ARRESTATO GIOVANNI TOTI (FI) CON L'ACCUSA DI CORRUZIONE
SPIAGGE, SUPERMERCATI, CONCESSIONI PORTUALI IN CAMBIO DI SOLDI E VOTI

Arrestati anche l'ad di Iren Signorini, l'imprenditore Aldo
Spinelli e il capo di gabinetto Cozzani, accusato di corruzione elettorale:
"Ha agevolato la mafia"
Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti è stato
arrestato stamattina. Il governatore è stato posto ai domiciliari. La Guardia
di finanza di Genova ha proceduto all'arresto con l'accusa di corruzione per
l'esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d'ufficio. Lo comunica
il procuratore capo di Genova Nicola Piacente. L'inchiesta è stata condotta
anche dalla direzione distrettuale antimafia ligure e riguarda le elezioni
regionali del 2020.
Nel mirino degli inquirenti, in particolare, una mega
concessione per gestire fino al 2051 uno dei principali terminal del porto di
Genova, il via libera a nuovi supermercati Esselunga nel capoluogo della
Liguria e la riconversione d’un pezzo di litorale nel Savonese, le ex Colonie
bergamasche di Celle.
Toti è governatore ligure dal giugno 2015, dopo una carriera
giornalistica che lo ha visto anche direttore di Tg4 e Studio Aperto, e una
militanza politica in Forza Italia, che lo ha portato a diventare coordinatore
nazionale, prima del distacco nel 2019.
Il presidente della Regione non è il solo colpito
dall'inchiesta, che ha vari filoni. Altre nove persone, fra cui Matteo Cozzani,
capo di gabinetto di Toti, sono state raggiunte da misure cautelari ed è stato
eseguito un sequestro di 570mila euro nei confronti di alcuni imprenditori.
Sono in corso perquisizioni disposte dalla Procura di Genova nella sede della
Regione.
Custodia cautelare in carcere per Paolo Emilio Signorini,
già Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Ai
domiciliari, oltre a Toti, Aldo Spinelli, imprenditore nel settore logistico ed
immobiliare. Stessa misura per il capo
di gabinetto di Toti, Matteo Cozzani. Quest'ultimo, si legge in un comunicato
della procura, è accusato del reato di “corruzione elettorale” aggravato
dall'associazione mafiosa. Nello specifico, la procura gli contesta di aver
commesso il reato "al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa
Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con
proiezione nella città di Genova". Il reato di corruzione elettorale,
precisa la procura nel comunicato, viene contestato in concorso anche a Toti.
Ma per questa accusa non sono state emesse misure cautelari. Lo scambio, in
questo caso, sarebbero 400 preferenze alle elezioni regionali del 2020, in
cambio di "posti di lavoro e il cambio di un alloggio di edilizia
popolare". Questi voti sarebbero arrivati dalla comunità riesina di Genova
e, sostiene sempre la procura, da elettori "comunque siciliani".
Al presidente della Regione, è bene precisarlo, non è
contestato il reato di 416 bis. Non ci sono, dunque, accuse di associazione
mafiosa.
Misure interdittive, invece, per altri due imprenditori,
Mauro Vianello e Roberto Spinelli e per altri indagati accusati di corruzione
elettorale.
Ma cosa si contesta, esattamente, a Toti? Secondo la
ricostruzione della procura, avrebbe accettato del denaro da Aldo e Roberto
Spinelli per (in tutto 74mila euro, tutti erogati al comitato 'Giovanni Toti
presidente'). In cambio di questa cifra si sarebbe impegnato a "trovare
una soluzione" per trasformare una spiaggia libera in privata, assegnare a
Spinelli un'area demaniale usata da Autostrade e degli spazi al porto, nonché a
velocizzare la pratica di rinnovo della concessione di un terminal del porto.
Una dinamica simile è ipotizzata per la faccenda Esselunga: a Toti e al suo
capo di gabinetto si contestano di aver accettato la promessa di un
"finanziamento illecito rappresentato dal pagamento occulto di alcuni
passaggi pubblicitari sul pannello esposto sulla TERRAZZA COLOMBO per la
campagna elettorale comunale del 12.6.2022", in cambio dell'impegno a
rendere più celere l'apertura di altri due supermercati Esselunga in Liguria.
Signorini, attuale vertice dell'Iren, si sarebbe occupato
delle pratiche contestate che riguardano il porto. Dall'accelerazione della
proroga di concessione del terminal, alla concessione di altri spazi portuali,
fino a quella che la procura definisce un' "occupazione abusiva" in
"assenza di titolo legittimante". Cosa avrebbe ricevuto in cambio,
secondo la ricostruzione della procura? Più di 20 "soggiorni di lusso a
Montecarlo", con annesse giocate al Casinò e altri trattamenti di lusso e
di benessere "per un valore totale di 42mila euro". Spinelli avrebbe
poi offerto a Signorini un incarico con un'importante retribuzione quando
sarebbe cessato il suo lavoro al porto, nonché una importante somma di denaro
da usare a Las Vegas. Da un altro imprenditore, Vianello, Signorini avrebbe
ricevuto la disponibilità di una macchina, un apple watch e del denaro.
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