GIUSTIZIA PER LA MORTE DI ANTONIO PIRRETTI
LA FAMIGLIA VUOLE CHIAREZZA

A distanza di nove mesi dalla morte di Antonio Pirretti,
tragedia sul lavoro avvenuta il 7 febbraio 2025 nell’impianto di depurazione
dell’Acquedotto Lucano di Ferrandina (MT), gestito dalla Soteco Spa, i
familiari della vittima denunciano che, inspiegabilmente, non è ancora stata
fatta piena luce sulle cause del decesso né è stata fornita una ricostruzione
logica e definitiva dell'accaduto. Antonio è morto quella mattina, intorno alle
7.45, all’interno dello stabilimento dove era giunto alle 7.00 per eseguire le
consuete attività lavorative. Ciò che è accaduto da quel momento fino alla
constatazione del decesso è il segmento principale che le indagini della
Procura di Matera avrebbero dovuto ricostruire. E invece il procedimento penale
che avrebbe dovuto chiarire eventuali responsabilità, pur essendo stato
iscritto per un grave reato, quello di omicidio colposo (589 del Codice
penale), risulta tuttora a carico di ignoti. L’esame autoptico disposto dal
magistrato ha portato il consulente tecnico del Pubblico ministero a concludere
per una morte improvvisa, diagnosi che non coincide con le valutazioni dei
consulenti di parte nominati dai familiari di Pirretti (medico legale e
anatomopatologo), che hanno invece evidenziato la presenza di più concause, tra
cui l’intrappolamento prolungato nel macchinario e la mancanza di adeguate
misure di sicurezza e di prevenzione. Tutti aspetti che un'inchiesta
giudiziaria non può ignorare. Il prossimo martedì 18 novembre, davanti al
Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera, si terrà l’udienza
in camera di consiglio. Il Gip, come si augurano i familiari della vittima,
potrà disporre la prosecuzione delle indagini o l’imputazione coatta nei
confronti del datore di lavoro. Ma potrebbe anche decidere, come richiesto
dalla Procura, di archiviare il fascicolo, lasciando inqualificabili zone
d'ombra. La madre di Antonio, Angela Rosa Dattoli, e la sorella Tiziana, così
come hanno fatto — tramite i loro legali — nelle sedi deputate, chiedono
pubblicamente che vengano chiarite completamente e definitivamente le
circostanze in cui ha perso la vita il proprio caro. Circostanze che, a oggi,
restano oscure e pertanto inaccettabili per chi ha perso un figlio e un
fratello mentre svolgeva le proprie funzioni sul posto di lavoro.
PolicoroTV.it
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