ELENA ETHEL SCHLEIN
IL NUOVO SEGRETARIO DEL
PD

Detta Elly (Lugano,
4 maggio 1985), è una politica italiana con cittadinanza statunitense
naturalizzata svizzera, segretaria eletta del Partito Democratico, che entrerà
in carica il 12 marzo 2023.
Aderente a
varie formazioni di centro-sinistra e di sinistra, è stata europarlamentare per
l'Italia nell'VIII legislatura (2014-2019). Candidatasi con una propria lista
alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2020, è stata eletta consigliera
regionale all'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna e ha ricoperto fino al
24 ottobre 2022 la carica di vicepresidente della giunta regionale guidata da
Stefano Bonaccini. Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 si candida
alla Camera come indipendente nella lista Partito Democratico - Italia
Democratica e Progressista, venendo eletta deputata. Nel 2023 si candida alle
primarie del Partito Democratico, vincendo la corsa per la segreteria con il
53% dei voti e divenendo la prima donna, nonché la più giovane, alla guida del
partito.
Biografia
Elena Ethel
Schlein nasce il 4 maggio 1985 a Lugano nel Canton Ticino. Suo padre è Melvin
Schlein, un politologo e accademico statunitense di origine ebraica aschenazita:
gli avi paterni di Elly Schlein erano infatti originari di Żółkiew, un
villaggio vicino a Leopoli, allora parte dell'Impero austro-ungarico e oggi
situato in Ucraina; al loro arrivo a Ellis Island il nonno mutò il cognome originario,
"Schleyen", in quello attuale e il suo nome da Herschel in Harry.
Elly è un soprannome, mentre il suo nome unisce quello delle due nonne: la
materna Elena e la paterna Ethel, di origine lituana.
All'epoca
della sua nascita, il padre è professore emerito di scienza della politica e
storia presso la Franklin University di Lugano. La madre è l'italiana Maria
Paola Viviani, professoressa ordinaria di diritto pubblico comparato presso la
facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi dell'Insubria. È nipote
dell’avvocato antifascista Agostino Viviani, che fu senatore del Partito
Socialista Italiano e presidente della Commissione Giustizia del Senato e, dal
1994 al 1998, membro laico del Consiglio superiore della magistratura (CSM) in
quota Forza Italia, mentre suo fratello è il matematico Benjamin Schlein (1975)
e sua sorella Susanna Schlein (1978) è primo consigliere diplomatico
all'Ambasciata italiana ad Atene ed ex-capo della cancelleria consolare
dell'ambasciata italiana a Tirana.
Dopo aver
conseguito la maturità al liceo cantonale di Lugano con il massimo dei voti nel
2004, si trasferisce a Bologna, dove, nel marzo 2011, si laurea con il massimo
dei voti in giurisprudenza, discutendo una tesi di diritto costituzionale,
avendo come relatore il prof. Andrea Morrone.
Nel 2012
collabora, in qualità di segretaria di produzione, alla realizzazione del
documentario Anija - La nave, riguardante l'immigrazione albanese in Italia
attraverso il mare Adriatico negli anni novanta, vincitore del David di
Donatello come miglior documentario 2013. Schlein è bisessuale.
Attività
politica
Gli inizi
Nel 2008
partecipa a Chicago come volontaria alla campagna elettorale di Barack Obama
per le elezioni presidenziali statunitensi di quell'anno; nel 2012, sempre a
Chicago, partecipa anche alla campagna di Obama per la sua rielezione alle
presidenziali.
Nel 2011
contribuisce a fondare a Bologna l'associazione studentesca universitaria
Progrè, che si occupa di approfondire e sensibilizzare l'opinione pubblica sui
temi legati alle politiche migratorie e alla realtà carceraria, pubblicando una
propria rivista e organizzando, dal 2012 e con cadenza annuale, ProMiGrè, un
"festival" con incontri e tavole rotonde con la partecipazione di
politici ed esperti.
Ad aprile
2013, dopo l'affossamento della candidatura al Quirinale di Romano Prodi
nell'elezione presidenziale, a causa di un centinaio di franchi tiratori,
decide con altri di dare vita alla campagna di mobilitazione #OccupyPD, poi
sfociata nell'occupazione di numerose sedi del partito, per dare voce al
malumore di parte della base giovanile circa la scelta dei vertici nazionali di
far nascere il governo Letta con una maggioranza basata sulle larghe intese.
Alle
elezioni primarie del Partito Democratico del 2013 aderisce e sostiene la
mozione di Pippo Civati, deputato alla Camera ed ex consigliere regionale della
Lombardia, che si piazza in terza posizione dietro a Gianni Cuperlo e al sindaco
di Firenze Matteo Renzi. Viene comunque eletta nella direzione nazionale del
Partito Democratico come esponente della corrente civatiana del partito.
