DOCUMENTI STORICI DELLA FAMIGLIA SERRA-GERACE
TORNANO NELL’ARCHIVIO DI STATO DI MATERA

Nel 1792, la principessa Serra-Gerace acquisì dal fisco
borbonico il feudo di Policoro, già appartenuto alla Compagnia di Gesù. Da quel
momento, la famiglia trasformò la zona in una tenuta modello, dotandola di
infrastrutture produttive, colonie agricole, case rurali, allevamenti, impianti
per la lavorazione della liquirizia e un palazzo padronale.
Per amministrare tali proprietà, i Serra si avvalevano di
una rete di agenti e razionali che, con sede tra Montalbano e Policoro,
curavano la contabilità, i contratti agrari e i rapporti con le popolazioni
locali.
Ospiti illustri soggiornarono nelle residenze della
famiglia, tra cui Giuseppe Bonaparte nel 1799 e re Ferdinando II di Borbone nel
1833. Per circa un secolo, i Serra di Gerace esercitarono una forte influenza
economica e sociale sul territorio, fino alla dismissione delle proprietà
avvenuta nel 1892 con la vendita del latifondo ai Berlingeri.
Oggi, grazie alla restituzione di questo fondo documentario,
la storia di quella presenza aristocratica può essere nuovamente studiata e
conosciuta, offrendo uno spaccato significativo sulle dinamiche agrarie e
sociali del Mezzogiorno.
Tra i materiali spiccano i registri contabili, i bilanci
agrari e gli elenchi della manodopera impiegata nelle tenute, insieme a documentazione
relativa alla gestione zootecnica e alla lavorazione della liquirizia, attività
particolarmente sviluppate nelle proprietà del principe. Completano il fondo
numerose lettere manoscritte intercorse tra la famiglia e i propri fiduciari
locali — agenti, razionali e amministratori — oltre a una significativa serie
di atti notarili redatti da Carlo De Bona, attivo a Campomaggiore e in altri
comuni del territorio lucano.
Si tratta di un fondo prezioso, in grado di documentare
pratiche agrarie, assetti fondiari, modelli amministrativi e rapporti di lavoro
in una regione chiave del Mezzogiorno moderno. Ogni documento restituito è un
frammento di identità collettiva, che torna a raccontare il proprio tempo.
La consegna all’Archivio di Stato è un’occasione per
ribadire il ruolo cruciale delle istituzioni e delle forze dell’ordine nella
tutela e valorizzazione dei beni culturali, nonché nell’azione di contrasto al
traffico illecito di opere e documenti antichi.
La documentazione è oggi conservata presso l’Archivio di
Stato di Matera, dove potrà essere consultata, studiata e valorizzata
nell’interesse della ricerca storica, della conoscenza e della cittadinanza.
LE ORIGINI DELLA FAMIGLIA
I Serra sono una nobile e antica famiglia genovese fondata
al XII secolo da Serra de' Mari, figlio del console Ottone de' Mari dei
visconti di Carmandino, famiglia che dal X secolo rappresentava l'autorità
degli Obertenghi a Genova, e che dal XI secolo formarono la più potente
consorteria nella fondazione della Repubblica. Dopo la distinzione dai Mari, i
Serra occuparono importanti magistrature, e almeno dall'inizio del XV secolo
formarono il proprio albergo, nonostante l'aggregazione a quello dei Lercari alla
riforma di Andrea Doria nel 1528 fino alla Pace di Casale nel 1576, quando
recuperano il proprio nome e riacquistano la loro antica importanza.
Dal XVII secolo entrarono al servizio di diverse monarchie
europei, in particolare i regni di Spagna, Napoli, Sardegna, e l'impero
napoleonico, ottenendo importanti feudi, come i marchesati di Almendralejo,
Strevi e Gioia, i principati di Carovigno, Pado, Gerace, i ducati di Terranova
e di Cassano, la contea di Monte Sant'Angelo e anche la condizione comitale dell'impero
francese.
Nonostante l'omonimia, non è possibile affermare il presunto
legame dei Serra genovesi con la dinastia giudicale sarda dei Sèrra-Bas o
Làcon-Sèrra (anche detta semplicemente Sèrra), strettamente legata a Genova e
documentata con quel nome in Sardegna fin dall'XI secolo, almeno un secolo
prima dall'attestazione documentale di Serra de' Mari, capostipite della casata
genovese.
