ATTACCO INGIUSTIFICATO ALLA GIUNTA BENNARDI
DA UN’OPPOSIZIONE INESISTENTE ED INCONCLUDENTE

Finalmente si sono rivelati i veri motivi di una insistente
quanto insignificante richiesta di dimissioni nei confronti del Sindaco di
Matera, Domenico Bennardi, da parte di una opposizione che nell’ultimo
consiglio ha dimostrato tutta la sua squallida intenzione, con urla sguaiate ed
affermazioni di pura retorica incomprensibile, segno indelebile di una
intenzione prettamente politica di far cadere la maggioranza e tornare a nuove
elezioni, senza alcun motivo concreto, senza argomentare alcun atto contrario
all’interesse cittadino né tantomeno politico, prova ne è la comunicazione inviata
al Prefetto, indicante solo lamentele, ma nessun argomento preciso, anzi,
rinnegato anche dal presunto e poco chiaro sottoscrivente, il quale si
dichiarava completamente estraneo all’invio della missiva, ormai è risaputo,
molto probabilmente, saranno arrivati ordini precisi da Roma o dalla Regione
Basilicata, di fare anche l’impossibile per ribaltare questa giunta che non può
essere accusata di nulla, sia a livello Amministrativo che politico, essendo
uno dei pochi comuni seguiti e assistiti dal Presidente Giuseppe Conte, il
quale, appena può, ritorna sempre volentieri a soggiornare nella città dei
Sassi, avendo constatato la lealtà, l’onestà e l’umiltà di tutta la comunità
Materana, tanto da attirare l’attenzione del Governo e di conseguenza, ordinare
ai propri adepti di centrodestra a tentarle tutte pur di distruggere questa “Governance”
che altro non è che la vergogna di un’Italia ormai piegata al loro “regime”.
Questi sono i reali motivi per cui i Consiglieri di
minoranza hanno perso le staffe durante l’ultimo consiglio, segno indelebile di
un atteggiamento ostile verso chi dimostra onestà, umiltà ed interesse verso la
comunità, cosa inammissibile da parte degli stessi che vorrebbero allineare
anche Matera al regime dittatoriale di Meloni, Salvini e Tajani… i veri
distruttori della Patria.
Enzo Scasciamacchia
Amministratore di “CRONACHE
FERRANDINESI”
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