VENERDÌ SANTO: IL SIGNIFICATO, LA PASSIONE DI CRISTO E LA VIA CRUCIS
COSA SI INTENDE PER PASSIONE E QUAL È L’ORIGINE DEL RITO DELLA VIA
CRUCIS

Il Venerdì Santo è il giorno della Settimana Santa in cui i
cristiani commemorano la Passione e la crocifissione di Gesù Cristo. Cade il
venerdì che precede la Pasqua e rappresenta uno dei momenti più intensi della
liturgia cristiana.
A differenza di altre celebrazioni, il Venerdì Santo è
segnato dall’assenza della Messa. Nel Venerdì Santo si tiene una celebrazione
della Passione, centrata sulla lettura del Vangelo, sull’adorazione della croce
e sulla comunione eucaristica con ostie consacrate il giorno precedente.
Nel calendario liturgico cattolico il Venerdì Santo è un
giorno di digiuno e astinenza, in segno di lutto e penitenza.
La Passione di
Cristo: il racconto del dolore
Con il termine “Passione” si intende la narrazione degli
ultimi momenti della vita di Gesù, dal momento dell’arresto nel Getsemani fino
alla morte sul Golgota. I quattro Vangeli canonici – Matteo, Marco, Luca e
Giovanni – offrono resoconti in parte differenti ma concordi nei passaggi
fondamentali: il tradimento di Giuda, l’interrogatorio davanti al Sinedrio e a
Pilato, la flagellazione, la condanna a morte, il cammino con la croce e, infine,
la crocifissione tra due ladroni.
Il termine “passione” deriva dal termine latino passio, che
significa “sofferenza” e da secoli è oggetto di rappresentazioni teatrali, riti
religiosi e meditazioni. La Passione di Cristo è uno dei temi più rappresentati
nella storia dell’arte e ha ispirato innumerevoli opere letterarie e musicali,
tra cui le celebri “Passioni” di Johann Sebastian Bach.
Cos’è la Via Crucis e
quando nasce
Nella liturgia cristiana la Via Crucis – o Via della Croce –
è un rito devozionale che ripercorre i momenti centrali della Passione di
Cristo, dalla condanna alla sepoltura. Le stazioni della Via Crucis sono
tradizionalmente 14, anche se in alcune versioni moderne ne viene aggiunta una
quindicesima dedicata alla Risurrezione.
Questa pratica si sviluppa in forma strutturata tra il XIV e
il XV secolo, grazie soprattutto ai frati francescani i quali, dopo aver
ottenuto la custodia dei Luoghi Santi, contribuirono a diffondere la memoria
del cammino doloroso di Gesù. Le prime “stazioni” venivano spesso rappresentate
con immagini o croci lungo i muri delle chiese o nei chiostri.
Il numero e l’ordine delle stazioni si stabilizza nel XVII
secolo. Ancora oggi la Via Crucis è una delle forme di devozione più praticate
durante la Quaresima, in particolare il Venerdì Santo.
Il Venerdì Santo in
Vaticano e nel mondo
A Roma dal 1965, anno in cui Paolo VI sancì la consuetudine,
il Papa guida la tradizionale Via Crucis al Colosseo, un rito suggestivo che
unisce simbolicamente la memoria del martirio dei primi cristiani con la
Passione di Gesù.
La celebrazione della Via Crucis al Colosseo è attestata già
dal 1744 ed è stata interrotta solo in occasioni eccezionali, quale la pandemia
da Covid-19.
I testi meditativi della Via Crucis del Papa sono ogni anno
affidati a voci diverse: religiosi, artisti, giovani, famiglie, carcerati,
migranti. La varietà di queste testimonianze contemporanee dialoga con le tappe
della Passione, rendendo il rito un momento di riflessione personale e
collettiva.
Nel mondo, il Venerdì Santo è celebrato in modi diversi. In
Spagna si tengono le famose processioni della Semana Santa, con confraternite
incappucciate e statue lignee trasportate a spalla, mentre in luoghi come le
Filippine la Via Crucis vede veri atti di flagellazione. Anche in molte regioni
italiane in occasione del Venerdì Santo si organizzano rappresentazioni viventi
della Passione.
Tradizione, silenzio
e memoria
Il Venerdì Santo è un giorno segnato dal silenzio e dalla
sospensione. Nelle chiese, gli altari restano spogli, i campanili tacciono e la
musica è ridotta al minimo. Si tratta di un tempo sospeso, che precede la gioia
della Pasqua e invita alla meditazione sul dolore, sulla morte e sul senso
della speranza cristiana.
La forza simbolica del Venerdì Santo va oltre la dimensione
religiosa: nel corso dei secoli, la Passione di Cristo è diventata anche
archetipo della sofferenza umana e del sacrificio. Le immagini, dalla corona di
spine alla croce, parlano anche a chi non si riconosce nella fede cristiana ma
cerca nel dolore una possibilità di trasformazione.
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