PRELIEVI DIRETTI DAI CONTI CORRENTI
PER IL GOVERNO MELONI

L'Agenzia delle entrate avrà la possibilità di accedere ai
conti con un "collegamento telematico diretto", per verificarne la
disponibilità prima di effettuare un pignoramento. Se dovessero emergere
"crediti del debitore" nella disponibilità di uno o più operatori
finanziari, l'agente "redige e notifica telematicamente al terzo, senza
indugio, l'ordine di pagamento". Cosa prevede (e cosa significa in
concreto) una delle novità inserite dal governo Meloni nell'ultima bozza della
manovra 2024.
rima di procedere a un pignoramento, il Fisco avrà la
possibilità di accedere direttamente ai conti correnti dei contribuenti
inadempienti per verificarne la disponibilità, senza dover più chiedere alle
banche informazioni relative all'esistenza o meno di giacenze e saldi
"aggredibili". E se ci sono i soldi, scatta subito l'ordine di
pagamento per chi ha debiti. È scritto nero su bianco nell'ultima bozza della
manovra 2024, varata nei giorni scorsi dal governo Meloni, all'articolo 23.
Cosa significa in concreto? Con l'accesso diretto ai conti correnti e i
pignoramenti telematici, la manovra "apre le porte" delle banche
all'Agenzia delle entrate, con una trafila più snella e con tempi ridotti.
Procedure simili all'estero sono in uso da tempo: quello che
spaventa in Italia, tuttavia, sono i frequenti errori del Fisco. "Prima
dell'introduzione della non impugnabilità degli estratti di ruolo, il
contribuente aveva la possibilità di verificare la propria situazione debitoria
e di identificare eventuali errori prima di subire azioni esecutive. Ora, invece,
il contribuente è esposto prima alle azioni esecutive e solo successivamente
può tentare di difendersi", ha detto Simone Forte, avvocato e co-founder
di Cfi-crisi fiscale d'impresa. Ma andiamo con ordine, provando a capire
meglio.
I crediti del
debitore e l'ordine di pagamento
Nello specifico, la norma prevede che, prima che si proceda
al pignoramento dei conti scoperti dalla consultazione dell'archivio dei
rapporti finanziari, l'agente dell'Agenzia delle entrate possa, in fase
stragiudiziale (cioè senza l'intervento di un giudice e il coinvolgimento di un
tribunale), accedere con "collegamento telematico diretto, alle
informazioni relative alle disponibilità giacenti sui conti". Se durante
queste verifiche dovessero emergere "crediti del debitore" nella disponibilità
di uno o più operatori finanziari, l'agente dovrà redigere e notificare
"telematicamente al terzo, senza indugio, l'ordine di pagamento", si
legge nell'articolo 23 nell'ultima bozza della legge di bilancio 2024. In poche
parole, significa che la riscossione può ordinare al soggetto terzo che ha il
debito col contribuente di pagare le somme al Fisco. La norma inserita
nell'ultima versione della manovra specifica poi che "la notifica
dell'ordine di pagamento è effettuata, a pena di nullità, anche al debitore,
con le modalità stabilite". C'è un limite massimo di tempo: "Non
oltre trenta giorni dalla notifica al terzo".
In termini pratici, poi, la bozza prevede che le
"soluzioni tecniche di cooperazione applicativa" per l'accesso alle
informazioni vengano definite con un decreto del ministero dell'economia e
delle finanze, sentite l'Associazione bancaria italiana (Abi), Poste italiane e
l'Associazione italiana dei prestatori servizi di pagamento. A questi si
aggiunge anche l'obbligo di sentire il garante per la protezione dei dati
personali, anche ai fini dell'adozione, si precisa, di "idonee misure di
garanzia a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati, attraverso la
previsione di apposite misure di sicurezza, anche di carattere
organizzativo". Il Mef avrà anche il compito di elaborare la definizione
delle "specifiche modalità informatiche" con cui va redatto e
notificato telematicamente l'ordine di pagamento.
C'è chi ha già parlato di una "tempesta perfetta per i
contribuenti sui pignoramenti". "È inutile parlare di un Fisco amico
dei contribuenti se poi le leggi create vanno in direzione diametralmente
opposta", ha detto Carlo Carmine, founder di Cfi-crisi fiscale d'impresa,
specificando che "ci troviamo di fronte a una combinazione devastante per
imprenditori e professionisti. L'accesso diretto ai conti correnti da parte
dell'Agenzia delle entrate-riscossione è la ciliegina sulla torta di un sistema
che sembra aver dimenticato i diritti dei contribuenti. Si rischia di vedere
azioni esecutive su debiti che potrebbero essere prescritti o affetti da vizi,
senza che il contribuente abbia avuto la possibilità di difendersi in
anticipo".
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