SIGNIFICATO DELLA DOMENICA DELLE PALME

Nel cristianesimo, la Domenica delle Palme è la domenica che
precede la Pasqua. In questo giorno si ricorda il trionfale Ingresso a
Gerusalemme di Gesù, in sella a un asino e osannato dalla folla che lo salutava
agitando rami di palma; la folla, radunata dalle voci dell'arrivo di Gesù,
stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi intorno, e
agitandoli festosamente gli rendevano onore.
La ricorrenza è osservata da cattolici, ortodossi e alcune
Chiese protestanti. Nell'attuale calendario liturgico del rito romano essa è
detta anche domenica De Passione Domini (della passione del Signore). Prima
della riforma liturgica, invece, era detta domenica di passione la domenica
precedente le Palme, per cui quest'ultima era detta anche "seconda
domenica di passione".
Celebrazione
liturgica cattolica
Nel calendario liturgico cattolico, con la Domenica delle
Palme ha inizio la Settimana santa ma non termina la Quaresima, che finirà solo
con la celebrazione dell'ora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la
celebrazione vespertina si darà inizio al sacro triduo pasquale. Nel Codice
delle Rubriche del Breviario e del Messale Romano del 1960, rimpiazzato dalle
"Norme generali per l'ordinamento dell'Anno liturgico e del
calendario" del 1969, si distingueva fra il Tempo quadragesimale (che
terminava con la messa della Veglia pasquale esclusa), e il Tempo della
Quaresima (che terminava una settimana prima della domenica delle Palme).
In ricordo dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme, la liturgia
della Domenica delle palme si svolge iniziando da un luogo al di fuori della
chiesa dove si radunano i fedeli e il sacerdote benedice i rami di ulivo o di
palma che sono portati dai fedeli, quindi si dà inizio alla processione fin
dentro la chiesa. Qui giunti continua la celebrazione della messa con la lunga
lettura del Passio, ossia del racconto della Passione di Gesù, tratta dai
Vangeli di Marco, Luca o Matteo, a seconda dell'anno liturgico; prima della
riforma liturgica si leggeva sempre il testo di Matteo. Il racconto della
Passione viene letto da tre persone che rivestono la parte di Cristo (letta dal
sacerdote), del cronista e del popolo (compresi alcuni personaggi).
In questa domenica il sacerdote, al contrario di tutte le
altre di quaresima (tranne la quarta in cui può indossare paramenti rosa) è
vestito di rosso.
Dal 1984 al 2020 in questa data si è celebrata anche la
Giornata mondiale della gioventù, spostata da papa Francesco alla solennità di
Cristo Re a partire dal 2021.
Secondo i Vangeli Gesù Cristo giunse a Gerusalemme su un
asino, mentre molti dei festanti stendevano sulla strada i propri mantelli e
rami di palma al suo passaggio, cantando i versi: Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nel più alto dei cieli.
Gesù Cristo invia due discepoli a prendere a prestito
l'animale, dicendo loro di rispondere: «Il Signore ne ha bisogno, ma lo
rimanderà qui subito». Gesù afferma la sua natura divina; e i due discepoli
inviati, rispondendo come loro indicato, lo riconoscono Dio. La liturgia
cattolica celebra l'evento cantando l'inno Osanna al figlio di Davide
all'inizio della celebrazione.
L'ingresso di Gesù a Gerusalemme avviene esattamente una
settimana prima della sua resurrezione dalla morte in croce. L'evento è
descritto nei tre sinottici; la Domenica delle Palme è uno dei pochi casi in
cui il Vangelo secondo Giovanni è più "storico" dei sinottici ed è
quello che fornisce l'elemento di datazione e di identificazione della folla
(la stessa nei sette giorni):
«Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si
trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una
cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.
Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si
trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli
aveva risuscitato dai morti…
Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la
festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì
incontro a lui gridando: Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re
d'Israele!»
