IMPRENDITORE EDILE 76ENNE DI FERRANDINA
COINVOLTO IN UNA MAXI FRODE FISCALE DA 30 MILIONI,
87 INDAGATI E SEQUESTRO DI BENI PER 11,5 MILIONI

Coinvolto anche un 76enne imprenditore Ferrandinese nella
maxi truffa da 30 milioni di euro allo Stato, 87 gli indagati in 11 regioni d’Italia,
11,5 milioni di euro sequestrati in beni personali.
Il sodalizio era specializzato nel mettere a disposizione di
aziende, in modo professionale, servizi finanziari illegali, attraverso
l'emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Una frode fiscale da 30 milioni, messa a punto con
l'utilizzo di scritture false, 87 persone indagate, il sequestro di
disponibilità finanziarie e beni per circa 11,5 milioni, 34 perquisizioni
personali e locali. Questo il bilancio dell'operazione 'Consequence', in corso
in Emilia-Romagna, Lombardia, Calabria, Sicilia, Trentino Alto-Adige, Toscana,
Liguria, Basilicata, Lazio, Veneto e Campania che vede impegnati, dall'alba di
questa mattina oltre cento militari della Polizia di Stato e della Guardia di
Finanza, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio
Emilia, diretta dal Calogero Gaetano Paci.
L'indagine condotta dalla Squadra Mobile della Questura di
Reggio Emilia e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di
Finanza, viene spiegato in una nota, è lo sviluppo di una tranche
dell'operazione 'Billions', che già aveva smantellato a metà del 2020 un
sodalizio criminale dedito alla commissione di reati fiscali - grazie al
coinvolgimento di 28 società cartiere - riciclaggio e bancarotta fraudolenta
per un giro illecito di oltre 240 milioni di euro, per la quale sono stati
condannati in primo grado - lo scorso dicembre – 61 imputati.
Nel dettaglio, il sodalizio, attivo nel Reggiano ma con
proiezione nazionale, era specializzato nel mettere a disposizione di aziende,
in modo professionale, servizi finanziari considerati illegali, in particolare
attraverso l'emissione di fatture per operazioni inesistenti e nell'assicurare
le attività connesse e collaterali di monetizzazione del denaro sottratto al
controllo del fisco e di permettere al beneficiario delle fatture false di
garantirsi il profitto illecito caratterizzato dal risparmio d'imposta.
Nel dettaglio, viene evidenziato, il provvedimento di
sequestro è stato emesso nei confronti di 87 società, e di altrettanti soggetti
risultati essere loro rappresentanti legali e/o amministratori, dislocate sul
territorio nazionale ed attive in diversi ambiti, alcune particolarmente note
sul mercato. In base all'indagine le 87 società interessate avrebbero
utilizzato, nelle loro dichiarazioni annuali ai fini dell'Iva e delle Imposte
dirette, fatture per operazioni inesistenti ricevute dalle società cartiere
reggiane per oltre 30 milioni determinando un profitto illecito quantificato
per circa 11,5 milioni.
Contestualmente all'esecuzione del decreto di sequestro sono
state eseguite 34 perquisizioni locali e personali nei confronti dei soggetti
destinatari del provvedimento giudiziario. Le perquisizioni, volte alla ricerca
di denaro contante, sono state eseguite dai militari delle Fiamme gialle e dai
poliziotti con l'ausilio di unità cinofile cash-dog della Guardia di Finanza,
specificatamente addestrate al particolare impiego. Nel corso delle operazioni
è stata notificata nei confronti di tutti gli 87 soggetti indagati, un'informazione
di garanzia emessa dall'Autorità Giudiziaria inquirente oltre all'avviso di
conclusione delle indagini preliminari.
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