IL CASTELLO DI AMBOISE
DOVE RIPOSA LEONARDO DA VINCI

È situato nell'omonima cittadina francese, nel
dipartimento dell'Indre e Loira, in una posizione che domina il fiume Loira.
È incluso nella lista dei castelli della Loira e combina la parte
finale della tradizione tardo-gotica flamboyant con il nascente stile
rinascimentale.
Prima di essere unito ai beni della corona reale di Francia
nel 1434, il castello appartenne, per oltre quattro secoli, alla potente
famiglia d'Amboise. Durante il Rinascimento, fu molte volte residenza
di diversi re di Francia. Venne parzialmente distrutto dopo la Rivoluzione:
del progetto di Carlo VIII rimanevano le residenze reali, la
cappelletta di Saint-Hubert dove riposano i presunti resti di Leonardo da Vinci,
le terrazze e le torri che danno al monumento una forma del tutto singolare.
Il castello di Amboise fu oggetto di una classificazione tra
i monumenti storici francesi, nella lista stilata nel 1840. Sebbene sia di
origine medievale, il castello deve il suo aspetto attuale ai rimaneggiamenti e
ampliamenti apportati da Carlo VIII nel 1492 e da Francesco I che ne
fece la sua corte di residenza, portandovi artisti e personaggi di fama europea
come Leonardo da Vinci che trascorse qui gli ultimi anni della sua
vita. Si pensa anche che lui abbia avuto degli allievi che ha addestrato per
diventare ottimi pittori ma la loro identità rimane tuttora sconosciuta.
Il castello di Amboise, abitato fin dall'antichità, è sempre
stato una tappa strategica della Loira. Un oppidum fu costruito su un
luogo tra la Loira e l'Ambasse, la cui punta occidentale fu occupata da un
"piccolo campo" (800 anni a.C.) poi da un castellum (II
secolo d.C.). Nel 504, Clodoveo, re dei Franchi, e Alarico II,
re dei Visigoti, s'incontrarono sull'Ile d'Or (Saint Jean). Poco dopo,
Clodoveo sconfisse i Visigoti a Vouillé nel 507. Questi ultimi
abbandonarono la Loira e si spostarono verso sud.
Quattrocento anni dopo, durante le invasioni normanne,
in accordo con i re di Francia Carlo il Calvo e Luigi il Balbo,
Adalardo, arcivescovo di Tours, la cui famiglia controllava Amboise,
affidò la vigilanza a due dei suoi parenti: il marito di Adelaide, che era una
nipote di Adelardo, e Sulpizio I di Buzançais. Agli albori dell'anno mille,
Amboise era il posto più protetto di tutto l'ovest della Francia. All'inizio
del XII secolo i signori d'Amboise presero il controllo completo
della città e di tutte le sue fortezze.
Fortezza e residenza
reale
Luigi d'Amboise, uno dei membri della famiglia signorile,
partecipò nel 1431 al complotto contro Luigi della Tremoille,
favorito di Carlo VII. Smascherato, è dapprima condannato a morte prima di
essere graziato. Il suo castello invece, per vendetta, gli fu confiscato
nel 1434. Da quel momento, Amboise entrò nel tesoro reale. Rapidamente,
Amboise diventò una dimora reale, e Carlo VII ne fece un vero palazzo.
Il castello di Amboise si caratterizzò per la sua sicurezza.
Il 7 ottobre 1461, il re Luigi XI salutò qui la regina Maria
d'Angiò, sua madre, dopo la sua incoronazione a Reims. Lei dimorò da lì in poi
a Poitou, lasciando che la regina Carlotta di Savoia e la loro
figlia Anna di Francia potessero venire a viverci. In effetti, nel
1433, il delfino Luigi, che era al castello di Loches per la sua
educazione, avrebbe potuto trovare rifugio ad Amboise, minacciato com'era dagli
alleati dei Borgognoni. D'ora in poi, per via della sua sicurezza, il castello
divenne la residenza, così come la scuola, dei principi e delle principesse,
come Carlo VIII, Luisa di Savoia ed infine Francesco I di
Francia. Bisogna aggiungere alla lista anche Margherita d'Austria, che
diventò una grande politica nel XVI secolo. La pace di Cambrai fu uno dei
benefici di questa educazione ad Amboise. In più, questo castello possedeva una
biblioteca straordinaria con una libreria contenente un gran numero di
libri di Carlotta di Savoia e di Luigi XI. Il figlio di Carlo VII, Luigi
XI, fece crescere suo figlio (il futuro Carlo VIII) ad Amboise per ragioni
di sicurezza. Essendo nato nel 1470 al castello, il delfino Carlo
apprezzava Amboise e ne fece la sua dimora prediletta. Crebbe lì sotto la
tutela del Duca di Turrena, Jean Buren Anjou Avril de Saint Genis Staufer
Signore di Bourré e di Aubry d'Amboise.
