EDITORIALE di MARCO TRAVAGLIO
Direttore del Fatto Quotidiano - 24 settembre 2023

IL PEGGIORISTA
Ci vuole un gran talento a fare il parlamentare per 70 anni,
il presidente della Repubblica per nove, il presidente della Camera per 5, il
ministro dell’Interno per 2 senza mai azzeccarne una.
Quindi NAPOLITANO di talento ne aveva da vendere. FASCISTA
fino alla Liberazione e poi COMUNISTA, nel 1956 esalta l’Armata Rossa che
soffoca nel sangue la rivolta di Budapest, anzi libera l’Ungheria dal “caos” e
dalla “controrivoluzione” e “salva la pace nel mondo”. Plaude al Pcus che
esilia Solzenicyn.
Partecipa all’espulsione dei dissidenti del MANIFESTO,
critici sull’invasione della Cecoslovacchia. Poi diventa il “COMUNISTA
PREFERITO ” di Kissinger, ma anche della FININVEST. Capo della destra Pci (i
“miglioristi”, detti “piglioristi” per le loro arti prensili), fa la guerra a
Berlinguer che osa porre la “questione morale” e chiamare Craxi col suo nome:
“gangster”. Nel ‘92, quando i gangster finiscono sotto inchiesta, è presidente
della Camera e legge in aula la lettera del socialista Moroni, suicidatosi
perché coinvolto in Tangentopoli, fiancheggiando l’assalto degli impuniti a
Mani Pulite.
Nel 2006, dopo un passaggio al Viminale senza infamia e senza
lode, diventa presidente della Repubblica. E inizia a impicciarsi dappertutto
in barba alla Costituzione. Come racconterà il ministro Padoa Schioppa, mette i
bastoni fra le ruote al Prodi 2 in nome della prima missione della sua
presidenza: le larghe intese con B. (il leader Pd Veltroni gli va dietro e si
brucia subito). La seconda è l’attacco a tutti i magistrati che indagano sul
potere: Woodcock, De Magistris, Robledo, Forleo e i pm di Palermo che hanno
scoperto la trattativa Stato-mafia, trascinati alla Consulta perchè
intercettando Mancino si sono imbattuti nella sua sacra Voce. Moniti, pressioni
e sanzioni tramite il Csm, ringraziamenti ai procuratori che sterilizzano le
indagini scomode (come Bruti Liberati sul caso Expo) e interventi a gamba tesa
contro chi non lo farebbe mai (come quello che blocca il Csm perché non nomini
Lo Forte a Palermo).
Al terzo governo B. la dà sempre vinta, FIRMANDO TUTTE le
LEGGI VERGOGNA (tranne il decreto ENGLARO). E quando il CAIMANO ne fa una
giusta opponendosi all’attacco Nato in Libia, lo costringe a intrupparsi. Lo
salva pure dalla sfiducia dei finiani, rinviandola di due mesi e dandogli tempo
di comprare i “responsabili”. Lo scaricherà solo quando lo farà l’establishment
nazionale e internazionale. Intanto scava trincee contro i 5Stelle che
minacciano l’Ancien Regime di cui è santo patrono e imbalsamatore. “BOOM DEI
5STELLE? NON VEDO NESSUN BOOM ”, esclama stizzito ai loro primi successi. Va
bene ‘sta democrazia; ma, se il popolo non obbedisce, si abolisce il popolo
NEL 2011 B. si arrende allo spread e agli scandali e LUI,
per scongiurare le elezioni, ARCHITETTA il GOVERNO TECNICO di MONTI, che fa
pagare la crisi ai più deboli. Crede di aver salvato l’establishment, invece
nel 2013 il M5S balza da zero al 25,5%, alla pari col Pd di Bersani, che prima
di Monti aveva la vittoria in tasca. Napolitano dà il meglio di sé: dopo aver giurato
per mesi che mai si farà rieleggere, briga per il bis per sbarrare la strada a
Rodotà, candidato di Grillo, Vendola e base dem (occupy Pd di Schlein) e a
Prodi (impallinato dai franchi tiratori che, per sua maggior gloria, uccidono
pure Bersani): due presidenti che rispetterebbero gli elettori benedicendo un
governo di cambiamento M5S-Pd-Sel.
INCONTRA B. per GARANTIRSENE l’APPOGGIO, si fa rieleggere da
Pd, FI e Centro e crea in laboratorio il governo Letta con i partiti che han
perso le elezioni per tener fuori chi le ha vinte. Un altro golpe bianco, ma
pure miope: all’opposizione ci sono M5S, Lega e FdI: i partiti che vinceranno
le elezioni dal 2018 al 2022. MENTRE i GIUDICI di PALERMO DISTRUGGONO le SUE
INTERCETTAZIONI, lui commissaria le Camere con un discorso della corona mai
visto prima in una Repubblica parlamentare: la sua presidenza bis sarà a tempo
(ma la Costituzione parla di 7 anni) e “a condizione” (che i partiti che l’hanno
rieletto, formino il governo e riformino la Costituzione che ha giurato di
difendere per ben due volte).
Però il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi: dopo tre
mesi B. viene condannato in Cassazione e deve lasciare il Parlamento per la
Severino. Lui gli dà pubblicamente le istruzioni per ottenere una grazia
incostituzionale, che gli promette in segreto se lascerà il Senato prima di
venirne cacciato: tutto purché FI tenga in piedi Letta. Ma FI se ne va col suo
leader pregiudicato: altri intrighi per far nascere il Ncd coi cinque ministri
forzisti imbullonati alla poltrona.
LETTA comunque VA a CASA nel FEBBRAIO 2014, CACCIATO da
RENZI che ha vinto le primarie Pd all’insegna della “rottamazione”.
NAPOLITANO CAMBIA CAVALLO e PROVVEDE SUBITO a FORMATTARE il
RIGNANESE per la restaurazione. DALLA LISTA dei MINISTRI, PIENA di IMPRESENTABILI,
DEPENNA l’UNICO BUONO: GRATTERI (non sia mai che faccia funzionare la
Giustizia). E impone a Renzi la sua vera fissazione: la riforma costituzionale
per verticalizzare vieppiù il potere, come chiedono i poteri finanziari
italiani e internazionali. Renzi esegue e ci rimane stecchito, entrando di
diritto nel Comitato Vittime di Napolitano insieme a Prodi, Veltroni, Letta,
Bersani, Fini e Monti. RE GIORGIO si DIMETTE NEL 2015, GIUSTO in TEMPO PER
PERDERSI i BOOM dei 5STELLE alle COMUNALI del 2016 a ROMA e TORINO e alle
POLITICHE DEL 2018.
CON TUTTO QUELLO CHE HA FATTO PER LORO"!
Il Fatto Quotidiano
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