LA MADONNA DEI MALI DI FERRANDINA (MT)

Venerdì 8 settembre 2023 la Parrocchia di Santa Maria della
Croce, presenta il programma per i solenni festeggiamenti in onore della
Madonna dei Mali di Ferrandina, prettamente religiosi, ma anche in minima parte
profani, con partenza dalla sua Chiesa, in realtà trattasi di un vecchio
Santuario che in passato ha dato prove miracolose per la sua sorgente naturale,
come da testimonianze di seguito descritte, paragonato al Santuario di Lourdes
per la sua sorgente miracolosa, seguono alcuni cenni storici, architettonici e
culturali:
Il piccolo santuario della Madonna dei Mali o del Pozzo di
Ferrandina rivela nella parte strutturale la sua fondazione cinquecentesca.
Essa è infatti costituita da un’unica aula rettangolare, conclusa da una parete
piatta priva di abside, con volta a botte unghiata e pareti d’ambito scandite
da arcate divise da robusti pilastri. Questi ultimi presentano il blocco
d’imposta piuttosto aggettante e interrotto sulla facciata esterna in corrispondenza
di una lesena piatta, che pare frutto di una manomissione di epoca successiva e
che raggiunge il cornicione. Ad un successivo intervento settecentesco si
devono gli stucchi della parete di fondo che, con un disegno flessuoso,
simulano il prospetto di un edificio. Il santuario riceve luce dalle finestre
strombate, poste nelle lunette al di sopra del cornicione ed un’altra facciata,
collocata in asse con una nicchia rettangolare, che accoglie l’affresco della
Madonna col Bambino e i SS. Giuseppe e Domenico, e con il portale. Su
quest’ultimo è possibile riscontrare la data del 1616. Un ciclo di affreschi si
sviluppa sulle pareti laterali, al di sotto delle arcate, con sei episodi della
vita della Vergine: a sinistra la Natività della Vergine, la Presentazione al
Tempio e l’Annunciazione, sull’altare la Madonna dei Mali, a destra dalla terza
arcata la Visitazione, la Presentazione di Gesù al tempio e l’Assunzione della
Vergine. Nel riquadro centrale della volta appare l’immagine della Vergine che
cura con l’acqua di un’ampolla un ammalato ai suoi piedi. Il riquadro è
affiancato da altri due riquadri che rappresentano S. Domenico e S. Tommaso. Ai
lati di ciascuna unghia vi sono inoltre ovali con santi dell’ordine domenicano.
Il ciclo è stato attribuito al pittore Pietro Antonio Ferro e per la sua
datazione è stato suggerito un periodo compreso all’incirca tra il 1605 e il
1615. Sulla parete di fondo, al di sopra dell’altare maggiore, è il riquadro
della Madonna col Bambino, attribuito, come gli altri affreschi della chiesa,
al pittore Pietro Antonio Ferro e riconducibile ad un periodo compreso tra gli
anni 1606 e 1615. Esso raffigura la Vergine a mezzo busto che tiene tra le
braccia il Bambino nudo e in piedi, il quale con la destra benedice e con la
sinistra sorregge un globo, oggetto di devozione da secoli.
Da tempo immemorabile a Ferrandina si festeggia la Nascita
della S. Vergine nella Chiesa della Madonna "dei mali " mala
nostra pellit, bona cuncta poscit”. Il titolo è certamente legato alla
sorgente di acqua ritenuta prodigiosa, che sgorga copiosa a lato della Chiesa.
All' interno un affresco del pittore locale Pietro A. Ferro raffigura la
Vergine con il Bambino che versa dell' acqua su di un piccolo malato giacente
nel suo giacilio, mentre invoca soccorso. Ogni ferrandinese è legato a questo
piccolo Santuario “quisquis hoc Templum beneficia petiturus ingreditur cuncte se
impetrasse laetetur” (Chiunque entra in questo Tempio per chiedere
benefici si rallegri come se li avesse già ottenuti). Un antico adagio delle
nostre nonne raccomandava a chi fosse nel panico, per problemi soprattutto di
malattia, di non "andare spesso", quasi perdendo tempo ed energie a
vuoto, ma di rivolgersi senz' altro alla Madonna "dei mali". Come nel
santuario di Lourdes è attraverso l' Acqua che l' aiuto materno della vergine
si fa tangibile:
O malorum medicina, pulchra rosa sine spina, o fons aquae salutaris,
nos a cunctis serva malis.
(O medicina dei mali, bella rosa senza spine, o fonte
d'acqua salvifica, salvaci da tutti i mali).
Enzo Scasciamacchia
La locandina

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