DOMENICO BELLOCCHIO DETTO MIMÌ

Domenico Bellocchio detto (Mimì) nato a Ferrandina nell’anno
1932, maestro elementare dedito al sociale, moralmente e civilmente impegnato,
vocato alla poesia ed allo studio approfondito delle abitudini della civiltà
dei meno abbienti, ricavandone drammaturgie di elevato interesse pubblico.
La sua passione più grande, la lettura, la praticava in una
nota viuzza di Ferrandina, a Lui stesso successivamente intestata, l’antica e
caratteristica ex via “De’ li Meroli” una piccola stradina a ridosso del più
antico dei Palazzi Gentilizi locali (Centola), che fu tra l’altro anche casa
natia del noto archeologo “Domenico Ridola”, che con il suo impegno e passione ha
ricostruito la storia antica della Capitale Europea della Cultura 2019 (Matera)
rivelandola al mondo intero come la città più antica del Mondo.
Bellocchio aveva l’abitudine di passeggiare lungo questa
stradina senza seguirne la traiettoria, con lo sguardo fisso sul libro che stringeva
tra le mani, assorto completamente nel suo contenuto ogni volta diverso,
chiunque lo incontrava e lo salutava, riceveva sempre e solo una risposta pari
ad un gemito o un lieve cenno di mano, assorto com’era nella sua passione più
grande.
Cosa leggesse o cosa studiasse non ci è dato sapere, quello
che risulta è che nel tempo, coltivò la sua innata passione di Poeta e drammaturgo,
tante le testimonianze dei suoi scritti oggi calcano palcoscenici e biblioteche
dell’Italia intera, trattando soprattutto le vecchie abitudini ed il dialetto
di tempi remoti di una modesta civiltà contadina e bracciante, quella che secondo
lui, dimostrava la vera storia quotidiana della gente comune, a tratti
struggente e drammatica, a tratti divertente e superficiale, ma pur sempre
realistica e verosimilmente descritta nei più piccoli dei particolari.
Domenico Bellocchio detto Mimì, muore nel 1988 a Ferrandina,
in una modesta casina nella più modesta delle condizioni, in quella viuzza calpestata
un’infinità di volte avanti e indietro, teatro della sua vita trascorsa nella
totale immersione della lettura dei suoi libri, e che successivamente prenderà
il suo nome a ricordo di un Illustre personaggio di Cultura, “Via Domenico
Bellocchio”.
Un ricordo indelebile, un ricordo che andrebbe valorizzato e
reso una delle principali icone di Cultura e umiltà di una intera comunità, un
personaggio che ha descritto la civiltà antica di un popolo votato al
sacrificio ed agli stenti in una modesta vita di provincia, di un periodo non
molto lontano.
n.d.r. Enzo Scasciamacchia
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