Le ipotesi sull'origine di questa famiglia sono state
diverse, in particolare quelle proposte da Odoardo Ganduccio nel XVII secolo,
che li fa risalire dalla località omonima di Serra (anche Sarra) nel Val
Polcelvera, argomento contestato dal senatore Federico Federici che nel suo
Scrutinio della Nobiltà Ligustica avverte la molteplicità di località omonime,
e anche di diversi stirpi non sicuramente collegati. Federici comincia il
rapporto più sicuro dei Serra genovesi solo a partire dal XIV secolo, anche se
al XIX secolo lo storico Luigi Tommaso Belgrano riuscì a stabilire l'origine
della casata primitiva nella discendenza del visconte Serra de' Mari,
appartenente alla potente consorteria viscontile dei Carmandino, dalla quale
derivano diverse cospicue casate del periodo formativo della Repubblica di
Genova come quelle degli Spinola, Embriaci, Castro, Usodimare, Mari, Giudici,
Pevere, Malocelli, ed altri. Una revisione contemporanea sul lavoro di Belgrano
fatta da Luca Filangieri conferma la filiazione di questo Serra dal visconte
Ottone de' Mari, e la adozione del cognome patronimico di Serra (non demotico)
da parte di questo ramo particolare dei Carmandino.
Repubblica di Genova
La partecipazione dei Serra al governo della Repubblica di
Genova venne attestata a partire dal capostipite Serra de' Mari, indicato nella
lista dei cives vasalli dell’arcivescovo di Genova nel 1143. Il figlio Corso di
Serra, console dei placiti tra 1156 e 1163, appare anche tra altri congiurati
della consorteria dei Carmandino nel confronto con il console Filippo di Lamberto
alla metà dello stesso secolo. Nel 1188, il console dei placiti Gionata Serra,
fratello di Corso, figura tra i genovesi che firmano la pace con i pisani. La
mancanza di notizie tra il XII e il XIV secolo negli atti burocratiche già
avvertita dal Federici, venne scusata d'alcuni autori attraverso la confusione
con l'omonima famiglia dei Sèrra-Bas presente nel trono giudicale d'Arborea
alla stessa epoca. In verità, i Serra genovesi sonno bene documentati in
diversi affari alla stessa epoca, soprattutto nell'attività armatoriale e
bancarie, insieme ad altri esponenti della nobiltà genovese del XIII.
Probabilmente discendente da quest'ultimi fu Manfredo di
Enrico Serra, numerato tra i nobili genovesi nelle compere del Banco di San
Giorgio nel 1384, e padre di Giovanni, anche numerato tra i nobili nel 1364
insieme a Matteo di Oberto, Michele e Luchino Serra. Nel 1391 Antonio è fatto
consigliere anche, secondo Federici ,per la fazione dei nobili. A partire dal
XV secolo sono numerosi le magistrature occupate dai membri della casata, in
particolare nella carica senatoriale di anziano, ambasciatore, consigliere e
anche come capitani di guerre, da sempre collegate all'antica nobiltà cittadina
e nella fazione ghibellina.
L'albergo dei Serra
Dal 1414 venne indicata l'esistenza dell'albergo nobiliare
dei Serra nei Carulario Possessionum del Banco di San Giorgio, come raccontato
dal Federici e da Giovanni Maria Ascheri, che numera l'albergo tra i derivati
dalla V Compagna chiamata di Portae (anche della Porta) insieme a quelli dei
Lercari, Usodimare, Doria ed altri. Come tanti altri, questo albergo non venne
ammesso alla riforma doriana di 1528, essendo dispersi le famiglie albergati e
i Serra incorporati a quello dei Lercari. Tra le famiglie albergati a
quest'albergo se numerano i:
Onza, anche Serra d'Onza fino alla riforma di 1528 dove
furono albergati al Cibo.
Malagamba, anche Serra-Malagamba.
Regno di Napoli
I figli di Paolo Serra, Senatore della Repubblica di Genova
all'inizio del XVI secolo, diedero origine a tre rami:
di Antonio, primogenito, i cui eredi ottennero i titoli di
duca di Terranova nel 1574, di principi di Gerace nel 1609, di marchesi di
Gioia nel 1654;
di Giovan Battista, i cui eredi ottennero il titolo di
principi di Carovigno nel 1645;
di Girolamo, i cui eredi furono insigniti del titolo di
duchi di Cassano nel 1678.
Gennaro Serra di Cassano (Portici 30 settembre 1772 - Napoli
20 agosto 1799), appartenente al ramo dei duchi di Cassano, fu patriota e
martire della Repubblica Napoletana (1799).
Giuseppe Serra di Cassano, fratello di Gennaro, subì il
carcere per tre anni e, quando uscì all'arrivo dei francesi nel febbraio 1799,
entrò a far parte del Corpo municipale del comune di Napoli. Successivamente fu
condannato a morte dai Borbone, ma si salvò perché era a Parigi quale
ambasciatore della Repubblica Partenopea. Nel 1821, alla corte di Gioacchino
Murat, fu nominato decurione (capo della amministrazione cittadina) della città
di Napoli.
Duchi di Cassano
Giuseppe (m.1715), I duca di Cassano. Sposò Maria Trivulzio
dei principi di Musocco. Senza discendenza. Fu erede il nipote Giuseppe, figlio
di Francesco Serra e Laura Doria-Gonzaga dei duchi di Tursi.
Giuseppe (1693-1745), II duca di Cassano, nipote del
precedente. Sposò Rosa Caracciolo, dei duchi di Martina.
