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IL FANTASMA DEL CASTELLO DEL MALCONSIGLIO

LA CONGIURA DEI BARONI

Nei giorni dall' 11-12-13-14 agosto 2025 la città di Miglionico (MT) ricorda un grande evento di Storia Medievale che le riguarda, "La congiura dei Baroni", che ha riempito pagine di Storia Antica nella didattica istruttiva scolastica del Mondo intero, un evento che ha portato la Storia Medioevale Lucana ad alti livelli storici nel panorama delle principali Corti dei più grandi Regnanti del territorio nazionale ed oltre, lotte interne, intrighi di Palazzo, tradimenti, ed infine, prigionie, vendette e carneficine.
Di seguito alcuni cenni storici dell'avvenente vicenda tra leggenda e realtà:

La Legge dello “Ius primae noctis”

Prima di raccontarvi della leggenda del castello di Miglionico, dovete conoscere cos’è lo “ius primae noctis” e di come questo terribile “diritto” sia l’ingrediente più amaro di questa tragedia.

Si tratta di una “legge” imposta dal signore feudale di poter “giacere” con ogni nuova sposa appartenente ai suoi feudi la prima notte di nozze. Di questo “diritto” però non si hanno delle evidenze storiche che confermino l’effettiva applicazione anche se la storiografia medioevale è piena di stupri e abusi da parte di certi vassalli.

Lo “ius primae noctis“, anche se mai “applicata”, poteva però essere usata per “minacciare” le giovani coppie, al fine di far pagare loro tasse extra o per obbligarli a qualche lavoro straordinario.

La leggenda del Castello di Miglionico

Si narra che il temuto signore del castello, si invaghì di una giovanissima e bellissima contadina. Non appena saputo che ella voleva prendere in sposo un giovane contadino, decise di far rivalere il suo “diritto” a giacere con la giovane la prima notte di nozze.

Naturalmente lo sposo e le famiglie si opposero con vigore a questa decisione, ma neanche la promessa di pagare un lauto tributo in denaro riuscì a far cambiare idea al tiranno.

Anzi. Per non far scappare la giovane coppia altrove, il tiranno, fece rinchiudere il giovane sposo in una stanza del suo castello.

Quella notte la giovane contadina fu spogliata e portata di forza nella stanza da letto del tiranno. Ma non potevano immaginare che lei aveva in serbo per lui una amara sorpresa. In testa nascondeva un affilatissimo ferma capelli in metallo.

Proprio durante la notte, quando il perfido signore cercò di afferrarla con la forza, la giovane contadina sfilò la sua piccola arma dai capelli e lo colpì con tutta la cattiveria che aveva in corpo. Il vecchio, nonostante fosse gravemente ferito al collo, riuscì a chiamare le sue guardie proprio mentre la giovane donna fuggiva dalla sua stanza

La fuggitiva, ancora in vestaglia, in cerca del suo giovane amato provò ad aprire ogni porta del castello ma con scarso risultato. Le guardie, accorse numerose, erano già sulle sue tracce, ed in preda al terrore la giovane cercò un nascondiglio.

Tallonata dalle guardie, decise di nascondersi nell’unico posto dove non l’avrebbero mai cercata: il pozzo del castello. Ma proprio mentre cercava di ripararsi nel pozzo aggrappandosi ai bordi, la donna scivolò e cadde giù in quel terribile e oscuro buco perdendo probabilmente i sensi.

Il suo corpo fu recuperato solo dopo qualche giorno e riconsegnato alla famiglia e al suo giovane amato. Il tiranno invece riuscì a cavarsela e guarì dalla ferita inferta dalla donna.

L’epilogo

Di questa tragica storia, esistono diverse versioni. Alcuni raccontano che la donna non avesse nessun coltello, altri invece raccontano che fu proprio il vecchio tiranno a buttarla nel pozzo, altri narrano che lei si buttò spontaneamente nel pozzo pur di non concedersi al vecchio signore.

Ma ogni versione ha la stessa triste conclusione: la morte della giovane donna in quel dannato pozzo.

Da questa tragica storia nasce la leggenda del fantasma della giovane contadina, che si aggirerebbe inquieta tra le stanze del castello di Miglionico, forse in cerca del suo amato rinchiuso in chissà quale stanza.

Di notte, si dice che nei pressi del pozzo si possono ancora udire i bisbigli della giovane sposa che sussurra chissà quali tragiche parole.

Ma il castello e le sue stanze serbano anche un’altra storia davvero incredibile. Questa volta, però, si tratta di fatti realmente accaduti proprio in quel castello intorno alla seconda metà del XV secolo.

La congiura dei Baroni

Nel 1485 il conte di Miglionico Girolamo Sanseverino fa riunire presso il suo castello la maggior parte dei baroni meridionali. Il Gran Consiglio!

Il tema del Gran Consiglio? Fare fuori il Re Ferdinando I detto, Re Ferrante.

Il motivo? Il Re, con un editto, aveva tolto di forza la maggior parte del potere e dei privilegi ai Baroni.

Nella riunione i Baroni meridionali avevano deciso d’imporre al Re alcune regole per riavere indietro i loro privilegi, pena: la sua morte a tradimento.

I Baroni, però, non potevano immaginare che tra di loro si nascondessero delle spie del Re. Infatti, Re Ferdinando I, avvisato di questa riunione segreta, vi si presentò a sorpresa con l’intento di sedare personalmente gli animi ribelli dei Baroni.

Ma non fu così.

I Baroni, per nulla intimoriti della presenza del Re, gli dettarono comunque le loro condizioni con le minacce. Il Re Ferrante, che in quel momento era in una posizione debole, dovette accettare e sottoscrivere tutte le richieste dei Baroni e per farsi “perdonare” lì invitò tutti al matrimonio di sua nipote a Napoli.

Con quel matrimonio avrebbero festeggiato e dimenticato l’astio che si era creato tra loro. Dunque, perché non festeggiare con rinnovato spirito d’amicizia, la stima per il Re?

Ma i Baroni non sapevano che il perfido Re Ferdinando, aveva in serbo una terribile sorpresa per loro.

La terribile vendetta del Re

Durante i festeggiamenti del matrimonio della nipote, proprio mentre tutti mangiavano e bevevano copiosamente, il Re fece chiudere le porte del castello e fece entrare i suoi gendarmi.

Fu una carneficina.

Nessun Barone, signore o vassallo rimase in vita, neanche il giovane sposo e suo padre. Tutti furono accusati di alto tradimento. La vendetta del Re fu terribile, una vera e propria carneficina.

Le terre e i possedimenti dei baroni passarono in mano al Re Ferrante.

Anche il castello di Miglionico passò nelle mani del Re, che per suo volere da Castello del Gran Consiglio venne chiamato Castello del Mal Consiglio, a futura memoria di quanto accadde.

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