GIORNATA NAZIONALE DEL PAESAGGIO 2025

Il 14 marzo 2025 si celebrerà La Giornata Nazionale del
Paesaggio, istituita dal Ministero nel 2016 con l’obiettivo “di promuovere la
cultura del paesaggio in tutte le sue forme e sensibilizzare i cittadini sui
temi ad essa legati”.
La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della
Basilicata propone un fine settimana dedicato alla conoscenza e alla
valorizzazione di un importante sito regionale, dove ambiente storia e
patrimonio culturale sono le principali fonti di ricchezza, Uggiano, nel comune
di Ferrandina (Mt).
Sabato 15 marzo a Ferrandina, tra le 9:30 e le 12:30, sarà
possibile visitare il Castello di Uggiano, grazie alla felice collaborazione del
Comune di Ferrandina, ad accogliere i visitatori saranno i volontari del posto
della Delegazione FAI di Matera che lasceranno la parola a specialisti
architetti e archeologi coinvolti nelle attività di ricerca, recupero e
valorizzazione della fortezza, dominante un paesaggio di grande suggestione. La
durata della visita è di circa un’ora per gruppi di massimo 20 persone, per
consentire di organizzare al meglio gli aspetti logistici è preferibile
prenotare all’indirizzo: sabap-bas.comunicazione@cultura.gov.it.
Il racconto delle attività che la Soprintendenza sta
mettendo in campo per tutelare e valorizzare le peculiarità del paesaggio
lucano sono di importanza nazionale ed oltre, di conseguenza, le notizie che
seguono sono relative ad un monumento unico nel suo genere, in attesa della sua
rivalutazione strutturale e storica, attesa ormai da anni.
OBELANUM OBLANO UGGIANO
STORIA DI UNA IMPORTANTE ROCCAFORTE
PUNTO DI RIFERIMENTO DI RE E PRINCIPI
L’insediamento medievale di Uggiano sorge sul dorso di una
collina a circa 4 km a nord-ovest dell’abitato di Ferrandina, ed è conosciuto
anche come “Ferrandina Vecchia”. Per la sua posizione e la sua altitudine (476
m slm) domina una vasta estensione di territorio che si estende fino ai monti
Calabri. Uno dei castelli più antichi della regione, un castrum risalente ad
età bizantina (IX secolo), predisposto come roccaforte di difesa contro
l’avanzata dei Longobardi. Il castello di Oblano risulta esistente già in epoca
longobarda, al momento della riorganizzazione amministrativa dell’Italia
meridionale tra Radelchi e Siconolfo nell’845. Ampliato in seguito durante la
seconda colonizzazione bizantina, la denominazione di castrum o castellum
lascia intuire che attorno alle mura si sviluppava un abitato; tuttavia
l’assenza di campagne di scavo impedisce di stabilirne la localizzazione
esatta, l’estensione e la durata. Il castello passa sotto il controllo dei
Normanni di Roberto il Guiscardo nel 1066, data la sua importanza strategica a
guardia di due direzioni di transito: dagli Appennini al mare Jonio,
parallelamente al corso dei fiumi lucani e lungo un percorso che da Matera
taglia trasversalmente le cinque valli lucane per giungere fino al territorio
di Senise. Mentre lo strato pre- normanno, quasi certamente bizantino, si
individua facilmente in porzioni di rozza muraglia costruita con ciottoli di fiume
e pietre di cava a corsi irregolari legati con malta, senza pretese di natura
formale, i successivi interventi di rafforzamento e di completamento
architettonico tendono a coniugare esteticamente forma e funzione. L’apice del
suo splendore è raggiunto in epoca angioina, nel 1350, some testimonia
l’iscrizione del portale: Hoc opus fecit magi/ster Jacobus Trifogia/nus de
Astiliano a.D. MCCCL, cui si deve l’innesto sulla cortina muraria di una
merlatura regolare, un magister che dirige i cementarii , maestranze locali
provenienti in questo caso da Stigliano e specializzate nel taglio e nella
lavorazione dei materiali lapidei. L’arco d’ingresso agli ambienti del
castellanus è realizzato con conci di arenaria regolari e perfettamente
squadrati. A differenza dell’arco a tutto sesto, quest’ultimo a sesto acuto
permette di scaricare il suo peso su sostegni più slanciati e leggeri. Il
concio di chiave può rischiare di sgusciare e compromettere uno dei testimoni
più pregevoli dell’intera struttura. Il fregio con foglie stilizzate e bacche
lungo l’imposta dell’arco è una sobria citazione angioina della tipologia
decorativa normanna. La tradizione vulgata, messa in discussione e contestata
con probanti argomentazioni nell’opera storica, di Padre Carlo Palestina, vuole
che disastrosi terremoti nel 1456 e nel 1492 determinassero il trasferimento
degli abitanti di Uggiano nella nuova città di Ferrandina, fondata nel 1494 da
Federico d’Aragona. Da quel momento per Uggiano ha inizio l’età dell’abbandono.
Intorno alle mura, probabilmente, si sviluppava l’insediamento urbano; ma non
essendo mai state condotte campagne di scavo non è possibile affermare con
certezza dove fosse ubicato l’abitato. Le prime notizie storiche che ci
attestano l’esistenza di Uggiano, sono riportate dallo storico Lupo Protospata
e risalgono all’anno 1029, quando Uggiano fu assediata e conquistata dai
musulmani Rayca e Saffari.
Cronache Ferrandinesi
Di Enzo
Scasciamacchia
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