LA SEXALESCENZA
L’ADOLESCENZA DEI NUOVI 60enni 2.0

Sexalescenza, la nuova giovinezza dei sessant’anni: un
cambiamento di costume con effetti positivi sulla qualità della vita. Il
termine sta ad identificare adulti di 60 anni o più che non si sentono anziani
perché ancora non contemplano l’idea di invecchiare nei propri piani attuali.
Vive il “qui e ora” con rinnovato entusiasmo dedicandosi a tutte le cose
piacevoli che hanno accantonato durante la vita lavorativa. Sono persone che
possono definirsi al passo con i tempi moderni da un punto di vista tecnologico,
presenti sui social e impegnati sul web, forti anche dell’esperienza maturata
durante il periodo del lockdown che ha risvegliato passioni sopite restituendo
il tempo di pensare e di guardare in sé stessi a ogni individuo.
Sono uomini e donne che si possono definire moderni,
progressisti, desiderosi di godersi la vita, imparare, collaborare con la
società, viaggiare, conoscere nuove persone e essere padroni del proprio
destino, rinunciando all’etichetta tipica della terza età. A dispetto del termine
coniato recentemente non si vuole così etichettare persone che pensano di
rivivere la propria adolescenza a sessant’anni e più o che credono di poter
fare tutto quello che non hanno fatto in gioventù. Si tratta comunque di una
fascia di età matura, che ha acquisito consapevolezza di sé, del proprio tempo
e dei propri desideri. C’è chi decide di dedicarsi all’arte, chi impara nuove
lingue straniere, chi decide di iscriversi a un corso di laurea e con impegno
arriva fino in fondo per il solo piacere di farlo e di mettersi in gioco, chi
invece si dedica ai viaggi e alla scoperta di luoghi nascosti, chi scrive e
pubblica romanzi.
Sono persone che si chiedono cosa vogliono veramente dalla
vita arrivati a un punto del cammino terreno in cui si è sperimentata
l’attività lavorativa, ci si è costruita una vita affettiva che sia familiare o
di conoscenze e amicizie consolidate nel tempo, si sono raggiunti degli
obiettivi che possono essere la casa, la macchina, la realizzazione di un
progetto e invece di tirare i remi in barca decidono di darsi nuove
possibilità, con entusiasmo e determinazione. Gli uomini e le donne di
“sessanta o settanta anni” in genere sono soddisfatti del loro stato civile e,
se non lo sono, non si preoccupano di cambiarlo.
A differenza dei giovani, i sexalescenti conoscono e
ponderano tutti i rischi. Non pensano e non desiderano avere il fisico atletico
dei trentenni, sono consapevoli del tempo trascorso e sanno che sarebbero
ridicoli se volessero scimmiottare i giovani ostentando un abbigliamento da
teenager o cercando di raggiungere risultati atletici destinati ai
giovanissimi. Consci dell’importanza di uno sguardo complice, di una frase
intelligente o di un sorriso illuminato dall’esperienza, le persone di 60 o 70
anni si preparano a vivere una nuova età che ancora non ha un nome sebbene ne
sia stato coniato uno appena adesso. Oggi non ci si sente dei vecchi, salute
permettendo, ci si rende conto di essere ancora pieni di vita sia fisicamente
che intellettualmente.
La giovinezza viene vista come un periodo da ricordare senza
nostalgia ma con la consapevolezza di aver vissuto esperienze sulle quali si è
poi costruito il proprio futuro che in parte è ancora da delineare e
progettare. I sessantenni e settantenni di oggi celebrano il sole ogni mattina
e sorridono spesso a sé stesse, fanno piani per la propria vita, non per quella
degli altri. La sexalescenza si potrebbe definire non a torto la nuova
giovinezza dei sessant’anni che realisticamente parlando ha apportato un
cambiamento di costume con effetti positivi sulla qualità della vita. Avere 50
0 60 anni nel ventunesimo secolo è un’esperienza molto diversa rispetto a
quella dei “coetanei” di un secolo fa. I “sexalescenti” sono il prodotto di
un’epoca di forti cambiamenti.
Non sono nativi tecnologici, ma hanno dovuto adattarsi per
padroneggiare gli strumenti del web; hanno vissuto sulla propria pelle
cambiamenti politici, sociali ed economici di grande portata che molto spesso
li hanno costretti a rinunciare alla stabilità. Così dalla mancanza di solidità
e certezze caratteristica del tempo attuale, hanno tratto la possibilità di
costruire un nuovo sé, di rivivere una nuova giovinezza. Un’età più bella, da
un certo punto di vista, perché segnata da una diversa maturità e libertà
personale ed economica. Lasciando ai più anziani ottantenni il dominio dei
circoli bocciofili frequentati dagli uomini e il circolo anziani dove
chiacchierare, giocare a burraco o sferruzzare alle donne, i sessantenni di
oggi viaggiano, ballano, praticano sport di ogni tipo, flirtano e scoprono
nuovi piaceri, i piaceri della vita, liberi da impegni lavorativi spesso
logoranti e assillanti.
Per questo sono spesso invidiati e requisiti dai figli per
la gestione dei nipoti e dei diversi impegni familiari. Qui sta al singolo
decidere a cosa dare la precedenza, se a sé stessi o agli altri, in quanto non
sempre è realizzabile un’equa mediazione tra le due. Certamente il cambiamento
epocale è tangibile e ha modificato i tratti di quelli che una volta venivano definiti
senior. Ora questo termine è utile solo per avere la riduzione della tariffa
sul treno, nei musei o in alcuni spettacoli, per il resto i sessantenni o
settantenni non se lo sentono addosso e danno sfogo a tutta la loro vitalità
per rendere piacevole e costruttivo l’ultimo tratto di strada da percorrere,
visto che potrebbe essere anche piuttosto lungo.
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