UNA VITA DA CORNUTO

Purtroppo nella vita ci sono cose che ti vengono appioppate tuo
malgrado, ed altre in cui si dice “te la sei andata a cercare”, bene, nel mio
caso è la seconda, e vi spiego perché.
Sono stato un atleta di Pallavolo negli ultimi anni 70,
abbastanza quotato anche, tanto da guadagnare la “Medaglia di Bronzo” per il
terzo posto nel campionato nazionale con una società di Verona, successivamente
infortunandomi e costretto ad abbandonare la carriera.
Ma come spesso capita, da atleta praticante, la decisione di
proseguire a coltivare la mia passione con quella di arbitro, si apre un nuovo
mondo per me sino a quel momento, sconosciuto.
Era un giorno di dicembre, precisamente il 12 dell’anno
1978, quando mi ritrovo con l’abilitazione FIPAV (Federazione Italiana Arbitri
Provinciale Pallavolo), dopo aver frequentato e superato un corso di tre mesi,
ma sinceramente, non mi aspettavo tutto quello che sarebbe successo in quasi 20
anni di attività.
Quando si nasce con una passione simile, ti accorgi di
essere immune a tutto quello che potrebbe succedere in corso d’opera, un
esempio, essere etichettato sin dalla prima gara “CORNUTO”, all’inizio ti
chiedi perché, ma dopo un po' ti rendi conto che è solo un modo per scaricare
la tensione di un tifoso deluso.
Ti rendi conto anche di essere una via di sfogo di fans
sfegatati e campanilisti, in cerca solo di risse per metabolizzare una
sconfitta, tante volte ho dovuto subire la scorta dalla pubblica sicurezza per
ritornare a casa illeso, oltre a ingiurie, minacce e vandalismi.
Ma la cosa più frequente e quasi scontata è sempre stata la
parola “ARBITRO CORNUTO”, una volta è capitato anche nella città che
successivamente mi avrebbe adottato, in presenza di mio Suocero e mio Cognato
che reagirono prontamente contro gli accusatori.
Purtroppo alla fine ci fai l’abitudine, non solo a questo,
ma anche al fatto di non essere mai apprezzato, perché si sa che in una gara ci
sarà sempre chi esulterà per la vittoria e chi ti accuserà per aver perso, come
si sa anche che nessuno si accuserà di aver perso per le proprie carenze, dare
la colpa all’Arbitro è molto più semplice e risolutivo.
Quello che ancora non si è capito, è che anche l’Arbitro è
un essere umano esposto a errori e sviste, ma tutti pensano che non gli è
concesso, di conseguenza è già “CORNUTO” ancor prima di entrare in campo.
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