Laura (1723-1790), III duchessa di Cassano, figlia del
precedente. Sposò il cugino Giuseppe Maria Serra.
Luigi (1747-1825), IV duca di Cassano, figlio della
precedente. Sposò Giulia Carafa della Spina dei principi di Roccella.
Giuseppe (1771-1837), V duca di Cassano. Sposò Teresa di
Tocco-Cantelmo-Stuart dei principi di Montemiletto.
Luigi (1810-1884), VI duca di Cassano. Sposò Adelaide
Spinelli dei principi di San Giorgio.
Francesco (1843-1917), VII duca di Cassano. Sposò Clotilde
Giusso dei duchi di Galdo.
Luigi (1868-1935), VIII duca di Cassano. Sposò Elisabeth di
Guglielmo Grant.
Francesco (1914-1998), IX duca di Cassano. Sposò Elena di
Leopoldo Parodi-Delfino.
Luigi (1939 - 2021), X duca di Cassano. Sposò Maria Grazia
dei baroni della Noce.
Giovan Francesco Serra di Cassano (1965) XI duca di Cassano
e scrittore.
Principi di Gerace, duchi di Terranova
Giovanni Agostino (1780-1854), VIII principe di Gerace e
duca di Terranova. Erede della madre Maria Antonia Oliva-Grimaldi (olim Oliva),
VII ed ultima principessa di Gerace e duchessa di Terranova della famiglia
Oliva. Sposò Maria Domenica d'Ayerbo d'Aragona. Senza discendenza. Fu erede il
fratello Francesco.
Francesco (1781-1858), IX principe di Gerace e duca di
Terranova, fratello del precedente. Sposò Livia Lamba Doria
Giovan Battista (1815-1883), X principe di Gerace e duca di
Terranova, figlio del precedente. Sposò Teresa Carafa dei duchi di Forlì.
Francesco (1856-1923), XI principe di Gerace e duca di
Terranova, figlio del precedente. Sposò Sara Álvarez-Calderón dei marchesi di
Casa Calderón.
Giovan Battista (1884-1946), XII principe di Gerace e duca
di Terranova, figlio del precedente. Sposò Anna Saluzzo dei duchi di
Corigliano. Senza discendenza legittima.
Regno di Sardegna e Italia
Il 26 aprile 1814 Girolamo Serra fu nominato presidente del
Governo provvisorio della Repubblica Genovese, carica che conservò fino al 7
gennaio del 1815 quando, a seguito del Congresso di Vienna, la repubblica fu
annessa al Regno di Sardegna.
Domenico Serra, nel 1848, fu nominato senatore del Regno di
Sardegna.
Orso Serra, nel 1860, e Francesco, nel 1861, furono nominati
senatori del Regno d'Italia.
Palazzi e Ville
Palazzo Marc'Aurelio Rebuffo o Palazzo Rebuffo-Serra, piazza
Santa Sabina 2, Genova. Attualmente ospita la Facoltà di Lingue e Letterature
Straniere dell'Università degli Studi di Genova. L'edificio affianca la porta
di Santa Fede o dei Vacca che costituisce l'accesso a ponente della cinta
muraria del 1155. Edificato nel 1509 da Bartolomeo Rebuffo, fu inserito nel
sistema dei Rolli nel 1664. Acquistato dai Marchesi Serra nel corso del XIX
secolo, fu ampliato e ristrutturato dall'Architetto Giovanni Battista
Pellegrini, ticinese.
Palazzo Lomellini-Serra, via Antonio Gramsci 3, Genova. Fu
acquistato nel 1601 dai Lomellini incorporando la torre a mare dei Vacca,
facente parte della cinta muraria del 1155, con quella a nord già annessa al
Palazzo Rebuffo. Il marchese Giacomo Serra lo acquistò all'inizio del XIX
secolo annettendolo integralmente al citato Palazzo Rebuffo. Fu inserito nel
1664 tra i palazzi dei Rolli di Genova nel quarto bussolo.
Palazzo Serra di Cassano sulla collina di Pizzofalcone a
Napoli. Venne eretto, su strutture preesistenti da Ferdinando Sanfelice a
partire dal 1718 e completato da Giuseppe Astarita. Dal 1799 la sua porta
principale restò chiusa in memoria del figlio Gennaro, giustiziato dai
Sanfedisti nello stesso anno.
Palazzo Serra di Cassano a Portici, in via Zumbini 38. Venne
acquistato dall'omonima famiglia nel 1755 per essere poi rifatto e ingrandito
in anni successivi da Giuseppe Astarita.
Villa Serra a Sant'Olcese in val Polcevera, provincia di
Genova. Sul fondo, acquistato nel 1850, dal Marchese Orso Serra dai Pinelli,
edificò un edificio in stile Tudor con annesso giardino all'inglese. Oggi è di
proprietà pubblica.
Villa Saluzzo Serra a Capolungo di Nervi, Genova. Villa
cinquentesca con annesso parco ospita la Galleria d'arte moderna di Genova.
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