CONDANNATI E INDAGATI NEL NUOVO PARLAMENTO
TRA DEPUTATI E SENATORI, HANNO ANCORA PENDENZE CON LA GIUSTIZIA

Sono 29 nel centrodestra, 4 in Italia Viva. Tra di essi
figurano anche dei ministri
Il governo di centrodestra si è insediato da pochissimo, ma
la maggioranza parlamentare presenta più di un esponente con procedimenti
giudiziari a carico o già conclusi con sentenza di condanna. Tra questi, 12
sono in quota Lega, 8 in Fratelli d’Italia e 7 in Forza Italia.
Lega: entrambi i
capigruppo hanno problemi con la magistratura
Uno dei nomi di spicco nella lista del Carroccio è quello di
Riccardo Molinari, 39 anni di Alessandria, capogruppo della Lega alla Camera.
Dal 12 dicembre del 2020 è indagato per il reato di «Falsificazione materiale
mediante alterazione e/o sostituzione di atto vero destinato a operazione
elettorale» dalla Procura di Torino. L’inchiesta è nata da un esposto dei
Radicali Italiani, motivato dall’esclusione del candidato della Lega alle
elezioni comunali di Moncalieri Stefano Zacà. Il 24 settembre 2021, per queste
imputazioni, è stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare,
ed è quindi in attesa di processo. Un procedimento che, forse, potrebbe aver pesato
sulla corsa a presidente della Camera, ruolo affidato poi a Lorenzo Fontana.
A seguire troviamo anche l’altro capogruppo della Lega,
stavolta al Senato: Massimiliano Romeo, condannato a 1 anno 8 mesi in primo
grado dal tribunale di Milano per peculato nell’inchiesta delle “spese pazze”
in Lombardia. Il 13 luglio 2021 la pronuncia è stata confermata dalla Corte
d'appello di Milano, con sospensione condizionale della pena e non menzione nel
casellario giudiziale.
Le nuove Camere hanno 25 deputati e 15 senatori finiti nei
guai con la giustizia per accuse, a vario titolo, di falso, corruzione,
peculato, riciclaggio e via dicendo. Tra di essi ci sono nomi di spicco come
Umberto Bossi, condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di
reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti: al
centro dell’inchiesta che coinvolse uno dei padri del Carroccio, finirono i 200
milioni di euro della maxitangente Enimont. Ma su Bossi pesa anche un’altra
sentenza: il 15 giugno del 2007 i giudici Ermellini confermarono la condanna
per vilipendio alla bandiera. E ancora. Giulio Centemero, tesoriere del
Carroccio: condannato in primo grado a 8 mesi per un finanziamento illecito
alla Lega arrivato tramite l’associazione “Più Voci” di cui era legale
rappresentante. L’esponente leghista è a processo a Roma anche per un altro
presunto finanziamento illecito ricevuto dall’imprenditore romano Luca Parnasi.
Tra gli altri nomi spicca Domenico Furgiuele, eletto in
Calabria e accusato di turbativa d’asta in relazione ad una gara d’appalto
nella Piana di Gioia Tauro. La Dda di Reggio Calabria ne ha chiesto il rinvio a
giudizio a conclusione dell’inchiesta “Waterfront”.
Tra i nomi che pesano nel partito di Salvini, c’è quello del
ministro per gi Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, condannato
in primo grado nel 2019 a 18 mesi per diffamazione con l’aggravante dell’odio
razziale (pena poi sospesa). Cosa accadde? definì l’ex ministra per
l’Integrazione Cécile Kyenge «un orango». Dulcis in fundo, è doveroso citare il
segretario e vicepremier Matteo Salvini che è stato rinviato a giudizio con
l’accusa di omissione di atti di ufficio e sequestro di persona per la vicenda
Open Arms.
Forza Italia:
Berlusconi e Lotito, squadre di calcio e processi
Passando a Forza Italia, è impossibile non citare il nome
del fondatore Silvio Berlusconi, il quale è tornato in Senato dopo esserne
stato espulso nel 2013 in seguito alla condanna a 4 anni per frode fiscale.