Europarlamentare
A febbraio
2014 decide di candidarsi col PD al Parlamento europeo nella circoscrizione
Italia nord-orientale, dando vita a una campagna elettorale ribattezzata Slow
Foot all'insegna della sostenibilità e lanciando l'hashtag, che presto diventa
virale, #siscriveschlein. Alle elezioni europee del 25 maggio risulta eletta
europarlamentare con 53 681 preferenze. Nella legislatura è stata
vicepresidente della delegazione alla Commissione parlamentare di
stabilizzazione e di associazione UE-Albania (D-AL) e membro della commissione
per lo sviluppo (DEVE).
A maggio
2015, tramite un post su Facebook, annuncia l'abbandono del PD, in dissenso con
la linea politica adottata dal segretario e presidente del Consiglio Matteo
Renzi, definendola «di centro-destra», aderendo successivamente a Possibile,
partito fondato da Giuseppe Civati.
Dopo la sua
prima legislatura al Parlamento europeo, sceglie di non ricandidarsi alle
elezioni europee del 2019.
Vicepresidente
della Regione Emilia-Romagna
Si candida
alle elezioni regionali in Emilia Romagna del 2020 per la lista elettorale
Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista e Progressista (formata da Articolo Uno,
Sinistra Italiana, èViva e realtà politico-associative locali), venendo eletta
con 22 098 voti personali, distribuiti tra i collegi di Bologna (15 975),
Reggio Emilia (3 896) e Ferrara (2 227), all'Assemblea legislativa
dell'Emilia-Romagna. Schlein risulta la candidata di lista con più preferenze
personali in tutta la storia delle elezioni regionali in Emilia-Romagna, mentre
al contempo la sua lista ha ottenuto solo il 3,77% dei voti validi.
L'11
febbraio 2020 viene nominata vicepresidente della regione Emilia-Romagna e
assessore con deleghe regionali al welfare e al Patto per il Clima, dal
presidente della regione Emilia-Romagna appena rieletto Stefano Bonaccini.
Nel
settembre 2020, a poche settimane dal referendum costituzionale sulla riduzione
del numero dei parlamentari legato alla riforma Fraccaro avviata dal governo
Conte I guidato dalla Lega assieme al Movimento 5 Stelle e ultimato dal governo
Conte II rappresentato dalla coalizione tra M5S e PD, Schlein annuncia il suo
voto contrario, in dissidenza con la posizione del suo presidente di Regione e
con gli alleati del PD, schierati in maggioranza per il sì. Il 5 febbraio 2021
viene confermata nell'ufficio di presidenza di Green Italia.
Alle elezioni politiche anticipate del 2022 viene candidata alla Camera dei deputati come indipendente, in posizione di capolista del collegio plurinominale Emilia Romagna 02 tra le liste del Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista, risultando eletta, a cui seguono le dimissioni da vicepresidente della Regione il 24 ottobre. Nella XIX legislatura è componente della 1ª Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni.
A seguito delle dimissioni di Enrico Letta da segretario nazionale del PD in conseguenza del risultato del partito alle elezioni politiche, l'11 novembre 2022 Schlein annuncia la sua intenzione di candidarsi come nuova segretaria del PD al prossimo congresso nel corso di una diretta Instagram; per questo motivo, sceglie dunque di tornare nel partito dopo sette anni di assenza.
Il 4
dicembre si candida ufficialmente alla segreteria del partito e il 12 dicembre
aderisce formalmente al PD.
A inizio
febbraio 2023 denuncia attacchi antisemiti nei suoi confronti; Schlein stessa
viene tuttavia a sua volta criticata da Ruth Dureghello, presidente della
comunità ebraica romana, per la modalità con cui risponde a tali attacchi.
Nelle
votazioni nei circoli del PD, riservate agli iscritti al partito, Schlein
ottiene 52 637 voti, pari al 34,88%, contro il 52,87% del candidato avversario
Stefano Bonaccini, il 7,96% di Gianni Cuperlo e il 4,29% di Paola De Micheli, e
arrivando così alle primarie aperte insieme a Stefano Bonaccini.
Vince le
elezioni primarie tenutesi il 26 febbraio, venendo eletta come segretaria del
Partito Democratico. È la prima donna e la persona più giovane a essere eletta
segretaria del PD; inoltre, risulta essere la prima volta nella storia del PD
in cui il voto degli iscritti ai circoli (che avevano dato la maggioranza a
Bonaccini) è stato ribaltato nelle primarie aperte.
La nuova
segretaria verrà votata ufficialmente nell'assemblea del Pd del 12 marzo 2023.
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