I SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO

Noti anche come santi medici (in greco antico: Κοσμᾶς καί
Δαμιανός ?, Kosmâs kaí Damianós; in latino Cosmas et Damianus; Egea, 260 circa
– Cirro, 303), sono stati due medici romani, gemelli e fratelli maggiori dei
santi Antimo, Leonzio ed Euprepio. Secondo la tradizione furono nella prima
generazione di martiri sotto l'impero di Diocleziano: sono venerati da tutte le
Chiese cristiane che ammettono il culto dei santi.
Dal momento che non vollero mai denaro o beni in cambio
della loro pratica di medici e guaritori, furono soprannominati Anargyroi (dal
greco antico Ἀνάργυροι, "senza argento" o "Santi non
mercenari"). È stato detto che grazie a queste opere convertirono molte
persone alla fede cristiana.
La loro Storia
Le fonti pervenuteci non sono pienamente concordanti tra
loro, pur avendo molti aspetti comuni, ma riportano tre diverse tradizioni:
una tradizione "asiatica", originatasi a
Costantinopoli, capitale dell'impero bizantino;
una tradizione "romana" affermatasi soprattutto in
Siria;
una tradizione "araba", che però si diffuse
soprattutto nell'Europa occidentale (Roma).
Tutte e tre le tradizioni fanno riferimento a
"fratelli, gemelli e medici. Damiano viene però perlopiù considerato il
fratello minore e non gemello". Questi erano in grado di operare
prodigiose "guarigioni" e "miracoli", e la loro azione era
completamente gratuita nei confronti di tutti, da qui l'appellativo
"anàrgiri" (dal greco anargyroi = senza denaro). Con questo termine
si designavano nella Chiesa greca i santi che, secondo gli scritti agiografici,
esercitavano la medicina senza alcuna retribuzione. Grazie a questa fama, i due
diventarono tradizionalmente santi protettori dei medici e dei farmacisti.
Pare che i due fossero originari dell'Arabia, appartenenti
ad una ricca famiglia. Il padre, Niceforo, si convertì al cristianesimo dopo la
loro nascita, ma morì durante una persecuzione in Cilicia; la madre, Teodota (o
Teodora), da più tempo cristiana, si occupò della loro prima educazione. Dopo
aver appreso l'arte medica nella provincia romana di Siria, praticarono la loro
professione nella città portuale di Ægea, in Cilicia, sul golfo di
Alessandretta (attuale Turchia).
Nota è la loro gratuità nell'operare i loro servizi medici,
in applicazione del monito di Asclepio: «Darete delle cure gratuitamente, se
c'è da soccorrere un povero o uno straniero, perché dove c'è l'amore degli
uomini c'è l'amore dell'arte» . Uno dei loro più celebri miracoli, tramandati
dalla tradizione, fu quello di aver sostituito la gamba ulcerata di un loro
paziente con quella di un etiope morto di recente.
Secondo il passio, tuttavia, in una sola occasione era stata
elargita ai santi una ricompensa, di tre uova nelle mani del fratello minore
Damiano, da parte di una contadina, Palladia, un'emorroissa, miracolosamente
guarita. Cosma era rimasto tanto deluso e mortificato per quel gesto, da
esprimere la volontà che le sue spoglie fossero deposte, dopo la morte, lontane
da quelle del fratello.
Durante le persecuzioni dei cristiani promosse
dall'imperatore illiro-romano Diocleziano (284 – 305) furono fatti arrestare
dal prefetto di Cilicia, Lisia. Avrebbero quindi subito un feroce martirio,
così atroce che su alcuni martirologi è scritto che essi furono martiri cinque
volte. I supplizi subiti da Cosma e Damiano differiscono secondo le fonti.
Secondo alcune furono dapprima lapidati, ma le pietre rimbalzarono contro i
soldati; secondo altre furono crudelmente fustigati, crocefissi e bersagliati
dai dardi, ma le lance rimbalzarono senza riuscire a fare loro del male; altre
fonti ancora narrano che furono gettati in mare da un alto dirupo con un
macigno appeso al collo, ma i legacci si sciolsero e i fratelli riuscirono a
salvarsi, e ancora incatenati e messi in una fornace ardente, senza venire
bruciati.
Furono quindi decapitati, assieme ai loro fratelli più
giovani (o discepoli), Antimo, Leonzio ed Euprepio, nella città di Cirro, nei
pressi di Antiochia.