Sei giorni prima della Pasqua ebraica, la folla dei Giudei
che si preparava ed era radunata per il pellegrinaggio settimanale ebraico del
Sukkot, accorre a Betania dove si trovano Gesù e Lazzaro resuscitato il sabato.
La Pasqua ebraica cade di sabato, e nell'uso ebraico i giorni si contano dalla
sera del giorno precedente al tramonto del successivo. Il giorno seguente la
folla vede Gesù mentre si dirige a Gerusalemme e decide di seguirlo.
Alcuni autori fanno notare che la Torah permetteva al
sabato, giorno festivo, di spostarsi soltanto su brevi distanze.
I teologi cristiani ritengono che il significato simbolico
sia illustrato in Zaccaria, citato dagli stessi vangeli sinottici, dove Gesù
Cristo è profetizzato come il Re di Israele e il Principe della Pace
universale, fra le genti di tutta la terra:
«Mi porrò come sentinella per la mia casa/ contro chi va e
chi viene,/ non vi passerà più l'oppressore,/ perché ora io stesso sorveglio
con i miei occhi./
Esulta grandemente figlia di Sion, Esulta grandemente figlia
di Sion,/ giubila, figlia di Gerusalemme!/ Ecco, a te viene il tuo re./ Egli è
giusto e vittorioso,/ umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina./ 10
Farà sparire i carri da Efraim/ e i cavalli da Gerusalemme,/ l'arco di guerra
sarà spezzato,/ annunzierà la pace alle genti,/ il suo dominio sarà da mare a
mare/ e dal fiume ai confini della terra./ Quanto a te, per il sangue
dell'alleanza con te,/ estrarrò i tuoi prigionieri dal pozzo senz'acqua.[...]
Tendo Giuda come mio arco,/ Efraim come un arco teso;/ ecciterò i tuoi figli,
Sion, contro i tuoi figli, Grecia,/ ti farò come spada di un eroe.»
Al significato storico si aggiunge l'elemento simbolico
della scelta dell'asino e non del cavallo come animale da soma e da traino:
dove l'asino nelle tradizioni e nella prassi militare dell'antico Oriente era
un animale pacifico, mentre il cavallo era un animale da guerra. A ciò si
aggiunge il basso prezzo conseguente dell'asino, coerente con le modeste
possibilità economiche della Sacra Famiglia di Nazareth, e con la tradizione
secolare del presepe e prima ancora orale e artistica, che ricordano l'infante
divino partorito nella umile mangiatoia.
Pertanto, Gesù entra a Gerusalemme come il profetizzato Re
di Israele e il Principe della Pace, come spiegato dalle parole Non sono venuto
per giudicare il mondo, ma per salvarlo.
Nel Vangelo secondo Luca, mentre Gesù si avvicina a
Gerusalemme, volge lo sguardo verso la Città Santa e piange (un evento noto in
latino come Flevit super illam), perché già consapevole della Passione che lo
attendeva la settimana seguente, e della futura sofferenza di Gerusalemme dopo
la caduta del Secondo Tempio.
Il pianto non era motivabile con le circostanze liete del
momento, quanto piuttosto come la predizione del tradimento di Giuda
nell'Ultima Cena o del triplice rinnegamento di Pietro e poteva essere letto
dai presenti o dai posteri col senno di poi non soltanto come un dono
profetico, ma come la profezia del proprio futuro personale che non è
conosciuto da nessuno degli apostoli e discepoli.
In molte località dell'antico Vicino Oriente era
consuetudine coprire la terra percorsa da qualcuno ritenuto degno del più alto
onore.
La Bibbia ebraica riporta che a Jehu, figlio di Giosafat, fu
riservato questo trattamento. Sia i Vangeli sinottici che il Vangelo di
Giovanni riferiscono che la gente diede a Gesù questa forma d'onore. Nei
sinottici la gente è descritta mentre posa mantelli e rami tagliati lungo la
via, mentre Giovanni specifica che si trattava di rami di Palma (in greco,
Phoinix).
