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MISSIONE COMPIUTA

LA VIA APPIA È PATRIMONIO DELL'UMANITÀ!

Questo l’annuncio ufficiale del nuovo riconoscimento “UNESCO” alla città di Matera per l’attraversamento della “VIA APPIA” da parte del Sindaco Domenico Bennardi e dall’Assessore alla Cultura Tiziana D’Oppido, un ulteriore riconoscimento per la città già “CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019” e patrimonio UNESCO precedentemente riconosciuta per la sua ricchezza storica.

“Da oggi Matera ha un nuovo sito Unesco con la proclamazione ufficiale della Via Appia Antica, di cui un tratturo passa per la città dei Sassi, a Patrimonio dell’Umanità, avvenuta pochi minuti fa, questa mattina a Nuova Delhi, India, dove dal 21 luglio scorso è riunita la 46ma sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale per valutare le nuove candidature, con la partecipazione di 28 delegazioni provenienti da tutto il mondo.

Questo prestigioso riconoscimento costituisce un importante volano per lo sviluppo del territorio, un'importantissima opportunità culturale e turistica, non un punto d’arrivo ma di partenza per proseguire un percorso di condivisione tracciato dalla stessa via Appia per i valori e il senso di appartenenza che rappresenta per tutti e per attivare sinergie fra i territori. Seguiranno infatti incontri ministeriali e fra gli enti territoriali coinvolti, nonché con i portatori d’interesse locali, per definire strategie comuni di valorizzazione e di promozione di questo prezioso patrimonio archeologico, catalizzare sul nostro territorio il turismo culturale, lento, paesaggistico con cammini e percorsi, che rafforzi l’offerta di questo nuovo attrattore, supportato da politiche di sviluppo sostenibile.

Un ringraziamento al Ministero della Cultura e per il Comune di Matera l’arch. Laura Spinelli e l’arch. Annarita Marvulli, per il fondamentale supporto tecnico e l’assessore al ramo Tiziana D'Oppido, che ha seguito in modo impeccabile ed in prima persona tutto l’iter di candidatura dall’inizio della procedura fino alla proclamazione odierna."

Italia ancora in testa alla lista dei patrimoni dell'Unesco. Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Nuova Delhi nella 46esima sessione, ha deliberato l’iscrizione della “Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale che diventa così il 60esimo sito italiano riconosciuto.

Nella lista sono entrati anche la residenza Ensemble Schwerin in Germania, il Niah National Park in Malesia, l'area archeologica di Al-Faw in Arabia Saudita, l'insieme scultoreo di Constantin Brâncuși a Târgu Jiu e le Frontiere dell'Impero Romano a Dacia, entrambi in Romania.

Candidatura della Via Appia promossa dal ministero della Cultura

La candidatura è stata promossa per la prima volta direttamente dal ministero della Cultura, che ha coordinato tutte le fasi del processo e ha predisposto tutta la documentazione necessaria per la richiesta d’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. Al processo hanno collaborato molteplici istituzioni: quattro Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 13 Città metropolitane e Province, 74 Comuni, 14 Parchi, 25 Università, numerosissime rappresentanze delle comunità territoriali, nonché il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra della Santa Sede.

La storia della Via Appia

Lunga 650 chilometri, l'antica Via Appia attraversava l'Italia centromeridionale. Fu la prima delle grandi strade di Roma costruite con tecniche innovative, veri e propri capolavori di ingegneria civile che si affiancarono alle vie naturali e che costituiscono i monumenti più durevoli della civiltà romana. Il tracciato, iniziato nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco per collegare Roma a Capua, fu poi prolungato fino a Benevento, Venosa, Taranto e Brindisi, testa di ponte verso la Grecia e l’Oriente.

Concepita per esigenze militari, la Via Appia divenne da subito strada di grandi comunicazioni commerciali e di primarie trasmissioni culturali e, nel tempo, è diventata il modello di tutte le successive vie pubbliche romane così come, in un certo senso, l’origine del complesso sistema viario dell’Impero, che è anche alla base dell’attuale rete di comunicazione del bacino del Mediterraneo.

Gli appellativi con cui gli stessi autori antichi la definirono, insignis, nobilis, celeberrima, regina viarum, testimoniano tutte le valenze politiche, amministrative, economiche, sociali e propagandistiche che le valsero la sua millenaria fortuna, ricorda il ministero della Cultura italiano.

"L'Unesco ha colto l’eccezionale valore universale di una straordinaria opera ingegneristica che nei secoli è stata essenziale per gli scambi commerciali, sociali e culturali con il Mediterraneo e l’Oriente", ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, "Il riconoscimento si aggiunge alla straordinaria affermazione ottenuta meno di un anno fa dalla lirica italiana", ha commentato il Sottosegretario alla Cultura con delega all’Unesco, Gianmarco Mazzi.

n.d.r.

I migliori complimenti di questa redazione da parte dell’Amministratore Enzo Scasciamacchia al Sindaco Domenico Bennardi ed all’Assessore Tiziana D’Oppido per l’ennesimo prestigioso riconoscimento ottenuto, per l’impegno impiegato e per l’enorme amore dimostrato per la nostra meravigliosa e sempre più conosciuta nel mondo città di Matera, il vostro lavoro ci rende orgogliosi di essere amministrati da Voi!!!

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