Castello
rinascimentale
Carlo VIII fece costruire qui le prime costruzioni eccezionali all'inizio del suo regno, ed intraprese profonde ristrutturazioni dal 1492 alla morte avvenuta nel 1498:
La cappella
Saint-Hubert;
l'ala, detta «Carlo VIII», ugualmente di stile gotico
brillante, che comprendeva gli appartamenti del Re e della Regina;
Le due torri (Torre
dei Minimes e Torre Heurtault);
Un parco situato sulla terrazza: contenne più tardi un busto
di Leonardo da Vinci e un memoriale musulmano per i compagni di Abd El
Kader morti ad Amboise durante la sua prigionia.
Innamorato della cultura italiana, che lui scoprì durante le
sue campagne in Italia, Carlo VIII invitò ad Amboise numerosi artisti italiani
nel 1495 (Domenico da Cortona e Fra Giocondo tra gli
altri) che volevano trasformare il castello nello stile del Rinascimento.
Chiamò anche l'orticoltore Pacello da Mercogliano per la
progettazione dei giardini. Altri elementi furono creati da vari artisti
francesi. La costruzione fu supervisionata da Raymond de Dezest, sovrintendente
di Amboise, con l'aiuto di tre architetti: Colin Biard, Guillame Senault e
Louis Armangeart, assistiti dai maestri Jacques Sourdenau e Pierre Trinqueau.
In questo sito lavorarono costantemente più di 250 uomini. Il castello in
effetti è la prova dell'incredibile fusione di architettura tardogotica e
rinascimentale potevano creare. Questo non solo era una fusione architettonica,
ma anche politica. I sovrani francesi ammiravano l'Italia e inoltre avevano
pretese al trono del Regno di Napoli, poiché erano discendenti del re di
Napoli, Renato d'Angiò. Gli architetti italiani e gli intellettuali si
sentivano orgogliosi di essere chiamati alla corte dei re di Francia, sia
perché si sentivano rappresentanti di un grande contesto culturale, sia perché
riuscirono in maniera fantasiosa e più libera a dare espressione del loro genio
creativo.
Carlo VIII, tuttavia, morì ad Amboise per un'emorragia
cerebrale nel 1498, all'età di 27 anni, dopo aver violentemente colpito la
testa contro un architrave in pietra della galleria Hacquelebac, il 7 aprile,
mentre stava effettuando attività sportiva.
Luigi XII, suo successore, ci fece costruire una seconda ala, perpendicolare a l'ala Carlo VIII, nello stile rinascimentale. Cedette il castello a Luisa di Savoia, che qui fece crescere i suoi due figli, Margherita d'Angoulême e Francesco, i quali venivano istruiti per succedere a Luigi XII. Quando Luigi XII morì nel 1515 e Francesco I salì al trono, la corte risiedeva ancora molto spesso al castello reale (soprattutto i primi otto mesi del 1518) ma i suoi soggiorni diminuirono a poco a poco. Mentre la costruzione continuava, con l'innalzamento della torre Heurtault e la riorganizzazione dell'ala Luigi XII, Francesco I preferì altre dimore come i castelli di Chambord, di Blois e di Fontainebleau.
Tuttavia Francesco invitò Leonardo da Vinci a
soggiornare ad Amboise nella Clos Lucé, situato nei pressi del castello.
Si è spesso detto che un sotterraneo permetteva la comunicazione tra questi due
castelli: questa è sicuramente una leggenda e gli ultimi scavi archeologici
hanno dimostrato che questo sotterraneo non è mai esistito. Il grande pittore
morì nel 1519 ad Amboise e fu inumato inizialmente nella collegiale
di Saint-Florentin, conformemente alle sue ultime volontà, edificio che fu
distrutto nel 1807. Le ossa attribuite a Leonardo da Vinci furono ritrovate nel
1874 nella cappella Saint-Hubert. Sull'argomento è recentemente tornato Carmine
Mastroianni nel primo saggio interamente dedicato agli anni francesi di Leonardo
(Leonardo da Vinci da Roma ad Amboise. Gli ultimi anni di un genio del
Rinascimento in fuga dall'Italia).
Enrico II, il figlio di Francesco I, continuò l'espansione
del palazzo ordinando la costruzione di nuovi edifici sul lato orientale.
Nel 1560, sotto il breve regno di Francesco II, il castello fu teatro
della congiura di Amboise, uno dei primi atti delle guerre di
religione.