Nella tradizione ebraica, la palma è una delle "quattro
specie" migliori frutti della terra portate in processione per la
festività del Sukkot, settimana di gioia e ringraziamento prescritta da Dio
secondo Levitico 23,40[20] dopo il raccolto di primavera.
Nelle zone in cui vi è scarsità o assenza di piante di palma
native, i rami di palma sono sostituiti da rami di ulivo, in alcuni paesi tra
cui l'Italia e la Spagna, oppure da fiori e foglie intrecciate (di salice o
bosso, come nell'Europa settentrionale). Nel vangelo secondo Giovanni, si narra
che la popolazione abbia usato solo rami di palma che, a detta di molti
commentari, sono simbolo di trionfo, acclamazione e regalità. Un'antica
antifona gregoriana canta: «Pueri Hebraeorum portantes ramos olivarum
obviaverunt Domino» ("I bambini degli Ebrei andarono incontro al Signore
portando rami d'ulivo").
Nella cultura greca e dell'impero romano, il ramo di palma e
di alloro erano segni di vittoria e trionfo quando il triumphator deponeva la
sua armatura per indossare una toga ornata fra l'altro con rami di palma. La
palma era un attributo della divinità pagana greca Nike e del suo equivalente
nel pantheon romano Vittoria.
Il Gesù Cristo trionfante a Gerusalemme delle Epistole di
Paolo è rappresentato nell'arte soltanto a partire dal XIII secolo, mentre
contestualmente la iconografia della Crocifissione nello stesso periodo evolve
dal tipo del Christus triumphans a quello del Christus patiens.
Le Tradizioni
Croci cristiane formate con piccoli rami di palma intrecciati
a mano, per esseri benedetti con acqua, durante la Messa della Domenica delle
Palme
Generalmente i fedeli portano a casa i rametti di ulivo e di
palma benedetti, per conservarli quali simbolo di pace, scambiandone parte con
parenti e persone amiche. In alcune regioni, si usa che il capofamiglia
utilizzi un rametto, intinto nell'acqua benedetta durante la veglia pasquale,
per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.
In molte zone d'Italia, con le foglie di palma intrecciate
vengono realizzate piccole e grandi confezioni addobbate, tradizione molto
forte in Sicilia e che si è estesa poi in tutta Italia (come i parmureli di
Bordighera e Sanremo in Liguria), che vengono scambiate fra i fedeli in segno
di pace. Queste palme intrecciate, in genere di colore giallo, sono vendute ai
fedeli vicino alle chiese. In penisola sorrentina, in provincia di Napoli,
molto forte è la tradizione delle palme di confetti, piccole composizioni fatte
di rametti in ferro decorate con fiori e confetti.
La Storia
Molti studiosi mettono in dubbio che Gesù fosse entrato a
Gerusalemme nel modo trionfale descritto dai vangeli; il giorno della settimana
in cui sarebbe avvenuto non è in ogni caso conosciuto, viste le discordanze tra
i vangeli, e il giorno di domenica è stato scelto in base a tradizioni
successive.
Si hanno notizie della benedizione delle palme a partire del
VII secolo in concomitanza con la crescente importanza data alla processione.
Questa è testimoniata a Gerusalemme dalla fine del IV secolo e quasi subito fu
introdotta nella liturgia della Siria e dell'Egitto.
In Occidente questa domenica era riservata a cerimonie
prebattesimali: il battesimo era infatti amministrato a Pasqua. All'inizio
solenne della Settimana Santa, quindi, benedizione e processione delle palme
entrarono in uso molto più tardi: dapprima in Gallia (secolo VII-VIII) dove
Teodulfo d'Orléans compose l'inno “Gloria, laus et honor” e poi a Roma dalla
fine dell'XI secolo.
Il primo raduno mondiale che ha originato le Giornate
mondiali della gioventù si è svolto nel 1984 in occasione della Domenica delle
palme al termine del Giubileo dei giovani.
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