L’ex presidente del Milan è ancora sotto indagine dalla procura di Firenze
nell’inchiesta sui mandanti “occulti” delle stragi mafiose del 1993. Oltre a
lui un altro presidente di società calcistica ha avuto guai giudiziari: Claudio
Lotito, presidente della Lazio, prescritto nel processo penale (dove era stato
condannato in appello a 18 mesi) e squalificato 4 mesi in quello sportivo per
Calciopoli. Condannato in via definitiva a 3 mesi convertiti in pena pecuniaria
per omessa alienazione delle partecipazioni della Lazio (nello stesso processo
prescritto per aggiotaggio).
Con un processo in corso c’è anche Mario Occhiuto, fratello
del presidente della regione Calabria, sotto accusa per bancarotta fraudolenta
a seguito del fallimento della società Ofin. La sorella, Annunziata Occhiuto,
dopo aver chiesto il rito abbreviato, è stata condanna a un anno e 4 mesi per
la stessa vicenda in primo grado. Si vedrà in Appello.
C’è poi il capitolo di Gianfranco Miccichè: a febbraio la
procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio per finanziamento illecito
al partito, nell’ambito dell’inchiesta “Waterloo” della Dia, Guardia di finanza
e Carabinieri. Secondo gli inquirenti professionisti, politici, istituzioni e
forze dell’ordine sarebbero stati asserviti a Girgenti Acque (la società che si
occupava della gestione del servizio idrico nell’Agrigentino) in cambio di
favori e posti di lavoro per familiari, amici e amanti.
In Sicilia ha vinto un posto al Senato anche Michela
Vittoria Brambilla, che nel 2019 patteggiò, un anno e 4 mesi, con pena sospesa,
per il fallimento delle Trafilerie del Lario di Calolziocorte.
Fratelli d’Italia: il
ritorno di Giulio Tremonti e diffusi problemi con i rimborsi
Torna alla Camera anche l’ex ministro dell’Economia Giulio
Tremonti. Sconfitto all’uninominale a Milano da Benedetto Della Vedova, è stato
ripescato nel proporzionale. In passato Tremonti patteggiò a 4 mesi di
reclusione (convertiti poi in 30 mila euro di pena pecuniaria e 10mila di
multa) per la vicenda dell’appartamento di via Campo di Marzio a Roma,
pagatogli da Mauro Milanese.
Poi c’è l’ex consigliere comunale di Brescia Giangiacomo
Calovini, indagato dalla procura di Milano nell’inchiesta che vede accusato,
sempre di corruzione «per atti contrari ai doveri d’ufficio», anche
l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza (protagonista dell’inchiesta
giornalistica “Lobby Nera”). Guerino Testa, eletto in Abruzzo e capogruppo di
FdI nel Consiglio regionale, è imputato, insieme ad altre 17 persone, nel
procedimento sul fallimento delle società riconducibili all’imprenditore
Carmine De Nicola. Testa ha chiesto di patteggiare 1 anno e 6 mesi di
reclusione per bancarotta (pena sospesa) ed è stato assolto dall’accusa di
associazione a delinquere.
Noi moderati: pochi
ma buoni
La cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra Noi Moderati,
formazione guidata da Maurizio Lupi e Giovanni Toti, ha espresso 6 deputati.
Tra loro ci sono Francesco Saverio Romano e Alessandro Colucci. Il primo è l’ex
ministro dell’Agricoltura, indagato dalla Procura di Roma sulla fornitura di
mascherine durante la prima emergenza Covid. Il secondo, nel 2021 ha
patteggiato una pena di un anno, 8 mesi e 20 giorni per lo scandalo sui
rimborsi alla Regione Lombardia.
Terzo Polo: quasi 1
su 3 ha problemi con la giustizia
Dentro Italia Viva il fondatore Matteo Renzi, insieme alla
collega Maria Elena Boschi, è indagato per finanziamento illecito nel processo
sulla fondazione Open.
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