Declino e restauro
A partire da Enrico III i soggiorni reali al
castello diventarono sempre più rari. A poco a poco il castello diventò una
prigione di lusso per grandi personaggi dello Stato. Nel 1626 César, duca
di Vendôme, e suo fratello Alessandro, gran priore di Francia, furono
incarcerati per aver cospirato contro Richelieu. Il castello passò poi
nelle mani del fratello del re, Gastone d'Orléans, che ne demolì una parte
nel 1660. Confiscato dal nuovo re, Amboise diventò una
prigione. Luigi XIV vi rinchiuse Nicolas Fouquet e il duca
di Lauzun.
Il castello, nel XVIII secolo, passò sotto la proprietà
del duca di Choiseul, che lo abbandonò nel 1760 per trasferirsi
a Chanteloup, pochi chilometri più a sud. Il castello passò poi nelle mani
del conte di Penthièvre, prima di essere confiscato dallo Stato
nel 1792, durante la Rivoluzione francese.
Gran parte del castello fu distrutto durante il Primo
Impero, quando Napoleone lo cedette, già in cattive condizioni,
all'ex console Roger Ducos; questi, non avendo denaro per ristrutturarlo,
preferì distruggerne i due terzi, in particolare Saint-Florentin e gli
appartamenti della regina, tra il 1806 e il 1810.
Luigi Filippo I ereditò il castello da sua madre. Ripristinò
le antiche mura distruggendo le case adiacenti e ristrutturò l'ala Luigi XII.
L'edificio venne tuttavia nuovamente confiscato durante la Rivoluzione
del 1848.
Nel 1848, a seguito di un trattato di resa non rispettato dalle autorità francesi, l'emiro algerino Abd el-Kader e un centinaio di compagni furono imprigionati qui prima di essere rilasciati da Napoleone III nel 1852.
Nel 1873 il castello tornò alla famiglia Orléans,
che lo trasformò in una casa per anziani. All'inizio del XX secolo venne
effettuato il restauro del palazzo da Victor Ruprich Robert e da suo
figlio. Nel 1974 Enrico d'Orléans lo donò alla Fondazione
Saint-Louis, da lui creata, che ne è l'attuale proprietaria.
Architettura
Esterno Palazzo reale
Il palazzo si affaccia sulla Loira, trovandosi in cima alla
collina. Primo esempio di ispirazione italiana sulle rive della Loira,
costruito tra il 1491 e il 1495 circa, riflette la
graduale transizione tra il gotico e lo stile rinascimentale.
Cappella di Saint-Hubert
La cappella di Saint-Hubert è stata costruita tra il 1488 e
il 1493 e decorata con sculture tra il 1491 e il 1496 da
artisti fiamminghi, che operarono in un puro stile gotico fiammeggiante usando
pietra e gesso della Turenna. Lavorarono su commissione di Carlo VIII,
prima che questi scoprisse l'architettura italiana. La cappella venne poi
utilizzata come oratorio da Anna di Bretagna, prima di diventare, presumibilmente,
il luogo di sepoltura di Leonardo da Vinci.
L'architrave della porta rappresenta la caccia di
Saint-Hubert. Le vetrate, piuttosto recenti, raccontano episodi della vita
di San Luigi e il timpano del XIX secolo rappresenta Carlo
VIII e Anna di Bretagna.
Torre dei Minimi e
torre Heurtault
Le due torri, entrambe molto massicce e costruite tra
il 1488 e il 1495, permettevano alle carrozze ed ai carri
di salire sul terrazzo, raggiungendolo per comode rampe anziché per le scale.
Si trovano rispettivamente sul lato nord e ovest del castello e sono in stile
rinascimentale.
Interno Palazzo
gotico
Sala delle Guardie
Questa sala, con archi e costoni intrecciati, controllava
l'accesso allo spazio riservato al re. La stanza è arredata con cassapanche e
credenze in quercia del XV e XVI secolo.
Passeggiate delle
Guardie
Questa galleria aperta consentiva di controllare la Loira e
i dintorni di Amboise. Vi sono esposte riproduzioni di disegni di Jacques
Androuet du Cerceau che illustrano l'importanza del castello nel XVI
secolo.
Sala delle Guardie
nobili
La guardia del corpo del sovrano era composta principalmente
da nobili. Questa stanza controllava le scale che portano al piano superiore. L'ambiente
si articola intorno ad un pilastro centrale che sostiene tutta la volta. Ci
sono delle copie ottocentesche di armature del XVI secolo, tra cui una armatura
da combattimento detta à côté ed una da parata, più leggera. C'è
anche una cassa della marina del XVII secolo.
Sala dei Tamburini
Il suo nome si riferisce alle numerose feste e balli che
venivano organizzati al castello durante il regno dei Valois. Il pavimento
è composto da piastrelle in cotto che rappresentano gigli, di ispirazione
cinquecentesca. L'arredamento è costituito da una tavola rinascimentale, una
sedia (più precisamente una cathedra gotica ornata dagli stemmi del
cardinale Georges d'Amboise), e da una cassa del regno di Carlo VIII. Sulle
pareti si notano un arazzo delle Fiandre del XVI secolo raffigurante l'Omaggio
della famiglia di Dario ad Alessandro Magno.