La spada conservata nel tesoro del duomo di Essen che
secondo la tradizione sarebbe servita per la decapitazione dei Santi Cosma e
Damiano (in realtà risale al X secolo)
Beato Angelico, Sepoltura dei santi Cosma e Damiano
Dopo il loro martirio, coloro che avevano assistito al
macabro spettacolo vollero dare degna sepoltura a coloro che tanto bene avevano
elargito in vita, cercando anche di rispettare la volontà di Cosma circa la
separata sepoltura: ciò fu loro impedito da un cammello che, secondo la leggenda,
prese voce, dicendo che Damiano aveva accettato quella ricompensa solo perché
mosso da spirito di carità, onde evitare che quella povera donna potesse
sentirsi umiliata dal rifiuto. I presenti diedero dunque sepoltura ai loro
corpi deponendoli l'uno a fianco dell'altro.
Il culto dei santi Cosma e Damiano, invocati come potenti
taumaturghi, iniziò subito dopo la loro morte. Il vescovo di Cirro, Teodoreto
(† 458), parla già della divisione delle loro reliquie, inviate alle numerose
chiese già sorte in loro onore (a Gerusalemme, in Egitto, in Mesopotamia);
l'imperatore Giustiniano I e il patriarca Proclo dedicarono ai santi una
basilica di Costantinopoli che divenne meta di numerosi pellegrinaggi; anche a
Roma papa Felice IV (526 - 530) edificò, sul sito dell'antico Templum Romuli e
della Bibliotheca Pacis, nel Tempio della Pace, una basilica a loro intitolata
e ne favorì il culto in opposizione a quello per i pagani Castore e Polluce.
I crani dei santi vennero traslati da Roma nel X secolo e
portati a Brema: nel 1581 Maria, figlia di Carlo V, li donò alla chiesa del
convento delle clarisse di Madrid: le stesse reliquie sono però venerate anche
nella chiesa di San Michele Arcangelo a Monaco di Baviera dove, in base
all'iscrizione sul reliquiario, vennero
poste nel XV secolo. Il primo documento che attesta la
presenza delle reliquie delle braccia dei Santi a Bitonto è del 1572, data di
svolgimento della visita pastorale di monsignor Musso.
Il culto dei taumaturghi, secondo quanto risulta da alcune
testimonianze iconografiche, è però introdotto in Bitonto fin dal XIV secolo.
Le tre tradizioni della vita dei Santi Cosma e Damiano
furono inoltre inserite nel contesto dei libri liturgici greci, e ad ogni
tradizione fu indicato il giorno festivo specifico:
la tradizione "asiatica" il 1º novembre
la tradizione "romana" il 1º luglio
la tradizione "arabica" il 17 ottobre
la tradizione cattolica stabilì invece la memoria liturgica
il 27 settembre (probabilmente il giorno della dedicazione della basilica
romana, secondo il calendario tradizionale utilizzato tuttora per la Messa
Tridentina); tuttavia Paolo VI la spostò al 26 settembre, rendendone il culto
facoltativo.
la Chiesa ortodossa fissò per la loro commemorazione il 1º
luglio, il 17 ottobre e il 1º novembre, a seconda dei vari costumi locali.
Papa Felice IV dona ai Santi Medici la basilica a loro
intitolata
Culto e patronati
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa dei Santi Cosma e
Damiano.
San Cosma e San Damiano (Sferracavallo, 2012)
Festa dei santi Cosma e Damiano a Riace nel 2010
Lista di patronati:
bambini, orfanotrofi;
medici, chirurghi, dentisti, farmacisti, veterinari;
barbieri, pasticceri;
contro l'ernia e le piaghe da decubito.
A Firenze furono patroni della famiglia De' Medici e la loro
presenza simboleggiò quasi sempre una commissione medicea; tra gli artisti che
raffigurarono i due santi, vi furono il Beato Angelico e Donatello. Nella
Sagrestia Nuova allievi di Michelangelo hanno realizzato le sculture dei due
Santi, collocate intorno a una statua della Vergine eseguita da Michelangelo
stesso.
Nel Vudù, le immagini dei due martiri servono per
rappresentare i gemelli Marassa, dei Loa molto importanti e potenti che sono i
primi ad essere pregati.
In alcune leggende popolari sono figli del dio Asclepio.
Sull'isola croata di Arbe (Arcipelago del Quarnaro) si
trovano le rovine di una fortezza bizantina del V secolo, all'interno della
quale era stata costruita una cappella dedicata ai santi Damjan e Kozma.
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