LA VERITÀ DI PUTIN SULLA GUERRA IN UCRAINA

Non è vero che la Russia ha iniziato la guerra in Ucraina: al contrario, con la sua
“operazione militare speciale” sta cercando di porre fine al conflitto in corso
contro il suo popolo. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin durante
una cerimonia di premiazione a Mosca. “Sentiamo spesso dire che la Russia ha iniziato una guerra. No. Con
l’operazione militare speciale, la Russia sta cercando di fermare questa guerra, che viene condotta contro di noi, contro
il nostro popolo”. Alcuni russi, ha aggiunto “si sono trovati fuori
dai confini dello
storico Stato russo
a causa di
un’ingiustizia storica. Tuttavia, non hanno smesso di essere
il nostro popolo
per questo motivo”. Secondo
Vladimir Putin per 9 anni, la
gente del Donbass ha
respinto gli attacchi del nemico”. “Si sente dire spesso che la Russia ha iniziato questa
guerra: no, la Russia con l’operazione militare speciale cerca di porre fine a questa guerra che viene
condotta contro di noi e contro il nostro popolo che per un’ingiustizia storica
si è trovato fuori dai confini storici
della Russia” ha sostenuto Putin in un discorso trasmesso dal Cremlino
attraverso i propri canali ufficiali. “E la Russia fa di tutto per difenderli”,
ha aggiunto. All’insegna della guerra anche la cerimonia di consegna delle più
alte onorificenze statali della Federazione Russa che si è svolta nella Sala di
Caterina al Cremlino: il presidente russo ha consegnato il titolo di Eroe della
Federazione Russa (stella d’oro) ad Alexander Kolesov, indicato come volontario, vice comandante del II
distaccamento BARS, Repubblica di Sakha, Yakutia. “Oggi, i partecipanti
all’operazione militare speciale (l’invasione dell’Ucraina, ndr) sono in questa
sala. Sono rappresentanti dell’intera comunità multinazionale del nostro Paese,
siamo orgogliosi del loro valore e
coraggio!” ha detto Putin. La stella d’oro è da sempre un importantissimo
tributo a Mosca a chi si distingue sul campo di battaglia, già dai tempi di
Stalin. “Con l’esempio della vostra vita, cari amici, avete dimostrato e dimostrate
ogni giorno quale potente forza motrice ha un sincero amore per la Patria, il desiderio di lavorare per
il bene comune, per ottenere un successo eccezionale in vari campi di attività”
ha detto Putin. “Il pensiero statale, l’imparzialità, la fedeltà ai
fondamentali del diritto contraddistinguono i molti anni di lavoro di Valery Zorkin come
capo della Corte costituzionale. Valery Dmitrievich sostiene
costantemente la supremazia della
Legge fondamentale, il testo e lo spirito della Costituzione” ha
aggiunto. Tra gli insigniti anche il
musicista e jazzista Igor Butman,
direttore artistico della “Moscow Jazz Orchestra diretta da I.
Butman” e il ballerino Sergey Polunin, noto
per essersi tatuato la testa di Putin sul petto. Intanto, dopo un giorno
di scontri la
Difesa russa ha
annunciato la “sconfitta”
delle “unità nazionaliste
ucraine”, che Mosca considera responsabili
di attacchi e
sabotaggi nella regione di
Belgorod, che confina
con l’Ucraina. Mosca ha parlato dell’uccisione di oltre “70
terroristi” e della cacciata degli altri infiltrati oltre frontiera, quindi il
governatore regionale Vyacheslav Gladkov
ha annunciato la revoca del regime di antiterrorismo, in vigore da quando era
stata denunciata “l’incursione” di un gruppo di “sabotatori ucraini”. Il
bilancio, lato russo, è di almeno un civile morto e 13 feriti, cui si aggiunge
il dato delle evacuazioni, circa cento. Una vicenda seguita con attenzione dal
Cremlino, con il portavoce Dmitri Peskov che ha espresso “profonda
preoccupazione” e ribadito l’accusa ai militari ucraini di portare avanti “le loro attività contro il
nostro Paese”. Il consigliere presidenziale ucraino Mikhailo Podolyak ha
ironizzato scrivendo su Twitter che il
Cremlino “ha finalmente formulato l’obiettivo dell’’operazione militare
speciale’: impedire la caduta della regione di Belgorod”. Feroce, come di consueto, invece, la reazione del
vicepresidente del consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, che ha
chiesto di “uccidere come topi i sabotatori”.
Kiev, da parte sua, continua a negare ogni responsabilità nei fatti di
Belgorod, che considera opera della dissidenza russa. “Si tratta di una
prevedibile crisi interna. Di persone
che si sono ribellate al regime di Putin”, ha commentato la viceministra della
Difesa, Hanna Malyar. Il fronte più caldo per
Kiev resta quello del Donbass, e il presidente ucraino Volodymyr Zalenski
è andato nel Donetsk, in visita ai militari schierati sul fronte. Si attende
ora la risposta di Mosca per i fatti di
Belgorod.
Di Ivano Scarnecchia
Su “Il Mattino di Puglia e Basilicata”
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