Sala del Consiglio
È in questa grande stanza (la più grande del castello), che
il re si riuniva con il suo consiglio, il vero centro del potere reale.
L'ambiente ha due camini: uno, con una cappa trapezoidale, è ancora
caratterizzato dallo stile gotico, mentre il secondo, all'altra estremità della
stanza, ha già influssi rinascimentali. Il blasone di Anna di Bretagna, dei
gigli ed un ermellino, decora molti elementi della stanza: la prima cappa del
camino, i pilastri centrali, le vetrate sulla Loira. Anche l'emblema di Carlo
VIII adorna la cappa del primo camino. Sul soffitto ci sono dei monogrammi
di Carlo VIII e Anna di Bretagna, composti dall'intreccio delle lettere C e A.
Ai lati, addossati contro le pareti, ci sono i grandi
scranni decorati con teli piegati, di stile gotico. Sulle pareti sono esposti i
ritratti dei sovrani appartenenti alla famiglia dei Borboni: Enrico IV (dopo
Franz Pourbus) e Luigi XIII (dopo Philippe de Champaigne).
Appartamenti
rinascimentali
Sala del coppiero
Questo ambiente mostra evidenti cambiamenti dallo stile gotico a quello rinascimentale, in particolare in ciò che concerne la tavola. La camera è arredata secondo il gusto gotico per la presenza di un cassettone (chiamato anche credenza o buffet), una cassapanca, due sedie; gli elementi rinascimentali sono invece una sedia, un tavolo "all'italiana" allungabile, una grande cassa di noce intagliata e dorata. Le pareti sono decorate con arazzi di Aubusson del XVII secolo eseguiti su cartoni di Le Brun.
La camera di Enrico
II
Le aperture delle finestre, decorate con bastoni da
pellegrino, di borse piene di monete e di bisacce ricordano che Amboise era un
luogo di sosta per i pellegrini in viaggio verso San Martino di Tours,
dove arrivavano prima di continuare la loro strada per Santiago di
Compostela.
Camera di Enrico II
La camera di Enrico II dispone di un letto in stile Enrico
II di grandi dimensioni (2,18 m x 1,82 m). Ci sono anche una cassa con un
doppio fondo, porte e arazzi di Bruxelles e Tournai risalenti
alla fine del XVI secolo e al XVII secolo.
Anticamera della Cordelliera
Il camino dell'anticamera della Cordelliera
Questa era l'antica anticamera degli appartamenti
rinascimentali; ora l'ingresso a quelli è scomparso. La cappa del camino è
decorata con corde attorcigliate, simbolo dell'ordine francescano, e con il
collare dell'ordine di San Michele, il tutto disposto intorno allo stemma di
Anna di Bretagna. Il pannello di legno sopra il camino è decorato con la
salamandra, emblema di Francesco I.
Appartamenti di Luigi
Filippo
Gabinetto di Luigi
Filippo
In questa stanza è ricostruito un tipico gabinetto dell'età di Luigi Filippo. È possibile ammirare un ritratto della duchessa di Orleans, la madre di Luigi Filippo, e, su una credenza, un modello della nave Belle Poule, comandata dal principe di Joinville, figlio di Luigi Filippo, durante il ritorno in Francia delle ceneri di Napoleone I.
Camera di Luigi
Filippo
Questa camera è arredata secondo lo stile "Primo
Impero": ci sono un letto a barca, una scrivania, un tavolo con quattro
colonne alla base, una cassa di legno di mogano. Sono presenti anche alcuni
mobili in stile Luigi Filippo.
Sulle pareti c'è un ritratto di Madame Adelaide, dipinta da
Court, e un ritratto del duca e della duchessa di Orleans, di Franz-Xaver
Winterhalter.
Sala della musica
I mobili di questa vasta sala sono composti principalmente
da un pianoforte Érard di palissandro impiallacciato di Rio
del XIX secolo, una scrivania e una credenza in stile "Restaurazione"
ed una sedia in mogano. Sulle pareti sono esposti un ritratto di Luigi Filippo,
rappresentato con le insegne della monarchia e la Carta Costituzionale
del 1830, un ritratto della regina Marie-Amélie, con due suoi figli, il
duca di Aumale e il duca di Montpensier, e un ritratto di
Louis-Philippe-Joseph, detto Philippe Egalité. Su un cavalletto si trova
anche un ritratto di Abd El-Kader.
Nella cultura di
massa
L'hotel Chateau Marmont, a Los Angeles, è ispirato
al castello di Amboise.
Il 17 giugno 1963 la posta francese ha emesso un francobollo
del valore 30 centesimi di franco che rappresentava il castello.
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