare vittoria - conclude Meloni - noi siamo lì ad inventarci
qualcosa”.
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