UN MATERANO INDIGNATO
Il Carro non rispetta i canoni
della tradizione

Senza nulla togliere alle novelle artiste cartapestaie
Materane, onore al merito, all’impegno ed alla buona volontà, all’amore verso
la propria città e le sue tradizioni millenarie, grazie per aver dato il vostro
prezioso contributo per la buona riuscita della 634^ edizione della nostra
tanto attesa Festa Patronale.
Purtroppo devo dimostrare la mia indignazione a riguardo
proprio della tradizione millenaria che ne caratterizza la particolarità e la
rende unica al mondo, nel rispetto di quest’ultime singolari artiste, trovo
inconcepibile il non rispetto del tradizionale stile artistico e del
decoro/ornamento del Carro Trionfale, trovo inammissibile l’assenza degli
ornamenti “barocchi” con le sue rotondità, e quelli “imperiali” decori
riccamente dorati, noto troppi spigoli troppe geometrie stile “moderno”, troppi
decori contemporanei e artisticamente privi della compianta tradizione
“Pentasugliesca”, eccellenti i dettagli, visi ed espressioni quasi reali, ma
inconcepibili e allucinanti i prominenti addominali di Gesù, che gli danno un
aspetto da palestrato appena uscito dalla sua palestra, e crocifisso su di un
tronco di albero ormai secco ed in fin di vita, ripeto, senza nulla togliere al
tocco artistico personale delle novelle artiste rispettabilissimo, ma non
adeguato ai canoni della nostra festa millenaria e legata a tradizioni
indiscutibilmente classici.
Quest’anno il Carro, secondo il mio modesto parere di
Materano Doc, legato alle tradizioni, non dà l’impressione della sua solita
maestosità, del suo spettacolare aspetto di preziosità con i tradizionali
decori d’orati, le sue forme tondeggianti di cornici a sostegno dei tanti
“Putti alati”, dei suoi Santi circostanti, della maestosità di angeli alati che
sembravano spiccare il volo con le loro trombe, i tanti “bouquet” di fiori ad
ornamento di ogni angolo, e per concludere alla maestosa cupola tondeggiante
che oggi sembra assumere la forma di una torre di avvistamento UFO, ripeto,
resta comunque sempre una mia personalissima interpretazione, forse dettata
dalla mia ormai sessantennale esperienza vissuta tra i Sassi e la singolare
quanto unica tradizione della Festa Patronale a Maria SS della Bruna, tanto
cara a noi Materani Doc.
Enzo Scasciamacchia
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