TRAGEDIA SFIORATA SULLA SALANDRA-FERRANDINA
BUS PER EVITARE L’IMPATTO URTA I RAMI SPORGENTI

L’autista:
«Incrociando un’auto che aveva oltrepassato la fascia di mezzeria sono finito
sui rami sporgenti, distruggendo il retrovisore»
È una situazione non più sostenibile, quella che ormai da
anni si verifica lungo la strada provinciale che collega Salandra a Ferrandina.
Un’arteria percorsa quotidianamente da decine di mezzi pesanti e centinaia di
auto, pur avendo una carreggiata molto stretta e insidie di ogni tipo. Lo sa
bene Mauro Nolè, autista dell’omonima ditta salandrese, il quale lunedì sera
per evitare un’auto che si era allargata sulla sua corsia evitando dei rami
sporgenti, ha dovuto avvicinarsi al ciglio destro della carreggiata
distruggendo il grande specchio retrovisore del bus nuovo di zecca. Tanto
spavento per l’autista e i passeggeri, con oltre mille euro di danni. Ma quella
dei rami sporgenti è solo una delle insidie presenti su questa strada, come
denuncia da anni anche l’ex sindaco di Salandra, Gianfranco Tubito, in qualità
di portavoce del gruppo pubblico Facebook «Salandra Viva». Nolè descrive a “La
Gazzetta” una situazione di assoluta insicurezza sull’arteria provinciale, che
si presenta nelle medesime condizioni di un’altra strada provinciale
salandrese, quella per lo scalo, con i medesimi flussi di traffico.
«Guido il bus di linea da 37 anni - spiega Nolè - oggi ne ho
62, e posso dire senza tema di smentita che la provinciale per Ferrandina si
trova in queste condizioni da decenni. Negli ultimi anni la situazione è
addirittura peggiorata, con ponti incustoditi senza manutenzione e protezioni,
rami grossi di alberi sporgenti sulla carreggiata, buche ed erbacce persino sul
manto stradale e, dulcis in fundo, sono arrivate anche le mucche al pascolo che
si parano davanti dopo le curve, come gli immancabili cinghiali. Una situazione
davvero esplosiva e intollerabile, anche perché la carreggiata è talmente
stretta che persino due auto grosse fanno fatica a incrociarsi; per non parlare
dei nostri bus e dei tanti camion pesanti in circolazione quotidianamente.
L’altra sera ho fatto oltre mille euro di danni al mio mezzo, perché o dovevo
travolgere l’auto che ha leggermente invaso la mia corsia, o come ho fatto
dovevo addossarmi al ciglio e prendere i rami sporgenti. Ovviamente ho scelto
di salvaguardare la vita umana, ma non è normale che su questa strada non si
faccia uno straccio di manutenzione e si debba guidare con il cuore in gola. Io
sono responsabile per la sicurezza dei lavoratori nella mia azienda - conclude
Nolè - ma così non posso garantire nessuno, neppure me stesso e mio figlio che
lavora con me».
Un’assenza di sicurezza sui poco più di 18 chilometri di
insidie, incuria e trappole per automobilisti, ciclisti e persino podisti, che
ha prodotto negli ultimi anni anche incidenti mortali, dovuti proprio alla
precarietà in cui versa quella strada, oltre che alla intrinseca pericolosità
del tracciato.
«I lavori sulla strada Ferrandina-Salandra sono stati
appaltati - spiega il presidente della Provincia Piero Marrese -, non decidiamo
noi i tempi della burocrazia, perché oggi per istruire una gara d’appalto
servono almeno tre mesi di adempimenti. Abbiamo investito 250mila euro sulla
Salandra-Ferrandina e 350mila sulla Salandra-scalo. A breve scade il termine di
35 giorni per l’aggiudicazione definitiva - conclude Marrese - e contiamo di
avviare i cantieri entro fine anno».
Da La Gazzetta del Mezzogiorno
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