I CAMPANACCI DI SAN MAURO FORTE:
IL RUGGITO ANTICO DELLA BASILICATA CHE RISVEGLIA LA MEMORIA
SAN MAURO FORTE (MATERA)

Nel cuore della Basilicata, quando l’inverno volge al
termine e il Carnevale entra nel suo momento più intenso, San Mauro Forte si
trasforma in un palcoscenico arcaico dove il tempo sembra tornare indietro di
secoli. È qui che ogni anno va in scena la suggestiva e potente manifestazione
dei Campanacci, uno dei riti carnevaleschi più antichi e identitari del Sud
Italia.
Un rito che viene da
lontano
Le origini dei Campanacci affondano in un passato remoto,
pre-cristiano, legato al mondo agricolo e pastorale. Il campanaccio, strumento
da sempre utilizzato per il bestiame, diventa protagonista di un rito
collettivo dal forte valore simbolico: il suo suono assordante serviva a
scacciare gli spiriti maligni, a purificare la comunità e a propiziare la
fertilità della terra in vista della primavera.
Con l’avvento del Cristianesimo, il rito non scompare, ma si
adatta, trovando nel Carnevale, periodo di rovesciamento delle regole e di
sospensione dell’ordine quotidiano, il contesto ideale per sopravvivere fino
ai giorni nostri.
I campanacciari e il
suono che invade il paese
Protagonisti assoluti della festa sono i campanacciari,
uomini del paese che indossano alla vita uno o più grandi campanacci, spesso
molto pesanti, fissati con robuste cinture di cuoio. L’abbigliamento è
semplice, talvolta scuro, essenziale: nulla deve distrarre dal gesto rituale e
dal suono.
Nei giorni clou del Carnevale, in particolare la domenica e
il martedì grasso, i campanacciari si organizzano in gruppi e partono dai
diversi quartieri del paese. Avanzano lentamente per le strade con un passo
cadenzato, facendo oscillare il corpo in modo sincronizzato. È questo movimento
a dare vita a un fragore continuo, profondo, quasi ipnotico, che riempie vicoli
e piazze.
Non si tratta di una semplice sfilata folkloristica: il
suono dei campanacci è vissuto come un atto rituale, serio e collettivo, capace
di coinvolgere l’intera comunità.
Un rito di comunità e
identità
Il camminare insieme, il ritmo condiviso, il rumore che
diventa un’unica voce rappresentano la forza della comunità. Ogni passo
ribadisce l’appartenenza a una tradizione che non è solo spettacolo, ma memoria
viva. I Campanacci sono un momento in cui San Mauro Forte si riconosce, si
racconta e si rinnova.
La manifestazione culmina nelle piazze principali, dove i
gruppi si incontrano e il suono raggiunge la sua massima intensità. La giornata
si conclude poi con momenti di convivialità, musica e piatti tipici, in un
clima di condivisione che unisce abitanti e visitatori.
Un patrimonio culturale
da preservare
Oggi i Campanacci di San Mauro Forte attirano studiosi,
appassionati di tradizioni popolari e turisti da tutta Italia. Restano uno
degli esempi più autentici di carnevale rituale, in cui l’elemento spettacolare
non ha mai cancellato il significato profondo del rito.
In un’epoca di celebrazioni sempre più omologate, San Mauro
Forte continua a far risuonare i suoi campanacci come un grido antico, capace
di attraversare i secoli e ricordare che la tradizione, quando è vissuta
davvero, non appartiene al passato ma al presente.
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