31° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CAPACI
Solo uno scrupolo di coscienza

«Il 23 maggio di trentuno anni fa, lo stragismo mafioso
sferrò contro lo Stato democratico, un nuovo attacco feroce e sanguinario. Con
Giovanni Falcone persero la vita sua moglie Francesca Morvillo, magistrata di
valore, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, che lo tutelavano con
impegno. Una strage, quella di Capaci, che proseguì, poche settimane dopo, con
un altro devastante attentato, in via D’Amelio a Palermo, nel quale morì Paolo
Borsellino, con Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo
Li Muli, Claudio Traina. A questi testimoni della legalità della Repubblica,
allo strazio delle loro famiglie, al dolore di chi allora perse un amico, un
maestro, un punto di riferimento, sono rivolti i primi pensieri nel giorno
della memoria".
Nonostante questi episodi, l’Italia con gli Italiani hanno
scelto di farsi amministrare da un centrodestra colluso (detto dai giudici) ed
accusato di avere in qualche modo partecipato a molte di queste stragi, (vedi
le accuse a Berlusconi di finanziamenti alle mafie), da rivelazioni fatte dagli
stessi pentiti di mafia, dal capo dei capi, Totò Riina e dal suo successore, Matteo
Messina Denaro, quest’ultimo fattosi arrestare di proposito, dopo un’ambigua
latitanza durata 30 anni, a coronazione della sorprendente elezione del CDX al
Governo.
Si è sempre parlato di guerra alle mafie, ma in effetti non
è mai stato fatto nulla di concreto, sino ad oggi che ormai la mafia ci governa,
facendo il bello e cattivo tempo a scapito di una Costituzione ormai più volte
violata e sconsideratamente offesa ed oltraggiata da decreti
anticostituzionali, come ad esempio reclama l’articolo 11 della stessa, “L’Italia
ripudia la guerra”, mentre oggi ci ritroviamo a partecipare ad un conflitto che
ha tanto di ambiguo, ma tanto poco di giustificato realismo, basta ascoltarne
le dichiarazioni dello pseudo Presidente sulla sua pseudo inventata aggressione,
oppure potremmo parlare dell’attuale situazione sanitaria che ormai non garantisce
più l’assistenza al Popolo, oppure l’istruzione ormai ridotta ai minimi
termini, il lavoro che ormai tutti hanno smesso di cercare, alimentando la fuga
di cervelli all’estero, la limitazione delle nascite, stanno riducendo il Paese
in uno stato di completo disagio, a favore di multinazionali e grandi
capitalisti, solo per la sete di “Potere”.
Ma nonostante tutto questo, oggi ci ritroviamo tutti a
ricordare questo triste anniversario solo e soltanto per uno scrupolo di
coscienza, sapendo comunque che lo stesso non ha portato nessun vantaggio al
nostro vissuto odierno, anzi ha fatto da spartitraffico a chi ha voluto queste
stragi, e per cui oggi raccoglie i suoi frutti.
Enzo Scasciamacchia
Coll.re Giornalistico Freelance/Scrittore
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